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Molfetta. Nel giorno in cui ricorre il trentennale dall’omicidio del sindaco Gianni Carnicella, il Presidio molfettese di Libera organizza un incontro pubblico per celebrarne la memoria

molfettatrentannicarnicellaliberacontentGianni Carnicella raccontato da chi lo ha amato e vissuto. Giovedì 7 luglio, data in cui ricorre l’anniversario della tragica scomparsa del sindaco di Molfetta, brutalmente ucciso per mano della mafia, il Presidio molfettese di Libera invita la cittadinanza e tutti i rappresentanti dell’amministrazione comunale all’incontro pubblico durante cui sarà proiettato “Trentanni”, docufilm diretto e realizzato da Girolamo Macchia nei mesi scorsi, dopo aver raccolto alcune testimonianze di persone vicine a Carnicella, che ne restituiscono la cifra umana e politica.

La proiezione si terrà alle ore 19 di giovedì prossimo, 7 luglio, presso l’Auditorium San Filippo Neri (l’accesso è sulla destra dell’ingresso della chiesa Cuore Immacolato di Maria). Seguirà un dibattito con la partecipazione del prof. Giovanni Pappagallo, docente di storia e filosofia nei licei, di don Ignazio Pansini, già collaboratore di don Tonino Bello, del dott. Davide Carlucci, coordinatore provinciale di Avviso Pubblico e di don Angelo Cassano, referente regionale di Libera.

«Il titolo del docufilm – spiegano da Libera Molfettacontiene volutamente un errore da matita blu per ricordare, ad ogni lettura, ad ogni visione, il disagio che sempre dovrebbe accompagnare il ricordo di quel tragico 7 luglio 1992. Un titolo sbagliato, dunque, come l'epilogo della vicenda politica, storica e umana del sindaco Carnicella. Uno sbaglio che ha condizionato, probabilmente, la storia della città di Molfetta e del quale non c'è, ancora, piena consapevolezza. 

Il docufilm intende sollevare molte domande e dare poche risposte. Vuole piuttosto far parlare i volti, le voci di chi ha conosciuto Gianni Carnicella. Tra le immagini, la finzione, verosimile, del volto di Carnicella sui muri della città di Molfetta, a voler suggerire una presenza ancora tale».

Molfetta. In un lungo post su Facebook, diventato subito virale, la giovane molfettese si sfoga e racconta dell’esperienza fatta in uno studio commercialista di Bari

molfettalavorogiovaniSoprattutto in estate si parla spesso di giovani e lavoro, delle difficoltà che hanno gli stagionali a reperire risorse e, più in generale, della mancata corrispondenza tra domanda e offerta. E mentre da un lato si punta il dito contro le misure di sostegno al reddito, o contro l’assenza di spirito di sacrificio nei giovani, dall'altro saltano fuori sempre più testimonianze di chi vive delle reali condizioni di sfruttamento sul posto di lavoro.

È del primo luglio scorso il lungo post che Claudia Coppolecchia, 22enne molfettese alle prese con un periodo di prova in uno studio commercialista di Bari, ha condiviso sulla sua bacheca Facebook. Raccontando la sua versione dei fatti in uno sfogo di denuncia, diventato immediatamente virale, si legge: «Oggi vi racconto la mia “esperienza lavorativa”, durata 11gg. È di attualità il tema sulla disoccupazione giovanile, spesso legata allo sfruttamento.  Ho vissuto, sulla mia pelle, l’ennesima conferma, come si sente in tv, che questo fenomeno non dipende dalla mancata voglia di lavorare da parte di noi giovani, ma dalla voglia di sfruttamento da parte dei datori di lavoro.

Per 11 giorni ho lavorato, 4h al giorno per un totale di 44h, in uno studio commercialista di Bari. Ero carica ed entusiasta, pronta a mettere qualche soldo da parte per togliermi qualche sfizio in più, mentre concludevo comunque i miei studi di lingue all’università di Bari. Questo nonostante la distanza di 35 km da casa, da Molfetta a Bari Poggiofranco. Mi parlano di circa 1000€ al mese ma di dover fare una settimana di prova.

Mi prolungano questa settimana a due settimane, accetto, proprio perché il lavoro iniziava ad interessarmi. Oggi, al termine delle due settimane di “prova”, la segretaria mi riferisce che mi faranno sapere tra 15 giorni consegnandomi una busta, contenente 100€. Una prova retribuita ben 2,27€ l’ora. Non mi sorprendo delle cifre vergognose che permettono a qualcosa che ha tutte le sembianze dell’abuso di essere chiamato lavoro, sebbene non sia regolato da alcuna tutela. Mi sorprendo che in Italia i diritti dei lavoratori siano scarsamente tutelati e che questa non sia una stravagante novità. E, come sempre, ad averci la peggio siamo noi ragazzi, vittime dello sfruttamento e della disoccupazione giovanile che in Italia pare irrimediabile. La domanda è: da che parte è lo Stato in tutto questo?».

