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pensioneape120117A cura di: Gianluca Silvestri

Responsabile sede zonale Patronato Enapa

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Buon anno e benvenuti carissimi lettori.

Parte oggi la rubrica dedicata alle novità e agli approfondimenti che mese per mese, vi accompagnerà alla scoperta di tutte le novità in materia di previdenza, prestazioni a sostegno del reddito.. insomma di tutti i servizi di Patronato e Caf.

Partiamo da una delle principali novità della legge di bilancio 2017: l’ APE.

Per quanto il titolo di questo articolo possa far pensare ad uno slogan del famoso veicolo a tre ruote, APE è invece acronimo di "Anticipo PEnsionistico".

Sarà operativo dal 1° maggio 2017 fino al 31 dicembre 2018.

Ma vediamo di cosa si tratta.

In sostanza si potrà smettere di lavorare a 63 anni di età anagrafica, a patto che nei successivi 3 ANNI E 7 MESI maturi il diritto alla pensione di vecchiaia. Il richiedente potrà accedere all’APE massimo sei mesi prima della maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia.

L’APE corrisposta mensilmente, è esente da IRPEF.

Due le tipologie previste:

APE VOLONTARIA

Il costo di questa operazione è totalmente a carico del richiedente.

E' rivolta ai lavoratori pubblici e privati iscritti a tutte le gestioni INPS.

Per potervi accedere è necessario possedere i seguenti requisiti:

- Età anagrafica non inferiore a 63 anni;

- Almeno 20 anni di contributi;

- Maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi;

- Importo della pensione di vecchiaia al netto della rata di ammortamento non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell'INPS.

Contestualmente alla richiesta, che sarà inviata previo rilascio da parte dell'INPS di una "certificazione di diritto all'APE", dovrà essere presentata anche domanda per la pensione di vecchiaia che partirà dalla scadenza dell'APE stessa. Non è necessario cessare l'attività lavorativa eventualmente svolta.

Non è previsto alcun ripensamento. Una volta presentata, la richiesta diventa irrevocabile. Resta comunque valido il diritto di recesso entro e non oltre i 14 giorni dalla presentazione della richiesta stessa.

Non possono richiedere l'Ape i percettori di pensione diretta; sono invece ammessi i titolari di pensioni indirette.

APE SOCIALE:

Il costo della indennità è a carico dello Stato.

Funziona fondamentalmente come l'Ape volontaria; il diritto alla pensione infatti deve maturare sempre entro 3 anni e 7 mesi dalla richiesta.

Cambiano però alcuni requisiti.

L'Ape sociale è infatti rivolta ai soggetti che al compimento dei 63 anni di età:

- hanno almeno 30 anni di contributi e si trovano in stato di disoccupazione. La prestazione per la disoccupazione (Es. Naspi) deve essere conclusa da almeno 3 mesi;

- al momento della richiesta assistono (ex.art. 3 legge 104/1992) da almeno sei mesi, coniuge o parente di primo grado in situazione di handicap grave;

- hanno riduzione della capacità lavorativa del 74%;

- svolgono una delle professioni gravose (operai industria estrattiva, conduttori di gru, conciatori di pelli e pellicce, conduttori di convogli ferroviari e di mezzi pesanti, professioni sanitarie infermieristiche con lavoro organizzato in turni, addetti alla assistenza personale di persone non autosufficienti, professori di scuola pre-primaria, facchini o addetti allo spostamento merci, personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia, operatori ecologici) da almeno sei anni in via continuativa. Anzianità contributiva richiesta di almeno 36 anni.

E' necessario cessare l'attività lavorativa svolta.

Non è compatibile con pensioni dirette o altri redditi da lavoro dipendente o parasubordinato nei limiti di 8.000 euro annui (4.800 euro annui per lavoro autonomo) e con eventuali prestazioni di disoccupazione.

L'APE sociale è concessa in base alle risorse annualmente stanziate: 300 milioni per il 2017.

In caso di insufficienza dei fondi, la decorrenza sarà differita.

Prima di concludere, una doverosa osservazione.

Nell'articolo si è fatto riferimento al "costo" della indennità.

L'APE VOLONTARIA infatti non è un pre-pensionamento con requisiti ridotti, ma un "anticipo finanziario";una sorta di prestito al consumo.

Il prestito, in quanto tale, sarà restituito nei successivi 20 anni, a partire dal momento in cui scatterà la pensione vera e propria.

