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via_spadolini_ott2011_1Molfetta - Pubblichiamo la seguente e-mail, ricevuta dalla molfettese Claudia, che riprende l'argomento randagismo a Molfetta e risponde all'ultima e-mail di un nostro lettore sull'argomento:
"Gentilissimi amici della redazione di "il Fatto",
mi trovo qui a scrivervi con la speranza che questo "botta e risposta" possa rivelarsi costruttivo per tutti.

Il tono di sterile polemica che caratterizza l'ultima e-mail giunta alla vostra redazione circa il problema del randagismo è, a parer mio, alquanto banale e pretestuoso.

Nonostante io sia una semplice cittadina che fa quel che può nel suo piccolo e non un'attiva volontaria della Lega del Cane, mi indigna leggere frasi del tipo: "di tutte le belle iniziative e le belle parole non so che farmene" poichè non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire. Evidentemente il mio concittadino, non riesce proprio a riconoscere il valore di tali iniziative nè tantomeno l'impegno costante dei volontari della Lega del Cane che investono in maniera gratuita e disinteressata il loro tempo e le loro forze per cercare di migliorare la vivibilità della nostra città e la convivenza uomo-cane (iniziata ben 12 milioni di anni fa e che ancor oggi, per alcuni, sembra una cosa così strana!). E' inaccettabile quindi che non solo non si partecipi ma per giunta si critichi il lavoro di chi opera per la collettività senza mai farsene vanto!

In primo luogo va ricordato che non tutti i cani randagi sono nati per strada, purtroppo la maggior parte di essi ci è giunta, buttati lì da individui che non valgono nulla come padroni, ma prima ancora come uomini!!!

In secondo luogo distinguiamo il fantomatico "inseguire" dal reale seguire... e la differenza diviene sostanziale!

Inoltre, tutti possono (e dovrebbero) avere un ruolo attivo per cercare di migliorare questa situazione spiacevole in primis per i cani (accusati ingiustamente) e poi per i cittadini. Di certo però creare allarmismi e far polemiche fini a se stesse non è la soluzione migliore. Se ciò che fanno l'amministrazione comunale o la Lega del Cane non basta allora rimbocchiamoci le maniche invece di svalutare il lavoro altrui.

Per esempio, prima di prendercela con i cani che, loro malgrado, sono per strada denunciamo il nostro vicino di casa che se ne libera da un giorno all'altro...non possiamo vedere solo quello che ci fa comodo!!

Per tornare al caso specifico: i cani di Molfetta non sono feroci, è bene ribadirlo! io passeggio e vado in bici tranquillamente in ogni parte della città, anzi, vi dirò di più, mi avvicino a tutti i cani randagi, anche quelli che non conosco e non mi è successo mai niente... e questo non può essere un caso! ...e francamente, se pure fosse, i cani avrebbero tutte le buone ragioni per avercela con l'uomo!

Gandhi diceva che "la civiltà di un popolo si misura dal rispetto che esso nutre nei confronti degli animali"...beh a quanto pare per la comunità molfettese la strada verso la civiltà è ancora lunga!!"

 


via_spadolini_ott2011_1Molfetta - Pubblichiamo la seguente e-mail, ricevuta dalla molfettese Claudia, che riprende l'argomento randagismo a Molfetta e risponde all'ultima e-mail di un nostro lettore sull'argomento:
"Gentilissimi amici della redazione di "il Fatto",
mi trovo qui a scrivervi con la speranza che questo "botta e risposta" possa rivelarsi costruttivo per tutti.

Il tono di sterile polemica che caratterizza l'ultima e-mail giunta alla vostra redazione circa il problema del randagismo è, a parer mio, alquanto banale e pretestuoso.

Nonostante io sia una semplice cittadina che fa quel che può nel suo piccolo e non un'attiva volontaria della Lega del Cane, mi indigna leggere frasi del tipo: "di tutte le belle iniziative e le belle parole non so che farmene" poichè non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire. Evidentemente il mio concittadino, non riesce proprio a riconoscere il valore di tali iniziative nè tantomeno l'impegno costante dei volontari della Lega del Cane che investono in maniera gratuita e disinteressata il loro tempo e le loro forze per cercare di migliorare la vivibilità della nostra città e la convivenza uomo-cane (iniziata ben 12 milioni di anni fa e che ancor oggi, per alcuni, sembra una cosa così strana!). E' inaccettabile quindi che non solo non si partecipi ma per giunta si critichi il lavoro di chi opera per la collettività senza mai farsene vanto!

In primo luogo va ricordato che non tutti i cani randagi sono nati per strada, purtroppo la maggior parte di essi ci è giunta, buttati lì da individui che non valgono nulla come padroni, ma prima ancora come uomini!!!

In secondo luogo distinguiamo il fantomatico "inseguire" dal reale seguire... e la differenza diviene sostanziale!

Inoltre, tutti possono (e dovrebbero) avere un ruolo attivo per cercare di migliorare questa situazione spiacevole in primis per i cani (accusati ingiustamente) e poi per i cittadini. Di certo però creare allarmismi e far polemiche fini a se stesse non è la soluzione migliore. Se ciò che fanno l'amministrazione comunale o la Lega del Cane non basta allora rimbocchiamoci le maniche invece di svalutare il lavoro altrui.

Per esempio, prima di prendercela con i cani che, loro malgrado, sono per strada denunciamo il nostro vicino di casa che se ne libera da un giorno all'altro...non possiamo vedere solo quello che ci fa comodo!!

Per tornare al caso specifico: i cani di Molfetta non sono feroci, è bene ribadirlo! io passeggio e vado in bici tranquillamente in ogni parte della città, anzi, vi dirò di più, mi avvicino a tutti i cani randagi, anche quelli che non conosco e non mi è successo mai niente... e questo non può essere un caso! ...e francamente, se pure fosse, i cani avrebbero tutte le buone ragioni per avercela con l'uomo!

Gandhi diceva che "la civiltà di un popolo si misura dal rispetto che esso nutre nei confronti degli animali"...beh a quanto pare per la comunità molfettese la strada verso la civiltà è ancora lunga!!"

 

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