liberatoriopolico logo2011Molfetta - Riceviamo e pubblichiamo:
Dopo il convegno del 21 febbraio scorso, a Roma, il Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche approda direttamente in Senato ospite della 13° Commissione (Territorio, Ambiente, Beni Ambientali).

Su proposta dei senatori del Pd, Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, la Commissione Ambiente del Senato ha deliberato di avviare un’attività di indagine sui bacini di inquinamento derivanti dalle armi chimiche che da decenni sono sparse sul territorio italiano, in maniera più o meno occulta. Molfetta, Lago di Vico e Colleferro sono i siti più noti, ma ce ne sono altri, come quello del golfo di Napoli o del mare Adriatico di fronte a Pesaro. L’indagine condotta dalla Commissione Ambiente dovrà portare a stilare una mappa dettagliata dei siti a rischio, le tecniche di monitoraggio e di bonifica necessarie a contenere i pericoli derivanti dalle sostanze tossiche, irritanti e cancerogene che da anni avvelenano il territorio e i cittadini.

Martedì 5 giugno 2012, alle ore 14.30 sono stati convocati in audizione, dall’Ufficio di Presidenza, Lelli Alessandro, Fabrizio Giometti, d’Ingeo Matteo, Valleriani Alberto e Chiricozzi Raimondo del C.N.B.A.C. e il giornalista Gianluca Di Feo autore del libro “Veleni di Stato”.

Il Liberatorio Politico esprime grande soddisfazione per questo obiettivo raggiunto dopo quattro anni di lavoro e spera che tutto ciò che non è ancora accaduto in seguito alle denunce fatte presso la Procura di Trani e le richieste senza risposta formulate al primo cittadino e senatore Azzollini, possano essere soddisfatte direttamente dai suoi colleghi senatori.

Il coordinatore del Liberatorio Politico e vicepresidente del C.N.B.A.C., Matteo d’Ingeo chiederà a nome di tutti i molfettesi:
- la massima informazione da parte di tutte le istituzioni coinvolte sulle attività di bonifica e al trasporto di ordigni pericolosi;
- la puntuale verifica su tutte le operazioni di bonifica da ordigni bellici in atto a Molfetta affinché siano svolte nel rispetto dei protocolli di specie e nel rispetto della salute pubblica e salvaguardia dell’ecosistema e soprattutto la verifica sulle indagini finalizzate alla bonifica ambientale con il prelievo e il trattamento dei sedimenti previsto nel “Piano di caratterizzazione e bonifica da ordigni bellici nel basso Adriatico” sia stato svolto correttamente dall’ISPRA e dall’ARPA Puglia;
- la verifica sui fondali marini antistanti Torre Gavetone all’interno delle coordinate riportate nell’ordinanza del divieto di balneazione, per accertare la presenza di bombe a vista depositate sui fondali, oppure di ordigni cementati nella roccia, come affermato dal capitano Acquatico in una intervista del 9 sett. 2008 e dal sito della Marina Militare che è stato cancellato dalla rete dopo i nostri esposti. Si chiede inoltre, preventivamente, di sospendere le attività di bonifica in atto nel territorio di Molfetta, nell’interesse e per la salvaguardia della sicurezza e della salute pubblica, fino a quando non si sia accertata la regolare procedura di tutte le operazioni, a mare e a terra, previsti dai protocolli di specie militari e civili e fino a quando non ci sia una corretta e trasparente informazione pubblica.