000000000000volpeMOLFETTA - Antonio La Volpe, classe 1939 è un ibridatore molfettese e grande appassionato di ornitologia, scienza che studia la classe degli uccelli. Il signor Antonio è attualmente il campione in carica in quel campo. Personalmente ho avuto il piacere di intervistarlo e scoprire passo dopo passo la scintilla che ha fatto nascere in lui questa passione, portandolo a diventare un esempio per tutti.

Buongiorno signor Antonio La Volpe, lei è il campione in carica nel campo dell'ornitologia, vorrebbe parlarci della sua passione, dagli antipodi al successo?

La mia passione nasce sin dalla mia infanzia, il mondo alato mi ha sempre affascinato in maniera quasi maniacale, pensi sentivo sin dal pancione il cinguettio degli uccellini. Da sempre ho iniziato ad allevarli, iniziando da quelli originari delle nostre campagne, all'inizio possedevo un canarino, indigeno della fauna europea, ed era davvero un privilegio di pochi; poi con gli anni a venire ho avuto modo di acquistarne tanti altri e da li la passione non mi ha più lasciato. A dir la verità la mia istruzione si è fermata in quinta elementare, ma la mia voglia di scoprire il mondo alato, volerlo studiare e soprattutto voler creare un qualcosa di nuovo che in natura non c'era, mi ha portato a dare origine a nuove specie quasi fossi un vero genetista. Non è stata cosa facile, ma a piccoli passi sono riuscito a sentirmi sempre più appagato da ciò che facevo. Dovete sapere che la specie va con la specie e l'ibridatore per ovviare a questa difficoltà, deve dare un imprinting ai soggetti in esame da incrociare.


Come accoppia i suoi esemplari e in base a cosa sceglie i nomi da dare ai suoi ibridi?


La mia passione consiste nel creare nuove specie di uccellini. Il tutto inizia inserendo l'uovo, appena fecondato, nella gabbia di una coppia di uccelli di classe differente dai genitori naturali e cosìcche l'uovo si schiuda proprio lì e impari a convivere con la classe in esame. Qui il piccolo nato assumerà i caratteri dei nuovi genitori e più in la, potrà trovare affinità e accoppiarsi con il figlio della classe in oggetto, creando così una nuova specie. Il nome viene dato in base ai caratteri manifestati sul corpo.


Dove coltiva la sua passione, in campagna o in città e dove trova gli esemplari per accoppiarli?


Ora allevo i miei uccellini a Bari, in un appartamento e vorrei tanto trasferire la mia passione qui a Molfetta, in modo da poterla vivere tutte le volte che voglio, vista anche la mia età. Colgo l'occasione per porgere un annuncio:

sono alla ricerca di un vano tecnico su di un tetto con una minima copertura, in modo da non poter creare disagio a chi mi circonda e poter continuare tranquillamente quella che è la mia linfa vitale.

Lei ha ricevuto una miriade di titoli tra cui venti italiani, nove medaglie a livello internazionale e soprattutto ha ricevuto un grande riconoscimento dal F.O.I (federazione ornicoltori italiani); può raccontarci le emozioni che ha provato ogni qual voltata partecipato ad una gara?


Mi emoziono continuamente e non solo durante le gare a cui ho partecipato, a dir la verità mi sto emozionando anche in questo momento, perché parlare di un qualcosa che ti da stimoli e soprattutto la grinta di scoprire sempre cose nuove è un qualcosa di indescrivibile. Ad ogni gara a cui ho partecipato o parteciperò ancora, ho sempre confidato in me stesso e soprattutto in qualcuno lassù, che sicuramente mi ama, altrimenti non mi spiegherei tutte queste vittorie (ride). L'ultima gara l'ho vinta in Olanda, e chi se lo aspettava, ricevetti una telefonata che mi diede la bella notizia. Vi dirò, le mie gare non sono finite qui, quindi spero di vincere la prossima che si terrà nel 2016 in Portogallo.