La rata di ammortamento (per la restituzione del prestito) comprenderà oltre all'APE corrisposta, anche gli interessi (da restituire come costo del finanziamento) e il premio per la polizza assicurativa in caso di premorienza la cui sottoscrizione è obbligatoria. Ciò al fine di non incidere in caso di morte prima della scadenza dei 20 anni del prestito, su eventuali reversibilità.

Sugli interessi e sull’importo del premio assicurativo è riconosciuto un credito di imposta che l'INPS applicherà sulle rate di pensione, da recuperare sull’IRPEF dovuta dal pensionato.

Per tutte le informazioni e per pratiche di patronato e caf, vieni a trovarmi in ufficio!

Ti aspetto!

Gianluca Silvestri

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uscitadicembredigioiaCaro Lettore,

da oggi parte la redazione di questa rubrica incentrata sulle tematiche previdenziali e di protezione del risparmio per conoscere meglio argomenti che interessano la vita di ognuno di noi.

A me il compito di provare a fare sintesi, facendo luce su tutte quelle aree grigie che il mondo Bancario ed Assicurativo, ma anche il Welfare State, con regole non sempre molto chiare, influenzano la nostra quotidianità e determinano gli effetti nel nostro futuro.

Sono Saverio Claudio Digioia, ho 33 anni e opero nel settore assicurativo/finanziario da circa 10 anni. Le mie esperienze Lavorative mi hanno portato ad operare sia nel settore del credito che in quello assicurativo (con particolare attenzione al ramo Vita oltre che ai rami Danni) con operatori bancari ed assicurativi di primo rilievo. A tutt'oggi mi occupo di Consulenza Assicurativa Personalizzata in ambito di EDUCAZIONE Finanziaria (con prevalenza nella gestione del risparmio). Sono un appassionato di sociologia e demografia, oltre che uno Sportivo. E' proprio grazie allo studio della Demografia che ho cominciato a vedere con maggiore rispetto il futuro che ci attende analizzandone gli aspetti economici/finanziari influenzati da politiche del passato, presente e futuro.

Spero di potervi offrire un valido contributo per accrescere la conoscenza di un settore particolare troppo spesso governato dal "fai da te" o dalla fiducia incondizionata verso” l'intermediario del caso” che in maniera molto superficiale propone servizi Finanziari e/o Assicurativi generando aspettative che puntualmente verranno deluse (semplicemente perché tra un "venditore" ed un "professionista" c'è tanta differenza e bisogna avere gli strumenti per coglierla). 

Prima di entrare nel merito delle tematiche è opportuno condividere una lettura dei giorni nostri, base di partenza di tutti gli approfondimenti che andrò ad analizzare:

"A metà del XX secolo le basi del Welfare erano solide e semplici: tanti ragazzi, pochi anziani e piena occupazione. Si trattava, in sintesi, di re-distribuire sui bisognosi ricchezza in avanzo. Oggi, con scarsa occupazione e invecchiamento della popolazione, non c'è più nulla da distribuire. E' dunque bene che ognuno cominci a pensar per sé, al netto di gravi emergenze..."

Indipendente da quanto si possa essere d’accordo con l'affermazione qui sopra descritta (che io non condivido) dobbiamo prendere atto che gli Stati (tramite i loro governi) stanno operando politiche che tendono a rivedere al ribasso le politiche di  WELFARE DISTIBUTIVO a causa della crisi economica che sta diventando la scusa per adottare determinate azioni a discapito della collettività. 

Il caso Italiano è particolarmente interessate se notiamo l'andamento demografico degli ultimi anni che ci consegna un saldo della popolazione in negativo: nascono 1,35 figli per donna e l'età delle madre al primo parto supera i 31 anni. Ci si sposa sempre più tardi (circa 36 anni per i maschi e 33 anni per le femmine) e la maggioranza della popolazione tra i 55 e i 64 anni di età non lavora. Inoltre la longevità della popolazione è di gran lunga migliorata: un sessantacinquenne nel 2015 poteva aspettarsi di vivere altri 19 anni se uomo, 22 anni se donna. 

La longevità è una buona notizia, ma ci impone delle profonde revisioni dei sistemi pensionistici e di assistenza che il Paese deve poter offrire ai propri cittadini. 

