Banner sfondo 2 I VIAGGI DI AGATA - 060917

noaipatti2-2MOLFETTA.- Nuova amministrazione stesse politiche.

Primo mese della nuova amministrazione di Paola Natalicchio e già esplodono le polemiche in città. Molti elettori si sentono delusi per come si stanno gestendo i primi incarichi e per la mancata trasparenza, tanto promessa in campagna elettorale. Chiaro che ora non si può ancora parlare di operato perché c'è bisogno di tempo per mettere in pratica attività concrete, ma grande attenzione si sta dando, invece, alla distribuzione delle cariche e ai nomi che le ricoprono. Grande complice la piaga della nostra politica: la discrezionalità. Il Sindaco può scegliere chi avere al proprio fianco per una questione di “fiducia”. E su questo siamo parzialmente d'accordo. Non concordiamo sul fatto che la fiducia uno dovrebbe averla anche prima di vincere le elezioni e, quindi, la squadra di governo avrebbe dovuto essere comunicata durante la campagna elettorale. In realtà le nomine vengono assegnate dopo le elezioni non per scaramanzia, ma per gli equilibri di governo che si creano in base ai voti presi. Chi ha preso più voti e ha servito meglio durante le elezioni viene premiato. Questa si chiama politica italiana e i risultati di questo sistema sono ben evidenti a tutti.

Ma a Molfetta in queste elezioni amministrative si è presentato un volto nuovo che ha proposto a tutti un cambiamento. Il cambiamento consisteva in trasparenza e spazio alle professionalità con particolare attenzione ai giovani. Una semplice idea che per una città come la nostra, oppressa da tempo, è sembrata tremendamente e entusiasticamente innovativa. La gente ha immaginato un comune pronto ad ascoltare, concorsi aperti a tutti, facile accesso alle documentazioni pubbliche. Insomma una normalità che per noi era ed è, purtroppo, ancora un miraggio. Fatti i mille discorsi per strada, porta a porta, sul web oggi ci troviamo una situazione completamente diversa. Trasparenza zero. Non riusciamo a sapere dal Comune praticamente più niente. Unico organo di informazione il profilo facebook del partito. Fortuna che c'è l'Albo Pretorio dove, per obbligo, bisogna inserire gli atti per quindici giorni. E' da lì che tutti ci stiamo informando. Proprio tramite questo prezioso strumento stiamo intercettando i nuovi incarichi comunali.

 

 

Incarichi senza pudore noaipattiai militanti e assistenti politici.

I primi incarichi che vediamo sono tutti di politici appartenenti alle liste del PD & C. Alla faccia delle opportunità per tutti! La più scandalosa è quella preannunciata, prima della campagna elettorale, che riguarda l'addetto stampa. Chi non ha notato, in questi mesi, l'apertura della campagna elettorale di Paola Natalicchio su un giornale cittadino nato ai tempi di Gugliemo Minervini? La campagna stampa politica incessante e spudorata è stata effettuata dal giornale cittadino Quindici diretto da Felice de Sanctis che, precedentemente alle elezioni, si era distinto per essere un anti Azzollini. E ora capiremo il motivo. Gugliemo Minervini, da diversi anni assessore regionale, ha avuto al suo servizio un addetto stampa di nome Michele de Sanctis, figlio di Felice, direttore di Quindici (giornale nato negli anni 90 proprio durante le elezioni di Minervini per contrapporsi al giornale l'Altramolfetta creato da De Cosmo). Per tutti questi anni Michele de Sanctis, a spese della Regione, ha fatto l'addetto stampa di Minervini. Grazie a questa “opportunità” diventa giornalista professionista, perché prima era un normale pubblicista essendo laureato in giurisprudenza con esperienza solo sul giornale locale del padre e un sito web sportivo. Parte la campagna di Paola Natalicchio, chiaramente appoggiata da Guglielmo Minervini, e compare nel team di comunicazione Michele de Sanctis che, anche tramite il giornale del padre, spara sui concorrenti e straparla bene della sua assistita. Bene: vince Paola Natalicchio e tutti ci aspettiamo la “liberazione” e “trasparenza”, tanto decantate in campagna elettorale. Ma chi ti vedi diventare addetto stampa? Michele de Sanctis con tanto di contratto a tempo determinato fino a scadenza del mandato del Sindaco, con capacità e fiducia tale da sbaragliare qualsiasi suo collega, magari anche con esperienza in vero giornalismo o ufficio stampa. Questa per di più è la stessa tipologia di contratto che hanno avuto molti attuali dipendenti comunali prima di poter accedere ai tanto famosi concorsi interni. Seguono anche gli altri incarichi comunali che, più o meno, sono assegnati nella stessa maniera. Quasi tutti agli amici che si sono distinti in battaglia contro la vecchia amministrazione o durante le elezioni. Vedi Federico Ancora per esempio. Che fine hanno fatto le proteste fuori agli spettacoli a pagamento? Perché non protesta alla rassegna “Ti fiabo e ti racconto” di Vito d'Ingeo che, oltre ad aver avuto un finanziamento di 25.000 euro, vende anche i biglietti? Ci chiediamo a chi andranno le municipalizzate?

