Banner sfondo 1600 AGATA

10945547 10203760770076509 7001563674596433637 nMOLFETTA - Le nostre associazioni (combattentistiche e d'arma: Ass. Eredi della Storia, Fondazione ANMIG e ANCR) hanno come scopo quello di preservare la memoria storica ed il ricordo dei nostri predecessori, senza strumentalizzazioni di sorta o censure di eventi “scomodi” per le varie fazioni politiche. 

Una storia per molti anni dimenticata e solo recentemente venuta alla luce è quella del complesso fenomeno noto col nome di “Foibe”, dal nome delle cavità carsiche in cui numerosi italiani istriani e dalmati, religiosi furono gettati dopo essere stati torturati e/o uccisi o in alcuni casi gettati vivi (come accadde a ben 16500 italiani) durante il periodo che va dagli ultimi anni della seconda guerra mondiale fino al ritorno di Trieste nei confini nazionali (1953).

10994154 415982461911293 1642873003778347391 nL’odio scatenato dalla “pulizia etnica” operata dai titini durò per molti decenni e solo con lo scoppio della guerra nella ex Jugoslavia per l’indipendenza delle repubbliche che erano state unificate sotto la dittatura di Tito, molte coscienze sono state “smosse” e questi fatti sono venuti alla luce. Ben 300.000 italiani dovettero fuggire abbandonando tutti i loro beni e nel porto di Trieste, nel “magazzino 18”, sono ancora presenti numerosi oggetti appartenenti ai profughi.

Diversi furono i molfettesi che, come molti altri italiani nati e/o vissuti in quelle terre (i quali erano addirittura giunti a possedere diversi immobili ed aziende agricole) subirono queste violenze non solo fisiche, ma anche psicologiche. Morirono in questo modo barbaro i molfettesi:

10429836 415982371911302 8719362509304937654 nAzzollini Giovanni Rodolfo finanziere (07/02/1923 - 22/09/1942 19), Bellapianta Antonio soldato (11/11/1910 - 21/04/1942), Famiglia Bergliaffa carabiniere; Binetti Giovanni marinaio (08/07/1922 - 01/03/1943), Binetti Zaccaria appuntato (25/11/1905 - 11/06/1944), Bonadies Paolo sergente (15/07/1917 - 05/04/1943), Camporeale Ignazio soldato (24/02/1911 - 22/05/1944), Giancaspro Pasquale sottocapo (17/03/1911 -11/09/1943), Marzocca Corrado tenente 02/05/1912 - 22/01/1942), Mastropierro Francesco sergente (06/09/1921 - 06/11/1941), Mergola Domenico soldato (03/06/1918 - 20/06/1944), Mezzina  Domenico sottotenente (20/01/1920 - 08/09/1943), Mininni Salvatore finanziere (06/08/1922 - 24/05/1942), Molinini Lorenzo soldato (02/01/1915 02/05/1943, Pasculli Pasquale soldato (22/02/1914 - 02/05/1943), Rotondella Vincenzo sottotenente (31/01/1917 - 09/09/1943), Runico Giuseppe Serg. Magg. (09/05/1917 -  21/04/1945), Squeo Ruggero marinaio (09/05/1922 - 02/05/1943).Inoltre numerosi trabaccoli molfettesi che facevano la spola tra Molfetta, Zara e Pola scomparvero nel nulla con tutto il carico e l’equipaggio. Le stesse imbarcazioni furono poi riconosciute negli anni successivi da pescatori molfettesi nonostante fossero state camuffate.

Per ricordare questi nostri concittadini e connazionali, i cui eredi hanno comunque sofferto gli strascichi di quelle violenze e di quelle idee distorte che hanno portato alle stragi delle Foibe, l’Associazione Eredi della Storia, la Fondazione A.N.M.I.G. e l’Istituto Nazionale del Nastro Azzurro di Molfetta, Domenica 15 Febbraio, a partire dalle ore 11:00 esporranno presso la sede di Piazza Mazzini n° 92 pannelli documentali e fotografici per non dimenticare questa storia taciuta per troppo tempo e alle ore 18:30, presso la chiesa di San Domenico sarà celebrata una Messa in suffragio dei molfettesi infoibati.

