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canepiazzaminutopesce_1Molfetta - Riceviamo e pubblichiamo l'e-mail ricevuta da un nostro lettore che ci racconta la triste esperienza vissuta ieri sera da un cane rimasto bloccato in piazza Minuto Pesce:
"A volte ci imbattiamo in esperienze e situazioni insolite. Così capita che, in una normale serata come quella di ieri, passeggiando nei pressi della “piazza del pesce”, la mia attenzione e quella dei miei amici venga richiamata dall’abbaiare incessante di un cane. Ed è a questo punto che si materializza l’esperienza insolita, incredibile ma vero: un cane era rimasto chiuso all’interno della piazza! Il povero animale abbaiava chissà da quante ore cercando di richiamare l’attenzione dell’uomo, si lamentava, piangeva, per la disperazione addirittura mordeva le sbarre e si dimenava come un forsennato cercando di liberarsi ma rischiando più volte di rimanere incastrato e addirittura farsi seriamente male.

Non riuscivo a credere ai miei occhi, era tutto vero. Senza esitare un attimo ci siamo subito adoperati per risolvere la situazione ma, ahinoi non avevamo fatto i conti con la realtà. Che fare? Chi chiamare? Come agire? Infatti data l’ora (erano circa le 23.30) non potevamo chiamare i Vigili Urbani perché non svolgono il servizio notturno, la Multiservizi idem, restavano solo due opzioni, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri. Optiamo subito per i Vigili del Fuoco, viste le tante volte in cui li abbiamo visti all’opera per salvare animali intrappolati ed è a questo punto che la nostra esperienza si trasforma da insolita in incredibile. Ci rispondono che loro non sapevano che fare e che mica potevano mobilitare una squadra e tagliare il cancello per salvare un cane. Subito faccio notare al centralinista che un cane intrappolato è da considerarsi al pari di un essere umano intrappolato ma lui subito replica che son due cose diverse e che tanto da lì a qualche ora la piazza avrebbe riaperto e quindi il cane sarebbe tornato libero. Forse sono preparati solo nel salvare i gattini sugli alberi?

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Discuto qualche minuto ma capita l’antifona, saluto il mio interlocutore e decido di chiamare i Carabinieri. Intanto il tempo passava e quel povero disperato cane continuava a tentare di liberarsi inutilmente mentre noi cercavamo di tranquillizzarlo. L’operatore dei Carabinieri, molto più disponibile, mi dice che non avevano idea di chi contattare e cosa fare ma, mi “tranquillizzava” dicendomi che avrebbero cercato di fare qualcosa, cercando di rintracciare magari un custode o qualcuno che avesse le chiavi, rimarcando che comunque dopo qualche ora la piazza avrebbe riaperto. A questo punto, dopo più di un’ora, ci siamo ritrovati al punto di partenza, con un nulla di fatto in perfetto stile italico, con il cane che continuava a cercare la libertà, evidentemente col sesto senso più sviluppato del nostro aveva già capito che l’uomo non l’avrebbe aiutato e, a noi non restava altro che consolarlo ancora un po’ prima di salutarlo augurandogli buona fortuna. Chissà se qualcuno ha poi aiutato il povero animale, chissà se non s’è ferito nel tentativo disperato di ritrovare la libertà, chissà... a me sarebbe bastato sapere come aiutarlo, chi far intervenire, chi contattare ma purtroppo per lui non era un uomo ma “solo” un animale. Ed è per questo che ancora una volta mi son vergognato di essere “solo” un umano."

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canepiazzaminutopesce_1Molfetta - Riceviamo e pubblichiamo l'e-mail ricevuta da un nostro lettore che ci racconta la triste esperienza vissuta ieri sera da un cane rimasto bloccato in piazza Minuto Pesce:
"A volte ci imbattiamo in esperienze e situazioni insolite. Così capita che, in una normale serata come quella di ieri, passeggiando nei pressi della “piazza del pesce”, la mia attenzione e quella dei miei amici venga richiamata dall’abbaiare incessante di un cane. Ed è a questo punto che si materializza l’esperienza insolita, incredibile ma vero: un cane era rimasto chiuso all’interno della piazza! Il povero animale abbaiava chissà da quante ore cercando di richiamare l’attenzione dell’uomo, si lamentava, piangeva, per la disperazione addirittura mordeva le sbarre e si dimenava come un forsennato cercando di liberarsi ma rischiando più volte di rimanere incastrato e addirittura farsi seriamente male.

Non riuscivo a credere ai miei occhi, era tutto vero. Senza esitare un attimo ci siamo subito adoperati per risolvere la situazione ma, ahinoi non avevamo fatto i conti con la realtà. Che fare? Chi chiamare? Come agire? Infatti data l’ora (erano circa le 23.30) non potevamo chiamare i Vigili Urbani perché non svolgono il servizio notturno, la Multiservizi idem, restavano solo due opzioni, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri. Optiamo subito per i Vigili del Fuoco, viste le tante volte in cui li abbiamo visti all’opera per salvare animali intrappolati ed è a questo punto che la nostra esperienza si trasforma da insolita in incredibile. Ci rispondono che loro non sapevano che fare e che mica potevano mobilitare una squadra e tagliare il cancello per salvare un cane. Subito faccio notare al centralinista che un cane intrappolato è da considerarsi al pari di un essere umano intrappolato ma lui subito replica che son due cose diverse e che tanto da lì a qualche ora la piazza avrebbe riaperto e quindi il cane sarebbe tornato libero. Forse sono preparati solo nel salvare i gattini sugli alberi?

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Discuto qualche minuto ma capita l’antifona, saluto il mio interlocutore e decido di chiamare i Carabinieri. Intanto il tempo passava e quel povero disperato cane continuava a tentare di liberarsi inutilmente mentre noi cercavamo di tranquillizzarlo. L’operatore dei Carabinieri, molto più disponibile, mi dice che non avevano idea di chi contattare e cosa fare ma, mi “tranquillizzava” dicendomi che avrebbero cercato di fare qualcosa, cercando di rintracciare magari un custode o qualcuno che avesse le chiavi, rimarcando che comunque dopo qualche ora la piazza avrebbe riaperto. A questo punto, dopo più di un’ora, ci siamo ritrovati al punto di partenza, con un nulla di fatto in perfetto stile italico, con il cane che continuava a cercare la libertà, evidentemente col sesto senso più sviluppato del nostro aveva già capito che l’uomo non l’avrebbe aiutato e, a noi non restava altro che consolarlo ancora un po’ prima di salutarlo augurandogli buona fortuna. Chissà se qualcuno ha poi aiutato il povero animale, chissà se non s’è ferito nel tentativo disperato di ritrovare la libertà, chissà... a me sarebbe bastato sapere come aiutarlo, chi far intervenire, chi contattare ma purtroppo per lui non era un uomo ma “solo” un animale. Ed è per questo che ancora una volta mi son vergognato di essere “solo” un umano."

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