Banner sfondo 1600 AGATA

Immagine Grande GuerraMOLFETTA - “Tornerete nelle vostre case prima che siano cadute le foglie dagli alberi!” [cit. Guglielmo II]. Alle ore 12 del 28 Luglio 1914 l’impero Austro – Ungarico consegnava la dichiarazione di guerra al regno di Serbia. Questo fu l’atto ufficiale che scatenò la Prima Guerra Mondiale. L’assassinio dell’erede al trono Asburgico del 28 Giugno aveva aperto una crisi diplomatica infuocatissima passata alla storia come la “Crisi di Luglio”.

A valle di questi eventi è necessario fare un passo indietro per capire che clima si respirasse nell’Europa dell’epoca. L’ultimo conflitto degno di nota fu la guerra Franco – Prussiana del biennio 1870 – 1871. La Francia di Napoleone III fu annientata e nacque l’Impero Tedesco guidato dagli Hohenzollern del regno di Prussia. Da allora la Repubblica francese, nata dallo sfacelo del secondo impero bonapartista, alimentò un sentimento di rivalsa nei confronti della Germania, chiamato “Revanchismo”. Tuttavia in quegli anni, il cancelliere Otto von Bismarck, riuscì a mantenere la pace in Europa con la sua politica dell’Equilibrio. Capisaldi della sua azione erano: amicizia con l’Inghilterra, trattato di non aggressione con la Russia, Triplice Intesa con Austria e Italia, isolamento diplomatico della Francia. Il sistema creato fu così benefico per il vecchio continente che tale periodo è ricordato come “Bella Epoqué”. L’ascesa al trono di Guglielmo II mutò irrimediabilmente il quadro geopolitico creato dal suo cancelliere. La Germania, da essere il centro dell’Europa, si trovò tra due fuochi ad est ed ovest. La politica aggressiva del nuovo imperatore tedesco favorì il riavvicinamento della Francia e della Russia, costringendo il paese mitteleuropeo a trovarsi nella condizione svantaggiosa di combattere una eventuale guerra su due fronti. Fu così che nel 1914 i maggiori paesi europei erano divisi in due schieramenti contrapposti: triplice Intesa (Germania, Austria – Ungheria, Italia) e triplice Alleanza (Francia, Russia, Inghilterra). Nel momento in cui la Serbia fu minacciata, la Russia dovette intervenire in nome del panslavismo e dell’equilibrio dei poteri. La reazione a catena di dichiarazioni di guerra e di neutralità ebbe iniziò. La Germania, per difendere l’Austria – Ungheria, dichiarò guerra alla Russia il 1° Agosto ed alla Francia il 3 Agosto. Quello stesso giorno, l’Italia proclamò la propria neutralità. La scelta del belpaese fu di natura tecnica: i patti sottoscritti erano di natura difensiva, non offensiva come invece si erano evoluti. Infine il 4 Agosto, la Gran Bretagna dichiarò guerra alla Germania, in virtù di un trattato del 1831 che garantiva la neutralità perpetua del Belgio. La disarmante facilità con cui le nazioni si aggredirono risiedeva nella convinzione che la guerra sarebbe durata pochi mesi, ed ogni coalizione pensava di sottomettere velocemente l’avversario. In particolare la Germania diede attuazione all’ambizioso Piano Schlieffen, la famosa strategia militare passata alla storia come “Guerra Lampo”. Compito dell’esercito tedesco era di sconfiggere in prima battuta la Francia, tramite l’invasione di Belgio e Lussemburgo, ed in seconda battuta la Russia, ritenuta lenta nel mobilitarsi. La neutralità italiana, l’aggressivo attacco russo ad oriente, il veloce sbarco dei volontari britannici, la resistenza francese e gli errori tattici tedeschi portarono al fallimento della guerra lampo. Iniziò quella lunga guerra di logoramento, in trincea, che sarebbe finita solo nel Novembre del 1918 ed avrebbe cambiato per sempre la storia dell’Europa.

L’associazione Eredi della Storia, la Fondazione ANMIG, l’ANCR con la collaborazione di tutte le associazioni combattentistiche e d’arma stanno preparando un corposo programma per ricordare il centenario della Grande Guerra. Cogliamo l’occasione per invitare tutti gli interessati e gli appassionati a collaborare con i suddetti sodalizi per commemorare in maniera idonea i nostri antenati che hanno sofferto le pene e le afflizioni della guerra. Quanto vorranno collaborare all’allestimento può contattare le associazioni all’indirizzo mail sergioragno@tiscali.it o al numero 3392028772.

