MOLFETTA. Maggiore Gennaro Sallustio, eroico combattente tre volte decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare

storie Maggiore Gennaro SallustioMolfetta - Ottobre1940. Mentre l’esercito greco, appoggiato da quello inglese, si trincerava con artiglieria e mitragliatrici sugli altipiani ellenici, le truppe italiane sbarcavano in Grecia per un’azione punitiva voluta da Mussolini. Iniziava un conflitto che vedeva l’impiego di numerose divisioni armate formate da alpini, bersaglieri, legionari. Nel luogo la logistica si mostrò carente: il trasporto delle armi e degli equipaggiamenti avveniva sui muli. Privi dell’appoggio delle artiglierie, impossibilitate a raggiungere le montagne del fronte greco, i soldati italiani, rimasti con poche munizioni, senza rinforzi, tra fango, neve, freddo intenso con temperature inferiori ai 15°, dovettero combattere e affrontare la forte resistenza nemica. In questa campagna vi erano anche giovani molfettesi; tra di loro il Capitano Gennaro Sallustio, il quale, al termine delle operazioni belliche, fu pluridecorato con due medaglie d’Argento e una di Bronzo al Valor Militare, essendosi distinto in combattimento a Golo Epiro il 28 ottobre, a Testa di Ponte Perati il 21 novembre, a Monte Chiarista-Frayarit  l’11 dicembre del 1940.

Il Maggiore Sallustio, era nato a Molfetta il 5 agosto 1899 da Giacomo, artigiano calzolaio e dalla signora de Bari Rosa. Dopo aver frequentato la scuola tecnica, allo scoppio del conflitto del 1915-1918, giovanissimo partì volontario. Prese parte alla difesa del Piave e, dopo l’armistizio, fu assegnato al comando di un campo di concentramento di prigionieri austriaci nella vicina Corato. Esplosa la seconda guerra mondiale fu inquadrato nel 9° Reggimento Alpini battaglione “Aquila”. Reduce del fronte greco, promosso Maggiore del Regio Esercito, prese parte alla disastrosa Campagna di Russia con la Divisione Julia. Si mostrò uomo e soldato straordinario. Per le eroiche azioni di baldo combattente fu decorato con una 3a Medaglia d’Argento al Valor Militare con la seguente motivazione “Comandante di Battaglione di Alpini, durante aspro ripiegamento, manteneva salda e combattiva la compagine dei propri reparti. Incaricato di conquistare forti posizioni che precludevano il movimento alla colonna, superava d’impeto numerosi sbarramenti di fuoco e impegnava furioso combattimento a distanza ravvicinata. Circondato e contrattaccato da forze enormemente superiori, continuava alla testa dei superstiti del suo battaglione a contrassaltare fino a che, esaurite le munizioni, travolto dalla strapotenza avversaria, scompariva nella mischia”(Lessnitcianski, Russia, 21 gennaio 1943). Alla fine del conflitto fu dato per disperso: non si ebbero notizie su come era avvenuta la sua morte, se per malattia dopo essere stato catturato dai russi oppure in combattimento. Nell’ultimo tabulato pubblicato dal Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra Roma, risulta che fu fatto prigioniero e condotto nel lager di Oranki, in Russia, dove morì il 28 marzo 1943 e seppellito nella fossa comune p74. Chissà se qualche congiunto non voglia rivolgersi alla Direzione del Sacrario Militare Caduti d’Oltremare di Bari per chiedere le modalità per un eventuale rientro della salma a Molfetta.

Visse in  un appartamento sito in piazza Municipio, dove è stata posta una lapide a testimoniare la forza d’animo e l’umiltà del Sallustio. Sposato con la signora Marcella Sallustio, ebbe dei figli.

Last modified on Mercoledì, 02 Dicembre 2020 11:58

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