Noi non dimentichiamo  come nel giorno della Memoria (27 Gennaio) è stato rispettato il cordoglio per i milioni di vittime della Shoa, anche nel giorno del Ricordo (10 Febbraio) abbiamo rispettato la ricorrenza mettendo la bandiera che sventola in piazza Mazzini a mezz’asta; mentre la bandiera istituzionale in quest’ultima data è rimasta com’era. 

Poiché le nostre associazioni per statuto sono apolitiche ed apartitiche, all'unisono condannano tutte le stragi e le barbarie e, su richiesta del Vescovo, che ha visitato le sedi di Piazza Mazzini 92 e via San Pietro 15 meravigliandosi dell'enorme patrimonio storico conservato, faremo venire alla luce un'altra storia poco conosciuta ai più, come quella delle stragi di Cattolici,  delle chiese bruciate e rase al suolo durante la guerra (fratricida) in Spagna, e la deportazione della comunità italiana (moltissimi pugliesi) in Crimea, il genocidio in Armenia ed i Gulag in Russia. 

Questo fenomeno non appartiene solo al passato, ma continua in altre forme in diverse parti del mondo, innanzitutto in quei Paesi islamici dove l'integralismo ha distorto le menti di chi comanda o di pericolose minoranze, che fanno della violenza e dell'oppressione la loro "religione". Saranno organizzate molteplici iniziative in collaborazione con la chiesa diocesana per far sì che la storia sia un “confronto” che generi una consapevolezza.

La Giornata della Memoria e la Giornata del Ricordo hanno generato e rinforzato lo slogan, ripetuto come un mantra, che si usa alla fine di ogni manifestazione : “MAI PIÙ“. Ma come disse David Bidussa: “la scommessa intorno alle Giornate della Memoria e del Ricordo, è stata persa da tempo … perché non è stata realizzata la costruzione di una coscienza storica attrezzata!” “Mai più” significa agire in coerenza con la consapevolezza maturata con la conoscenza della storia! 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna


10945547 10203760770076509 7001563674596433637 nMOLFETTA - Le nostre associazioni (combattentistiche e d'arma: Ass. Eredi della Storia, Fondazione ANMIG e ANCR) hanno come scopo quello di preservare la memoria storica ed il ricordo dei nostri predecessori, senza strumentalizzazioni di sorta o censure di eventi “scomodi” per le varie fazioni politiche. 

Una storia per molti anni dimenticata e solo recentemente venuta alla luce è quella del complesso fenomeno noto col nome di “Foibe”, dal nome delle cavità carsiche in cui numerosi italiani istriani e dalmati, religiosi furono gettati dopo essere stati torturati e/o uccisi o in alcuni casi gettati vivi (come accadde a ben 16500 italiani) durante il periodo che va dagli ultimi anni della seconda guerra mondiale fino al ritorno di Trieste nei confini nazionali (1953).

10994154 415982461911293 1642873003778347391 nL’odio scatenato dalla “pulizia etnica” operata dai titini durò per molti decenni e solo con lo scoppio della guerra nella ex Jugoslavia per l’indipendenza delle repubbliche che erano state unificate sotto la dittatura di Tito, molte coscienze sono state “smosse” e questi fatti sono venuti alla luce. Ben 300.000 italiani dovettero fuggire abbandonando tutti i loro beni e nel porto di Trieste, nel “magazzino 18”, sono ancora presenti numerosi oggetti appartenenti ai profughi.