Andrea de Gennaro

(Eredi della Storia – ANCR – Fondazione ANMIG)  

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna


Immagine Grande GuerraMOLFETTA - “Tornerete nelle vostre case prima che siano cadute le foglie dagli alberi!” [cit. Guglielmo II]. Alle ore 12 del 28 Luglio 1914 l’impero Austro – Ungarico consegnava la dichiarazione di guerra al regno di Serbia. Questo fu l’atto ufficiale che scatenò la Prima Guerra Mondiale. L’assassinio dell’erede al trono Asburgico del 28 Giugno aveva aperto una crisi diplomatica infuocatissima passata alla storia come la “Crisi di Luglio”.

A valle di questi eventi è necessario fare un passo indietro per capire che clima si respirasse nell’Europa dell’epoca. L’ultimo conflitto degno di nota fu la guerra Franco – Prussiana del biennio 1870 – 1871. La Francia di Napoleone III fu annientata e nacque l’Impero Tedesco guidato dagli Hohenzollern del regno di Prussia. Da allora la Repubblica francese, nata dallo sfacelo del secondo impero bonapartista, alimentò un sentimento di rivalsa nei confronti della Germania, chiamato “Revanchismo”. Tuttavia in quegli anni, il cancelliere Otto von Bismarck, riuscì a mantenere la pace in Europa con la sua politica dell’Equilibrio. Capisaldi della sua azione erano: amicizia con l’Inghilterra, trattato di non aggressione con la Russia, Triplice Intesa con Austria e Italia, isolamento diplomatico della Francia. Il sistema creato fu così benefico per il vecchio continente che tale periodo è ricordato come “Bella Epoqué”. L’ascesa al trono di Guglielmo II mutò irrimediabilmente il quadro geopolitico creato dal suo cancelliere. La Germania, da essere il centro dell’Europa, si trovò tra due fuochi ad est ed ovest. La politica aggressiva del nuovo imperatore tedesco favorì il riavvicinamento della Francia e della Russia, costringendo il paese mitteleuropeo a trovarsi nella condizione svantaggiosa di combattere una eventuale guerra su due fronti. Fu così che nel 1914 i maggiori paesi europei erano divisi in due schieramenti contrapposti: triplice Intesa (Germania, Austria – Ungheria, Italia) e triplice Alleanza (Francia, Russia, Inghilterra). Nel momento in cui la Serbia fu minacciata, la Russia dovette intervenire in nome del panslavismo e dell’equilibrio dei poteri. La reazione a catena di dichiarazioni di guerra e di neutralità ebbe iniziò. La Germania, per difendere l’Austria – Ungheria, dichiarò guerra alla Russia il 1° Agosto ed alla Francia il 3 Agosto. Quello stesso giorno, l’Italia proclamò la propria neutralità. La scelta del belpaese fu di natura tecnica: i patti sottoscritti erano di natura difensiva, non offensiva come invece si erano evoluti. Infine il 4 Agosto, la Gran Bretagna dichiarò guerra alla Germania, in virtù di un trattato del 1831 che garantiva la neutralità perpetua del Belgio. La disarmante facilità con cui le nazioni si aggredirono risiedeva nella convinzione che la guerra sarebbe durata pochi mesi, ed ogni coalizione pensava di sottomettere velocemente l’avversario. In particolare la Germania diede attuazione all’ambizioso Piano Schlieffen, la famosa strategia militare passata alla storia come “Guerra Lampo”. Compito dell’esercito tedesco era di sconfiggere in prima battuta la Francia, tramite l’invasione di Belgio e Lussemburgo, ed in seconda battuta la Russia, ritenuta lenta nel mobilitarsi. La neutralità italiana, l’aggressivo attacco russo ad oriente, il veloce sbarco dei volontari britannici, la resistenza francese e gli errori tattici tedeschi portarono al fallimento della guerra lampo. Iniziò quella lunga guerra di logoramento, in trincea, che sarebbe finita solo nel Novembre del 1918 ed avrebbe cambiato per sempre la storia dell’Europa.

L’associazione Eredi della Storia, la Fondazione ANMIG, l’ANCR con la collaborazione di tutte le associazioni combattentistiche e d’arma stanno preparando un corposo programma per ricordare il centenario della Grande Guerra. Cogliamo l’occasione per invitare tutti gli interessati e gli appassionati a collaborare con i suddetti sodalizi per commemorare in maniera idonea i nostri antenati che hanno sofferto le pene e le afflizioni della guerra. Quanto vorranno collaborare all’allestimento può contattare le associazioni all’indirizzo mail sergioragno@tiscali.it o al numero 3392028772.

Andrea de Gennaro

(Eredi della Storia – ANCR – Fondazione ANMIG)  

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

WEB TV

WEBtv