La sua famiglia che ruolo ha giocato nel perseguimento del suo hobby, è stata d'intralcio o d'aiuto?

Ho trascurato un po' la mia famiglia per star dietro alla mia passione, che ahimè inclazava sempre di più nel mio animo e non riuscivo a frenarla. Ho avuto qualche battibecco con mia moglie perché magari invece che far la spesa, preferivo curare i miei uccellini. In casa inizialmente avevo trenta uccellini, ma per cause di forza maggiore li ho trasferiti in un appartamento a se.

Il suo hobby coincideva con il suo lavoro o altrimenti come si conciliava con esso?


Io ero proprietario di un'azienda di autotrasporti con decine di operai, ho creato il tutto da un pezzo di ferro. Solo che a poco a poco pur di coltivare la mia passione e partecipare alle gare, ho trascurato il mio lavoro, cosa non del tutto bella da raccontare.

Il mio si, era un hobby, ma che mi è costato un po' caro.

Pensa che qualcuno della sua famiglia possa portare avanti con onore il suo titolo?


I miei figli ormai sono grandi, hanno altri interessi, ma le dirò da un po' di tempo ho conosciuto nel bar dove frequento di solito una ragazza di nome Lucia, beh lei è rimasta affascinata dalle mie storie tant'è che la maggior parte delle mattine beviamo un caffè insieme e le mostro le mie fotografie. Ho preso così tanto a cuore Lucia che la mia prossima gara la dedicherò a lei, sperando in una gran bella vincita.


Lei oltre che collezionare e creare ibridi, ha anche la passione per la fotografia, infatti sulla sua pagina Facebook ci sono tantissime e bellissime foto che ritraggono diversi esemplari nel loro habitat naturale. A tal proposito, la fotografia è per lei uno strumento in più nello studio degli esemplari in oggetto?

La fotografia è per me una vera passione, oltre quella di creare ibridi, sa all'inizio immortalavo gli uccelli con una piccola macchina fotografica, ma poi grazie all'aiuto di un amico il fotografo Giovanni Porta sono riuscito ad acquistare una vera macchina professionale, che mi ha permesso di fare delle foto meravigliose, direi da manicomio.  Passo dopo passo, foto dopo foto, sono riuscito a diventare un piccolo fotografo e soprattutto sono riuscito a catturare gli esemplari durante le loro azioni quotidiane; dagli uccelli acquatici a quelli di terra. Le dirò alle volte ci sono stati imprevisti durante i miei scatti, ma nonostante tutto non ho mai rinunciato. Ho costruito un cubo in plexiglas dove inserisco all'interno i miei uccellini con i ramoscelli che raccolgo in campagna o al mare e li immortalo, ci ho messo circa sette anni per costruirlo.


C'è un nuovo ibrido in arrivo?


Si, la regola vuole che gli ibridi siano sterili, ma la mia folle mente ha voluto che io creassi degli esemplari fertili. Ho incrociato un Crociere con un Canarino e dopo un po' di anni ho ottenuto un risultato fertile, ne verranno fuori tanti altri.


Signor Antonio, le andrebbe di dare un consiglio ai giovani che portano avanti le loro passioni?


Le passioni si sentono, restare affascinati da qualcosa è ben diverso da avere una passione che ti arde dentro, chi è predestinato lo sente dalla tenera età, così come è successo a me. Quella voglia di non sentirmi mai appagato che ti porta sempre in strade più insidiose, quella voglia di voler ottenere sempre di più, beh ragazzi è quella la vera passione. La passione cosa caro, porta a delle incomprensioni con chi vi sta intorno; tutti iniziano qualcosa, ma sono davvero in pochi quelli che la portano a compimento, perché la maggior parte ne resta impaurito. L'ibridazione è l'arte per me, è quel qualcosa che mi permette di svegliarmi al mattino e darmi la grinta di incominciare un nuovo giorno.