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COMUNALI, EXPLOIT DELLE LISTE A SOSTEGNO DI MINERVINI. IPOTESI INGOVERNABILITÀ SE VINCE DRAGO

Molfetta. Niente premio di maggioranza per le liste di Drago, mentre le liste del sindaco uscente hanno conquistato il 52.63% delle preferenze al primo turno

molfettamunicipiodettaglioSe al ballottaggio di domenica 26 giugno dovesse vincere Lillino Drago, si profila netta l’ipotesi dell’ingovernabilità. L’ex magistrato, sostenuto da sei liste che complessivamente hanno conquistato il 23,12% dei voti, porterebbe con sé solo cinque consiglieri eletti nelle delle liste più suffragate, quindi Pd, Rinascere, Drago sindaco e Molfetta Libera Area Pubblica- Sinistra Italiana. Resterebbero fuori dal Consiglio solo M5S e Con.

Insieme a Drago, in maggioranza entrerebbero Gabriella Azzollini e Alberto d'Amato per il Pd, Felice Spaccavento per Rinascere, Sergio Rutigliano per Drago Sindaco e Domenico Gagliardi per Molfetta Libera - SI. In aula Carnicella, seggio assicurato per gli altri tre candidati sindaco: Tommaso Minervini, Giovanni Infante e Pietro Mastropasqua, all’opposizione con i consiglieri di centrodestra: Ippolita Germinario e Michele Bufi per Obiettivo Molfetta, Mauro Binetti per Molfetta Nostra e Adamo Logrieco per Fratelli d'Italia.

Della coalizione a sostegno di Tommaso Minervini, invece, le cui liste hanno raccolto il 52.26% delle preferenze, entrerebbero 12 consiglieri: Nicola Piergiovanni e Angela Amato per Cuore democratico, Annalisa Petruzzelli e Giacomo Salvemini per Insieme per la città, Onofrio de Gioia per Minervini Sindaco, Robert Amato per Molfetta Popolare, Vito Paparella per Ala democratica, Enzo Spadavecchia per Molfetta al centro, Giacomo Rossiello per Avanti Molfetta, Carmela Minuto per Patto Comune – Prima Molfetta, Sergio de Candia per Molfetta che vogliamo, Antonio Ancona per Molfetta in Azione.

Quella che in gergo è definita “anatra zoppa” si verifica quando un gruppo di liste collegate ottiene al primo turno almeno il 50% +1 dei voti validi, come nel caso di Minervini a Molfetta, mentre la maggioranza dei voti per il candidato a sindaco va a un sindaco sostenuto da un altro gruppo di liste. In questo caso, non scatta il "premio di maggioranza" a favore delle liste che sostengono il candidato sindaco effettivamente eletto perché non hanno raggiunto complessivamente il 40% delle preferenze.

La situazione di ingovernabilità che si sarebbe così delineata a margine del primo turno è conseguenza diretta del voto disgiunto, che ha consentito a Infante soprattutto, ma anche a Drago e Mastropasqua di beneficiare dei voti per l’elezione a sindaco, ma non per di quelli a favore dei loro candidati. Infante ad esempio è stato votato dall’8,11% dei cittadini, mentre le sue due liste dal 5,78%. Minervini invece ha sperato nella vittoria al primo turno, dato il successo delle sue liste, ma i consensi espressi a suo vantaggio, secondo lui migrati in buona parte verso Infante, hanno raggiunto il 47,86%.

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