Cara Paola ora capisco perché, in tempi non sospetti, e prima delle elezioni quando ti ho chiesto i nomi della giunta e dei collaboratori ti sei innervosita definendomi disfattista e ora capisco anche perché non hai mai risposto alla lettera che ti ho scritto, proprio su questo argomento, prima della nomina della giunta.

Per concludere, queste cariche non si possono bloccare perché per la legge sono giuste, ma moralmente il popolo molfettese parla e non è affatto contento. Il nostro ruolo come stampa libera non cambia. Non cambia nulla rispetto alla precedente amministrazione che assegnava gli incarichi agli amici. Di nuovo, in questo Comune, c'è solo il nome del Sindaco e una nuova bandiera di partito sul Municipio. Grandi assenti su questo argomento Bepi Maralfa, Gianni Porta e il popolo di destra che ha dato il voto alla sinistra facendola vincere. Che ne pensa questa parte politica e di popolo? Questi sono i veri vincitori delle elezioni, ma dato il silenzio non possiamo che ritenerli d'accordo.

Non protesta ufficialmente nessuno!

Chi tace acconsente...

Giulio Cosentino


noaipatti2-2MOLFETTA.- Nuova amministrazione stesse politiche.

Primo mese della nuova amministrazione di Paola Natalicchio e già esplodono le polemiche in città. Molti elettori si sentono delusi per come si stanno gestendo i primi incarichi e per la mancata trasparenza, tanto promessa in campagna elettorale. Chiaro che ora non si può ancora parlare di operato perché c'è bisogno di tempo per mettere in pratica attività concrete, ma grande attenzione si sta dando, invece, alla distribuzione delle cariche e ai nomi che le ricoprono. Grande complice la piaga della nostra politica: la discrezionalità. Il Sindaco può scegliere chi avere al proprio fianco per una questione di “fiducia”. E su questo siamo parzialmente d'accordo. Non concordiamo sul fatto che la fiducia uno dovrebbe averla anche prima di vincere le elezioni e, quindi, la squadra di governo avrebbe dovuto essere comunicata durante la campagna elettorale. In realtà le nomine vengono assegnate dopo le elezioni non per scaramanzia, ma per gli equilibri di governo che si creano in base ai voti presi. Chi ha preso più voti e ha servito meglio durante le elezioni viene premiato. Questa si chiama politica italiana e i risultati di questo sistema sono ben evidenti a tutti.

Ma a Molfetta in queste elezioni amministrative si è presentato un volto nuovo che ha proposto a tutti un cambiamento. Il cambiamento consisteva in trasparenza e spazio alle professionalità con particolare attenzione ai giovani. Una semplice idea che per una città come la nostra, oppressa da tempo, è sembrata tremendamente e entusiasticamente innovativa. La gente ha immaginato un comune pronto ad ascoltare, concorsi aperti a tutti, facile accesso alle documentazioni pubbliche. Insomma una normalità che per noi era ed è, purtroppo, ancora un miraggio. Fatti i mille discorsi per strada, porta a porta, sul web oggi ci troviamo una situazione completamente diversa. Trasparenza zero. Non riusciamo a sapere dal Comune praticamente più niente. Unico organo di informazione il profilo facebook del partito. Fortuna che c'è l'Albo Pretorio dove, per obbligo, bisogna inserire gli atti per quindici giorni. E' da lì che tutti ci stiamo informando. Proprio tramite questo prezioso strumento stiamo intercettando i nuovi incarichi comunali.