Molfetta. Sul teschio ritrovato sono in corso accertamenti disposti dalla Procura di Trani

molfettapescherecciÈ stata una battuta di pesca segnata da un macabro rinvenimento quella condotta da un motopeschereccio di Molfetta, che al largo della costa ha riportato a galla insieme ai pesci un teschio umano. Rimasto impigliato nelle reti della pesca a strascico che lambiscono il fondale, il teschio è stato posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Trani ed è ora oggetto di indagini diagnostiche presso l’Istituto di Medicina Legale di Bari.

La macabra scoperta è stata immediatamente segnalata alla Capitaneria di Porto e ai Carabinieri, che conducono le indagini su cui vige uno stretto riserbo. Tuttavia, stando a quanto trapelato al momento del rinvenimento, lo stato di conservazione porta a escludere che si tratti di un decesso recente e lascia presumere che il teschio fosse in mare da lungo tempo.

Molfetta. La cerimonia pubblica si terrà in serata, da quel momento il sindaco ha dieci giorni di tempo per convocare la prima seduta del Consiglio comunale

molfettatommasominerviniDopo aver conquistato la maggioranza alle urne, Tommaso Minervini si prepara a guidare la città per un secondo mandato legislativo consecutivo, sinora il suo terzo incarico da sindaco. Martedì 5 luglio, alle ore 19.30, in piazza Municipio, Tommaso Minervini, a seguito delle operazioni di verifica e accertamento dei risultati elettorali, sarà così proclamato nuovamente Sindaco di Molfetta.

Nelle prossime settimane ci sarà la proclamazione dei consiglieri eletti. A partire da quel momento il Sindaco avrà 10 giorni per convocare la prima seduta del Consiglio comunale che dovrà tenersi entro i successivi 10 giorni.

In quella occasione si procederà alla convalida degli eletti, alle elezioni del Presidente e del Vice Presidente del Consiglio comunale, al giuramento del Sindaco e alla comunicazione dei membri di Giunta.

Molfetta. Nel secondo monitoraggio condotto da Arpa Puglia alla Prima Cala, la presenza di Osteopsis Ovata è di 80 cellule per litro

molfettaalgatossicaIImonitoraggioL’alga tossica, nonostante l’innalzamento repentino delle temperature, resta un problema marginale per le acque di balneazione a Molfetta. Stando ai dati diffusi da ARPA Puglia a seguito del secondo monitoraggio annuale sulla presenza della Osteopsis ovata, un’alga unicellulare del gruppo delle Dinoflagellate, nelle acque della costa molfettese la presenza è di 80 cellule per litro. Nella vicina Giovinazzo si rileva anche una presenza scarsa, che si attesta sulle 120 cellule per litro.

Un dato poco rilevante al momento, ma destinato a modificarsi durante l’estate, che a causa di vari fattori, soprattutto relativi all’aumento della temperatura delle acque, fotografa il graduale aumento della presenza della microalga nociva. Le operazioni di monitoraggio sono condotte dall’ARPA a cadenza quindicinale per stabilire la presenza quali-quantitativa dell’alga nelle acque di balneazione di venti siti distribuiti sull’intero territorio regionale e rappresentativi della tipologia costiera potenzialmente interessata dalla presenza della specie.

Completamente assente nella prima metà del mese, la presenza dell’alga tossica nelle acque della costa molfettese risulta dimezzata rispetto alle rilevazioni effettuate il 15 giugno dello scorso anno. Lo storico dei dati al 2021 riporta infatti una presenza di 160 cellule per litro, rispetto alle 80 attuali.

Molfetta. In via di realizzazione la pavimentazione in resina, adatta anche per il pattinaggio

molfettaplaygroundPalaFiorentiniLavori in dirittura d’arrivo per il campo da gioco all’aperto, sorto sulla vecchia pista di pattinaggio del PalaFiorentini. Intitolato alla memoria di Francesco Valente, sportivo molfettese appassionato di pallacanestro e arte, il campo da gioco si presta alla pratica di basket e volley, ma sarà praticabile anche come pista di pattinaggio.

Questo si evince dalla determinazione dirigenziale sottoscritta dal dirigente del V Settore Lavori Pubblici, che affida per un importo di 26mila euro circa alla ditta Sport Impianti di Costantino Giagnorio, già affidataria dell’appalto, la realizzazione di una pavimentazione non più in erba sintetica, ma in una resina speciale, adatta appunto anche al pattinaggio, accogliendo la richiesta dei fruitori del campo stesso.