Non sta a me giudicare le politiche in tal senso ma di sicuro dobbiamo prendere atto che in un momento di crisi economica, dove la longevità della popolazione è in forte crescita (e sembrerebbe non voler arrestare la sua corsa) viviamo una riduzione di sussidi statali a discapito della collettività e viviamo un incessante conflitto tra passato e futuro, dove le nuove generazioni sono chiamate a sostenere quelle precedenti (con l'aggravante che nessun penserà a loro).

Questa situazione sviluppa nella società una grande confusione tra "incertezza" ed "insicurezza":

- l'incertezza è data dalla incapacità della politica di dare risposte in grado di generare speranza nel futuro;

- l'Insicurezza è frutto della mancanza di autostima che non permette al cittadino di auto-motivarsi nel perseguire innovazione, sviluppo e nuove opportunità per se e per gli altri. 

Oggi, quindi, il cittadino è chiamato ad accrescere le proprie competenze e rivedere le proprie modalità di spesa dando grande importanza alla PIANIFICAZIONE FINANZIARIA delle proprie economie comprendendo al meglio i cicli di vita economica che lo attendono.

Ecco nascere una miriade di servizi Assicurativi e Previdenziali che hanno lo scopo di donare protezione a tutti coloro i quali aderiscono a forme di tutela delle propria persona e/o del proprio reddito personale.

In questo percorso affronteremo tutte le tematiche attinenti alle varie forme di risparmio, sia ad architettura aperta sia ad architettura chiusa; vedremo quali sono i principali strumenti in circolazione con una attenzione a quelli con vocazione di protezione del risparmio (tra cui piani d'accumulo, Piani Integrativi Pensionistici, Premi Unici, Buoni fruttiferi...); cercheremo di conoscere i principali motori finanziari e quali scegliere secondo le proprie attitudini; conosceremo la fiscalità di questi servizi e quali vantaggi (se ci sono) per i cittadini. E ancora: proverò a spiegare cosa offre il sistema di Welfare e quali soluzioni il mercato propone a protezione di tutte quelle aree di carenza alle quali ormai lo Stato espone Noi Cittadini.

Il tutto partendo però da un dato esclusivamente oggettivo che ho provato in sintesi a narrare in questa mia prima uscita: le dinamiche, giuste o sbagliate che siano, sono frutto di una conseguenza dettata da fattori demografici a cui i Governi stanno cercando di rispondere e di cui noi cittadini dobbiamo comprenderne al meglio lo scenario, difendendoci a dovere da tempeste burrascose che possono complicare ulteriormente il nostro Futuro.

Questo e tanto altro …

Saverio Claudio Digioia

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LE MELE( risponde l’esperto dott.ssa  Stoia  Antonia- Biologa Nutrizionista )

E’ noto da secoli un proverbio che dice “ Mangiare una mela al giorno, toglie il medico di torno”.

Questo proverbio si basava sull’evidenza del passato, che chi consumava abitualmente le mele riscontrava numerosi benefici sulla salute, in modo particolare sulla salute del cuore e dei vasi sanguigni.

Tutti questi benefici dipendono dai polifenoli ( la Rutina, la Floridzina, la Quercetina, le Catechine….)  contenuti nella mela ed in particolare concentrati nella buccia e nei semini del frutto.

Le varietà più antiche, come le mele renetta, sono quelle a maggior concentrazione di polifenoli.

Una recente ricerca scientifica, ha dimostrato che i polifenoli contenuti nella mela, sono in grado di:

-Ridurre la formazione delle placche ateromasiche nelle arterie

-Ridurre la sintesi epatica di trigliceridi e colesterolo

-Prevenire la steatosi epatica non alcolica

-Abbassare il colesterolo cattivo LDL

-Aumentare il colesterolo buono HDL

-Aumentare la capacità antiossidante delle cellule epatiche

-Inibire l’infiammazione dell’endotelio

Quindi il consumo di mele contribuisce  a migliorare lo stato di salute delle persone, attraverso il miglioramento dei parametri ematici e la prevenzione dell’aterosclerosi.

Aggiungo, anche, che la mela è un frutto che non rallenta i processi digestivi per cui può essere assunta anche a fine pasto.

Infine, per poter sfruttare le proprietà salutistiche della mela, è consigliabile

assumerla con tutta la buccia ed i semini; i semini sforzatevi di masticarli.

frutta( risponde l’esperto dott.ssa Stoia Antonia Biologa Nutrizionista )

Mangiare frutta nel modo corretto aiuta la detossificazione del nostro organismo e ci fornisce una enorme quantità di energia utile a livello fisico e mentale.

