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liberatoriopolico logo2011Molfetta - Riceviamo e pubblichiamo:
Le battaglie del Liberatorio contro l’abusivismo commerciale e il “mercato diffuso”, voluto dal sindacosenatoreincompatibile Azzollini su suggerimento delle famiglie molfettesi, cominciano a dare i loro frutti.

Avevamo denunciato subito e presentato un corposo esposto presso la Procura di Trani segnalando l’anomalia “amministrativa” del mercato diffuso e la stranezza della concessione “ad personam” dei box di proprietà pubblica. Avevamo anche sollevato dubbi di illegittimità sulla gara d’appalto e soprattutto avevamo denunciato la mancanza di un bando pubblico per la concessione dei nuovi chioschi per la vendita di frutta e verdura.

Apprendiamo dall’Albo Pretorio che il Dirigente dell’ufficio commercio, dott. Domenico Corrieri, ha pubblicato l’avviso n.33968 del 5/06/2012 con cui è indetto un bando per l’assegnazione di due box del mercato diffuso, uno in via Giovinazzo, angolo via Leoncavallo, e l’altro in Via Caduti sul Mare, angolo via Fermi, ai sensi dell’art.6 della legge Regionale n. 18/2001.

Non è chiaro quindi come siano stati concessi i due Box già costruiti in via Via Papa Montini e in via Via S. Allende ang. Via Molfettesi d’Argentina in mancanza di un bando pubblico? Non comprendiamo anche “l’ira funesta” del sindacosenatore incompatibile Azzollini rivolta verso i responsabili dell’igiene pubblica che hanno ordinato, nei termini di legge, agli uffici comunali, di dotare i box del mercato diffuso di acqua potabile e bagno come ogni struttura mercatale d’Italia prevede; quindi l’invenzione del mercato diffuso era del tutto irrealizzabile in nessun modo viste le norme e leggi del settore esistenti; o si è commercianti ambulanti o commercianti a posto fisso, non può esistere un  ambulante a posto fisso insediato in un chiosco senza acqua e fogna. Invece Azzollini con la sua solita arroganza ha considerato “assurda e vessatoria” la legittima richiesta dei medici dell’ASL che chiedono per i box del mercato diffuso  la presenza dei servizi igienici e acqua potabile.

E ora come risponderanno le famiglie che già gestiscono i chioschi del “mercato diffuso”? Attenderemo che il bando sia affisso in città per registrare le reazioni dei contendenti  e verificheremo se la partita sarà giocata all’interno delle solite famiglie o ci sarà qualche commerciante coraggioso che oserà concorrere con loro per l’assegnazione dei nuovi box?

 

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Le battaglie del Liberatorio contro l’abusivismo commerciale e il “mercato diffuso”, voluto dal sindacosenatoreincompatibile Azzollini su suggerimento delle famiglie molfettesi, cominciano a dare i loro frutti.

Avevamo denunciato subito e presentato un corposo esposto presso la Procura di Trani segnalando l’anomalia “amministrativa” del mercato diffuso e la stranezza della concessione “ad personam” dei box di proprietà pubblica. Avevamo anche sollevato dubbi di illegittimità sulla gara d’appalto e soprattutto avevamo denunciato la mancanza di un bando pubblico per la concessione dei nuovi chioschi per la vendita di frutta e verdura.

Apprendiamo dall’Albo Pretorio che il Dirigente dell’ufficio commercio, dott. Domenico Corrieri, ha pubblicato l’avviso n.33968 del 5/06/2012 con cui è indetto un bando per l’assegnazione di due box del mercato diffuso, uno in via Giovinazzo, angolo via Leoncavallo, e l’altro in Via Caduti sul Mare, angolo via Fermi, ai sensi dell’art.6 della legge Regionale n. 18/2001.

Non è chiaro quindi come siano stati concessi i due Box già costruiti in via Via Papa Montini e in via Via S. Allende ang. Via Molfettesi d’Argentina in mancanza di un bando pubblico? Non comprendiamo anche “l’ira funesta” del sindacosenatore incompatibile Azzollini rivolta verso i responsabili dell’igiene pubblica che hanno ordinato, nei termini di legge, agli uffici comunali, di dotare i box del mercato diffuso di acqua potabile e bagno come ogni struttura mercatale d’Italia prevede; quindi l’invenzione del mercato diffuso era del tutto irrealizzabile in nessun modo viste le norme e leggi del settore esistenti; o si è commercianti ambulanti o commercianti a posto fisso, non può esistere un  ambulante a posto fisso insediato in un chiosco senza acqua e fogna. Invece Azzollini con la sua solita arroganza ha considerato “assurda e vessatoria” la legittima richiesta dei medici dell’ASL che chiedono per i box del mercato diffuso  la presenza dei servizi igienici e acqua potabile.

E ora come risponderanno le famiglie che già gestiscono i chioschi del “mercato diffuso”? Attenderemo che il bando sia affisso in città per registrare le reazioni dei contendenti  e verificheremo se la partita sarà giocata all’interno delle solite famiglie o ci sarà qualche commerciante coraggioso che oserà concorrere con loro per l’assegnazione dei nuovi box?

 

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