Il nuovo campo da gioco all’aperto tornerà così a svolgere anche la sua funzione originaria, per la gioia di tanti nostalgici e soprattutto dei ragazzi che praticano pattinaggio, sport intramontabile che negli ultimi anni è tornato parecchio di moda. Come anticipato dall’amministrazione comunale a febbraio scorso, quando furono avviati i lavori di riqualificazione,  “l’area resterà aperta alla cittadinanza e attrezzata per la pratica sportiva in qualsiasi ora della giornata, in maniera spontanea”.

Molfetta. I dipendenti hanno consegnato al direttore regionale INPS un report in cui si pone particolare attenzione al tema delle sedi di lavoro inadeguate

molfettainternalizzazioneINPSChiedono sedi di lavoro più adeguate e più facilmente raggiungibili i lavori del contact center INPS di Molfetta che, in collaborazione con i colleghi di Marcianise, hanno redatto un documento he fotografa la loro condizione lavorativa e mira ad alimentare il confronto e la ricerca di soluzioni, con particolare riguardo al tema delle sedi disagiate. Il report è stato consegnato al direttore regionale dell'istituto previdenziale, Giulio Blandamura, durante un incontro che si è svolto lo scorso 29 giugno.

Il processo di internalizzazione in corso, che prevede l’assunzione da parte di INPS Servizi Spa di 3014 unità lavorative, di cui quasi 1000 in Puglia, entro dicembre di quest’anno, è certamente un elemento positivo, che consegna una prospettiva di stabilizzazione a tantissimi lavoratori, che premia la professionalità e le competenze acquisite in quasi vent’anni di servizio.

Il problema sollevato da lavoratrici e lavoratori riguarda le sedi non idonee attualmente in uso dalle società appaltatrici, tra cui Molfetta, che durante la fase transitoria continueranno a essere il luogo di lavoro dei dipendenti in via di stabilizzazione, con l’aggravante di dover impiegare ingenti risorse pubbliche per corrispondere ai precedenti fornitori del servizio i canoni di locazione di immobili inadeguati e non sicuri. Perciò i dipendenti propongono a INPS l’individuazione e l’acquisizione di sedi idonee ad accogliere tutto il personale interessato dal processo di internalizzazione. In attesa che questo si realizzi, i lavoratori suggeriscono di consolidare lo smart working come modalità prevalente di svolgimento della prestazione lavorativa.

Il Direttore Blandamura, nel dichiararsi disponibile a trasmettere le istanze presentate alle Direzioni centrali competenti sul processo di internalizzazione, ha anche riferito l’attenzione già posta da INPS Servizi Spa sul tema delle sedi. Allo stato attuale sono al vaglio della società almeno due ipotetiche soluzioni: la prima prevederebbe l’individuazione e l’acquisto di nuove sedi territoriali; la seconda l’acquisto delle sedi attualmente in uso da parte delle società appaltatrici, anche al fine di semplificare i processi connessi alle dotazioni strutturali e infrastrutturali necessarie allo svolgimento dell’attività.

Un’ipotesi che, secondo l'Unione Sindacati di Base, sarebbe da scongiurare nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori del contact center INPS di Molfetta e Marcianise e dell’intera collettività, per le ragioni espresse nel documento redatto.

Molfetta. Intitolate due strade per celebrare il contributo dato alla città

molfettaaereaUn sindaco e un campione di motonautica ricordati attraverso l'intitolazione di due strade. Da Palazzo di Città comunicano che da qualche ora Molfetta ha una strada dedicata a Domenico Boccardi, già sindaco di Molfetta, situata a ridosso della stazione ferroviaria, e a Sergio Pappagallo, campione mondiale di motonautica, nel tratto di strada che va da via Alfonso Mezzina alla rotonda del Vespucci.

La decisione di intitolare le vie era stata assunta nelle scorse settimane dalla commissione toponomastica ma, il presidente della commissione, Nicola Piergiovanni, d’intesa con il Sindaco, Tommaso Minervini, avevano deciso di posticipare la scopertura delle targhe.

Sempre nelle scorse settimane c’è stata la scopertura della targa per l’intitolazione del prolungamento che da via Samarelli conduce a via della Repubblica ad Antonia e Giacomina De Bari, rimaste uccise in seguito ad una esplosione, a maggio del 1945.

Molfetta. Sono una decina gli imprenditori agricoli e gli agricoltori che si sono uniti per salvaguardare la biodiversità di piante e la diversificazione paesaggistica del territorio rurale molfettese

molfettacomitatotutelapaesaggioruraleMolfetta è conosciuta in tutto il mondo per il suo rapporto viscerale con il mare, ma la comunità locale conserva un legame antico e speciale anche con la campagna. La tradizione secolare della produzione di olio extravergine d’oliva, la coltivazione di frutti e ortaggi autoctoni, l’utilizzo di piante ed erbe spontanee costituiscono un patrimonio culturale dal valore inestimabile da proteggere e tramandare, partendo dalla tutela dell’ambiente.

