MOLFETTA. Ospedale, allarme nefrologia: Molfetta chiede alla Regione di lasciare inalterati tutti i servizi

OSPEDALEMOLFETTAMolfetta - “La perdita di unità operative di Nefrologia, Oncologia e l’Unità di terapia intensiva coronarica (Utic), senza alternative assistenziali presenti sul territorio, comporta gravissime conseguenze a danno dei cittadini”. L’amministrazione comunale e il Consiglio comunale di Molfetta si fanno portavoce delle proteste dei cittadini contro la proposta di piano di riordino della rete ospedaliera deliberata dalla Regione Puglia.

 

 

La massima assise cittadina ha votato a maggioranza un ordine del giorno con il quale si sottolinea come “centinaia di malati dializzati e malati nefrologici cronici, provenienti da tutto il nord barese, che finora trovavano assistenza specialistica nel nostro ospedale, da domani rischiano di non sapere a quale struttura ospedaliera rivolgersi nei casi di emergenza”.

Il Comune di Molfetta, dunque, propone, nel breve periodo, in attesa di conoscere ulteriori elementi oggettivi sugli effetti del piano di riordino ospedaliero, di lasciare inalterate le unità operative e i servizi esistenti nel presidio cittadino prima della “fase due” del piano di riordino. Altra richiesta forte che arriva da Molfetta è indirizzata in particolare all’assessore regionale Ettore Attolini per un incontro urgente con l’Amministrazione comunale e con una delegazione del Consiglio comunale “al fine di modificare, sulla base di dati ed elementi più precisi, le ipotesi di riordino concernenti l’ospedale di Molfetta”.

Dalla seduta monotematica straordinaria tenutasi ieri, è emersa anche una proposta di medio-lungo termine in tema di sanità efficiente e ospedale. Infatti, già da novembre del 2011, il sindaco di Molfetta, Sen. Antonio Azzollini, si è fatto promotore presso altre amministrazioni (tra le quali quelle di Giovinazzo, Bisceglie, Terlizzi, Bitonto, Palo del Cole, Ruvo) della proposta di realizzare un polo ospedaliero territoriale consorziale nel nord barese a servizio di un bacino di utenza di 350 mila abitanti, con un minimo di 600 posti letto, capace di fornire risposte specialistiche a tutte le esigenze di salute dei cittadini, lasciando nelle singole città strutture di pronto soccorso per la gestione delle emergenze. A tal proposito, il Consiglio comunale dà mandato all’amministrazione comunale di proseguire su questo modello di plesso ospedaliero consorziale insieme con le amministrazioni comunali interessate e di concerto con le rappresentanze degli operatori sanitari.

 

Last modified on Giovedì, 03 Dicembre 2020 22:03

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