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MATRIMONIO CON CARROZZA, CAVALLI E FUOCHI D’ARTIFICIO A MOLFETTA: PARLANO GLI SPOSI

Molfetta. «Non abbiamo causato noi i disagi al traffico, ma i tantissimi curiosi che si sono fermati a fare video o fotografie», affermano Michele e Mariella Parisi

molfettamichelemariellaparisicontentSognavano un matrimonio da favola e lo hanno organizzato esattamente come lo immaginavano. Michele e Mariella Parisi, convolati a nozze lo scorso sabato 14 maggio nella Cattedrale di Molfetta, sono stati travolti da una valanga di polemiche, nonché dall’accusa di aver causato disagi al traffico cittadino e all’ordine pubblico. Lei è arrivata in chiesa a bordo di una carrozza adornata di drappi azzurri e fiori, trainata da due cavalli bianchi, lui su di un calesse. Ad attenderli, una schiera di trombettieri che ha eseguito in loro onore la marcia nunziale.

«Se non si fosse trattato di noi – dichiara Michele Parisi, molfettese di 49 anni, di cui 18 trascorsi in carcere – sono sicuro che nessuno avrebbe trovato da ridire. Si tratta del giorno più bello della vita e ognuno cerca di renderlo speciale come può: io volevo che Mariella si sentisse una principessa perché era quello che lei desiderava e perché se lo merita. Mi è stata accanto per trentuno anni, ha cresciuto il nostro primo figlio completamente da sola perché io sono entrato in carcere che lei era incinta di pochissimo e non mi ha mai fatto mancare niente, a partire dalla sua devota vicinanza. Abbiamo cercato in tutti i modi di costruire il nostro futuro con un lavoro onesto, la vita ci ha regalato altri due figli, ora entrambi adolescenti, e per tutto questo tempo abbiamo pensato a loro. Ci siamo dati da fare per assicurare al più grande un futuro lavorativo e finalmente è arrivato il momento di poter esaudire anche il nostro sogno: sposarci. Dopo tanti sacrifici e grazie a parenti ed amici, felici di partecipare al coronamento del nostro amore, abbiamo organizzato la festa che volevamo e che purtroppo ha fatto tanto discutere. Ma ce lo dovevamo aspettare».

Tutto è iniziato a metà aprile scorso, quando sulla cancellata del mercato ittico Minuto Pesce, dove entrambi i coniugi lavorano è stato esposto il manifesto che annunciava le loro nozze. Tolto quello poiché “irregolare”, in giro per la città ne sono successivamente comparsi altri, per cui è stata pagata la tassa comunale, tiene a precisare Michele Parisi.

Non ho più niente a che fare con la delinquenza – continua Michelesono passati quasi dieci anni da quando sono uscito di prigione e da quel momento ogni giorno lavoro onestamente accanto a mia moglie. Volevamo un matrimonio da favola, credo non ci sia niente di male. Detto questo, ci tengo a precisare che quando sono entrato in chiesa fuori c’erano sì e no dieci persone. Quando siamo usciti c’era una folla di gente che ci filmava e fotografava. Ci ha fatto piacere, come ci ha fatto piacere essere festeggiati da un amico con i fuochi d’artificio, fatti esplodere a distanza di sicurezza, ma non siamo noi i responsabili di quanto è accaduto. Leggo dai giornali locali che è stata aperta un’indagine, eppure non credo che abbiamo fatto qualcosa di male, o di diverso, rispetto ad altri sposi. C’è chi in chiesa arriva in limousine, o che ne so in Ferrari, e nessuno si è mai lamentato più di tanto. C’è da dire che è capitato pure in campagna elettorale e quindi i vari candidati hanno cercato, secondo me, di strumentalizzare la faccenda per raccogliere consensi e aumentare la propria visibilità».

«Mi alzo ogni giorno alle quattro di mattina – spiega Mariella Spaccavento, ora in Parisi – torno a casa alle due e mezza e mi dedico alla famiglia. Non ho mai fatto mancare niente a nessuno e tutto quello che ho lo devo a una vita di sacrifici. Essere sulla bocca di tutti per aver vissuto con gioia il giorno del mio matrimonio ci mortifica, ma se abbiamo sbagliato in qualcosa siamo pronti ad assumercene le responsabilità, come del resto abbiamo sempre fatto».

Last modified on Lunedì, 16 Maggio 2022 23:17

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