Nasce in quest’ottica circa un anno fa l’idea di costituire a Molfetta il “Comitato per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio rurale”. Ideatori dell’iniziativa, una decina tra imprenditori agricoli e agricoltori, che coltivano i loro campi in Contrada Cascione e nelle contrade limitrofe rispettando i cicli naturali e favorendo la biodiversità di piante e specie animali. Del progetto, che è ancora in fase embrionale, ne parla Antonio Camporeale, imprenditore agricolo e co-fondatore di Fa’ – Fiera delle Autoproduzioni di Molfetta.

«L’intento del comitato è tutelare l’agro molfettese – spiega Antonio Camporealecercando di conservare quanto più possibile la sua integrità. Le realtà coinvolte sono una decina ed abbiamo già gettato le basi di un percorso preciso da compiere. Quando parliamo di patrimonio rurale, ci riferiamo alla ricchezza storica e ambientale del territorio. Un territorio che si compone di elementi unici, diventati già patrimonio UNESCO, mi riferisco ai muretti a secco e ai pagliai, alla Dieta Mediterranea, ma anche alle Lame e alle Torri di avvistamento erette in diverse epoche storiche sia sul mare, che nell’entroterra. Oltre a questo, c’è un immenso patrimonio culturale da salvaguardare, a cui oggi finalmente si guarda con grande attenzione. Pensiamo all’utilizzo in cucina, e parliamo anche di grandi ristoranti, di erbe e piante spontanee, di ortaggi e frutti biologici, di prodotti a chilometro zero.

È la nostra cultura che vogliamo promuovere, per la salute dell’agro e dell’intero territorio, ma anche per il benessere di chi lo abita. Una tra le prime azioni sarà recuperare e smaltire i rifiuti che si accumulano spesso nei soliti punti ai bordi delle strade di campagna. In questo e in tanti altri modi contribuiamo a diffondere la cultura della tutela del nostro agro. Ci auguriamo che a vari livelli le istituzioni provvedano davvero ad attivare misure e stanziare risorse, anche ridotte, per la manutenzione ordinaria delle Torri, ad esempio, delle Lame e degli insediamenti neolitici presenti, degli elementi che caratterizzano il nostro paesaggio rurale. Il primo dei nostri obiettivi è l’istituzione nel nostro entroterra di una zona protetta, quindi abbiamo iniziato a documentarci per capire qual è la strada migliore da percorrere, coinvolgendo in questo progetto sia i cittadini, che le istituzioni».

Molfetta. Attivo a Molfetta il centro donazione dell’Ospedale Don Tonino Bello, in cui è possibile donare tutte le mattine, dal lunedì al sabato, previa prenotazione

molfettaavisesercitoemergenzasangueCresce in estate la necessità di sangue e sale vertiginosamente il numero di trasfusioni che vengono effettuate negli Ospedali, soprattutto a causa dell’aumento degli incidenti stradali. Per tamponare lo stato d’emergenza in corso, l’AVIS Nazionale e l’Esercito Italiano, in occasione dei 200 anni dalla fondazione della Grande Unità, invitano i cittadini pugliesi a donare.

Grande successo per la giornata organizzata in sette piazze di Puglia da Brigata Pinerolo e AVIS, che ieri, giovedì 30 giugno, ha registrato la partecipazione attiva di centinaia di pugliesi pronti a compiere un grande gesto di solidarietà civile.

Cinquantotto le donazioni registrate in provincia di Bari, con le ventotto dell’autoemoteca piazzata nel capoluogo in Piazza Libertà e le trenta di Altamura, della sede allestita in via Ottavio Serena. Un evento di grande valore simbolico, attraverso cui l’AVIS ricorda ai cittadini pugliesi che donare è un atto sicuro, senza rischi per la salute, ed è possibile farlo in qualsiasi momento grazie ai centri trasfusionali di riferimento.

A Molfetta è attivo il centro donazione sangue dell’Ospedale Don Tonino Bello, in cui è possibile donare tutte le mattine dalle ore 8 alle ore 12, dal lunedì al sabato, previa prenotazione ai numeri: 080 3357441 - 442 - 443 – 445.

Per donare il sangue bisogna essere in possesso dei seguenti requisiti: età compresa tra i 18 e i 70 anni al massimo, nel caso di prime donazioni non si può accedere dopo i 60 anni; peso corporeo non inferiore ai 50 chilogrammi; pressione arteriosa: sistolica 110 – 180 mmHg. L’uomo può donare ogni minimo 90 giorni, la donna in età fertile, non può donare più di due volte l’anno. Dopo la menopausa anche le donne, ogni 90 giorni.

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