 

 

Incarichi senza pudore noaipattiai militanti e assistenti politici.

I primi incarichi che vediamo sono tutti di politici appartenenti alle liste del PD & C. Alla faccia delle opportunità per tutti! La più scandalosa è quella preannunciata, prima della campagna elettorale, che riguarda l'addetto stampa. Chi non ha notato, in questi mesi, l'apertura della campagna elettorale di Paola Natalicchio su un giornale cittadino nato ai tempi di Gugliemo Minervini? La campagna stampa politica incessante e spudorata è stata effettuata dal giornale cittadino Quindici diretto da Felice de Sanctis che, precedentemente alle elezioni, si era distinto per essere un anti Azzollini. E ora capiremo il motivo. Gugliemo Minervini, da diversi anni assessore regionale, ha avuto al suo servizio un addetto stampa di nome Michele de Sanctis, figlio di Felice, direttore di Quindici (giornale nato negli anni 90 proprio durante le elezioni di Minervini per contrapporsi al giornale l'Altramolfetta creato da De Cosmo). Per tutti questi anni Michele de Sanctis, a spese della Regione, ha fatto l'addetto stampa di Minervini. Grazie a questa “opportunità” diventa giornalista professionista, perché prima era un normale pubblicista essendo laureato in giurisprudenza con esperienza solo sul giornale locale del padre e un sito web sportivo. Parte la campagna di Paola Natalicchio, chiaramente appoggiata da Guglielmo Minervini, e compare nel team di comunicazione Michele de Sanctis che, anche tramite il giornale del padre, spara sui concorrenti e straparla bene della sua assistita. Bene: vince Paola Natalicchio e tutti ci aspettiamo la “liberazione” e “trasparenza”, tanto decantate in campagna elettorale. Ma chi ti vedi diventare addetto stampa? Michele de Sanctis con tanto di contratto a tempo determinato fino a scadenza del mandato del Sindaco, con capacità e fiducia tale da sbaragliare qualsiasi suo collega, magari anche con esperienza in vero giornalismo o ufficio stampa. Questa per di più è la stessa tipologia di contratto che hanno avuto molti attuali dipendenti comunali prima di poter accedere ai tanto famosi concorsi interni. Seguono anche gli altri incarichi comunali che, più o meno, sono assegnati nella stessa maniera. Quasi tutti agli amici che si sono distinti in battaglia contro la vecchia amministrazione o durante le elezioni. Vedi Federico Ancora per esempio. Che fine hanno fatto le proteste fuori agli spettacoli a pagamento? Perché non protesta alla rassegna “Ti fiabo e ti racconto” di Vito d'Ingeo che, oltre ad aver avuto un finanziamento di 25.000 euro, vende anche i biglietti? Ci chiediamo a chi andranno le municipalizzate?

Cara Paola ora capisco perché, in tempi non sospetti, e prima delle elezioni quando ti ho chiesto i nomi della giunta e dei collaboratori ti sei innervosita definendomi disfattista e ora capisco anche perché non hai mai risposto alla lettera che ti ho scritto, proprio su questo argomento, prima della nomina della giunta.

Per concludere, queste cariche non si possono bloccare perché per la legge sono giuste, ma moralmente il popolo molfettese parla e non è affatto contento. Il nostro ruolo come stampa libera non cambia. Non cambia nulla rispetto alla precedente amministrazione che assegnava gli incarichi agli amici. Di nuovo, in questo Comune, c'è solo il nome del Sindaco e una nuova bandiera di partito sul Municipio. Grandi assenti su questo argomento Bepi Maralfa, Gianni Porta e il popolo di destra che ha dato il voto alla sinistra facendola vincere. Che ne pensa questa parte politica e di popolo? Questi sono i veri vincitori delle elezioni, ma dato il silenzio non possiamo che ritenerli d'accordo.

Non protesta ufficialmente nessuno!

Chi tace acconsente...

Giulio Cosentino

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