Diversi furono i molfettesi che, come molti altri italiani nati e/o vissuti in quelle terre (i quali erano addirittura giunti a possedere diversi immobili ed aziende agricole) subirono queste violenze non solo fisiche, ma anche psicologiche. Morirono in questo modo barbaro i molfettesi:

10429836 415982371911302 8719362509304937654 nAzzollini Giovanni Rodolfo finanziere (07/02/1923 - 22/09/1942 19), Bellapianta Antonio soldato (11/11/1910 - 21/04/1942), Famiglia Bergliaffa carabiniere; Binetti Giovanni marinaio (08/07/1922 - 01/03/1943), Binetti Zaccaria appuntato (25/11/1905 - 11/06/1944), Bonadies Paolo sergente (15/07/1917 - 05/04/1943), Camporeale Ignazio soldato (24/02/1911 - 22/05/1944), Giancaspro Pasquale sottocapo (17/03/1911 -11/09/1943), Marzocca Corrado tenente 02/05/1912 - 22/01/1942), Mastropierro Francesco sergente (06/09/1921 - 06/11/1941), Mergola Domenico soldato (03/06/1918 - 20/06/1944), Mezzina  Domenico sottotenente (20/01/1920 - 08/09/1943), Mininni Salvatore finanziere (06/08/1922 - 24/05/1942), Molinini Lorenzo soldato (02/01/1915 02/05/1943, Pasculli Pasquale soldato (22/02/1914 - 02/05/1943), Rotondella Vincenzo sottotenente (31/01/1917 - 09/09/1943), Runico Giuseppe Serg. Magg. (09/05/1917 -  21/04/1945), Squeo Ruggero marinaio (09/05/1922 - 02/05/1943).Inoltre numerosi trabaccoli molfettesi che facevano la spola tra Molfetta, Zara e Pola scomparvero nel nulla con tutto il carico e l’equipaggio. Le stesse imbarcazioni furono poi riconosciute negli anni successivi da pescatori molfettesi nonostante fossero state camuffate.

Per ricordare questi nostri concittadini e connazionali, i cui eredi hanno comunque sofferto gli strascichi di quelle violenze e di quelle idee distorte che hanno portato alle stragi delle Foibe, l’Associazione Eredi della Storia, la Fondazione A.N.M.I.G. e l’Istituto Nazionale del Nastro Azzurro di Molfetta, Domenica 15 Febbraio, a partire dalle ore 11:00 esporranno presso la sede di Piazza Mazzini n° 92 pannelli documentali e fotografici per non dimenticare questa storia taciuta per troppo tempo e alle ore 18:30, presso la chiesa di San Domenico sarà celebrata una Messa in suffragio dei molfettesi infoibati.

Noi non dimentichiamo  come nel giorno della Memoria (27 Gennaio) è stato rispettato il cordoglio per i milioni di vittime della Shoa, anche nel giorno del Ricordo (10 Febbraio) abbiamo rispettato la ricorrenza mettendo la bandiera che sventola in piazza Mazzini a mezz’asta; mentre la bandiera istituzionale in quest’ultima data è rimasta com’era. 

Poiché le nostre associazioni per statuto sono apolitiche ed apartitiche, all'unisono condannano tutte le stragi e le barbarie e, su richiesta del Vescovo, che ha visitato le sedi di Piazza Mazzini 92 e via San Pietro 15 meravigliandosi dell'enorme patrimonio storico conservato, faremo venire alla luce un'altra storia poco conosciuta ai più, come quella delle stragi di Cattolici,  delle chiese bruciate e rase al suolo durante la guerra (fratricida) in Spagna, e la deportazione della comunità italiana (moltissimi pugliesi) in Crimea, il genocidio in Armenia ed i Gulag in Russia. 

Questo fenomeno non appartiene solo al passato, ma continua in altre forme in diverse parti del mondo, innanzitutto in quei Paesi islamici dove l'integralismo ha distorto le menti di chi comanda o di pericolose minoranze, che fanno della violenza e dell'oppressione la loro "religione". Saranno organizzate molteplici iniziative in collaborazione con la chiesa diocesana per far sì che la storia sia un “confronto” che generi una consapevolezza.

La Giornata della Memoria e la Giornata del Ricordo hanno generato e rinforzato lo slogan, ripetuto come un mantra, che si usa alla fine di ogni manifestazione : “MAI PIÙ“. Ma come disse David Bidussa: “la scommessa intorno alle Giornate della Memoria e del Ricordo, è stata persa da tempo … perché non è stata realizzata la costruzione di una coscienza storica attrezzata!” “Mai più” significa agire in coerenza con la consapevolezza maturata con la conoscenza della storia! 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

WEB TV

WEBtv