Per evitare che la frutta crei gas e rigonfiamenti intestinali, è importante che non incontri sul suo cammino cibo indigerito e residui putrefattivi di pasti precedenti e di digestioni prolungate.

La frutta è pronta per andare direttamente nell’intestino tenue, ma viene trattenuta nello stomaco se è presente altro cibo, andando così in fermentazione.

Ciò provoca, specie in assenza di combinazioni alimentari corrette, una digestione lenta e difficoltosa che a sua volta potrebbe portare a:

-sonnolenza post-prandiale

-bruciore gastrico

-senso di pesantezza

-gonfiore e meteorismo

-maggiore produzione di scorie tossiche.

Quale è allora il modo corretto per mangiare la frutta?

Sicuramente il modo migliore è allontanarla dai pasti.

L’unica eccezione è l’ananas, mela, kiwi e papaya che hanno degli enzimi digestivi che facilitano la digestione e che gli permettono di essere mangiati a fine pasto favorendo l’assimilazione del pasto. L’ananas è il migliore a fine pasto.

Possiamo mangiare diversi tipi di frutta insieme, rispettando però le giuste combinazioni.

Ad esempio non bisogna mai mescolare frutta acida ( ananas, arance, mandarini, melagrane, pompelmi ) con frutta dolce ( banana, fichi, mele dolci, uva dolce ).

Invece è preferibile mangiare da soli melone e anguria altrimenti fermentano.

Se impariamo ad alimentarci nel modo corretto, avremo a disposizione il segreto della salute, dell’energia e del peso-forma costante e senza sbalzi.

 

Dott.ssa Stoia Antonia

header erbe officinali( Risponde l’esperto dott.ssa Stoia Antonia Biologa Nutrizionista )

Esistono delle erbe officinali che possono aiutare il nostro metabolismo durante il processo di dimagrimento. Ovviamente per perdere peso con successo è importante seguire un’alimentazione sana e fare attività fisica. Occorre mangiare regolarmente e assumere carboidrati, proteine, vitamine, fibre… necessari per l’organismo.

Ma quali sono alcune di queste erbe officinali?

-ALOE VERA

L’aloe vera è una preziosa erba dalle mille proprietà benefiche. Questa pianta è ricca di fibre e proprietà naturali utili in molti ambiti. Infatti contiene enzimi, aminoacidi, minerali e vitamine.

-ALISMATACEAE

E’ una pianta largamente usata come infuso. Ha un’azione diuretica, brucia grassi, accelera il metabolismo e aiuta ad eliminare tossine, grassi e acqua in eccesso.

-GUARANA’

E’ un’erba considerata un’ottima alternativa al caffè. Questa pianta si trova, soprattutto, in Brasile e ha foglie larghe, fiori e frutti simili ai chicchi di caffè. Anche il guaranà vanta un’azione brucia grassi.

-TARASSACO

E’ una pianta erbacea contenente inulina, vitamine, carotenoidi, sali minerali.. Vanta proprietà diuretiche, disintossicanti. E’ di grande aiuto per fegato, reni, intestino e per il metabolismo dei grassi. Il tarassaco è un potente anti-fame e rappresenta un’ottima soluzione per il drenaggio dei liquidi e la depurazione dell’organismo.

-TE’ VERDE

Il tè verde ha mille proprietà benefiche. Le sue foglie contengono, infatti, tannini,flavonoidi, polifenoli, catechine, zinco, fluoro e tantissime vitamine. In particolare i polifenoli permettono di ridurre l’assimilazione degli zuccheri e dei grassi alimentari e questo permette di limitare il numero delle calorie assorbite.

-PILOSELLA

E’ una pianta che ha una potente azione drenante per cui viene usata  nel trattamento degli inestetismi della cellulite, gonfiore alla caviglie, edemi degli arti inferiori . Poiché favorisce l’eliminazione delle tossine è utile anche in caso di ipertensione, azotemia alta, iperuricemia e reumatismi.

Attenzione! Nonostante la fitoterapia sia considerata da alcuni innocua, bisogna sempre tenere in considerazione  delle precauzioni sul loro uso. Ci sono anche dei casi in cui è necessaria una certa cautela nel loro utilizzo come ad esempio in gravidanza, in allattamento o in relazione a determinate patologie e all’uso concomitante di farmaci.

Dott.ssa Stoia Antonia

SEMI OLEOSI

( Risponde l’esperto Dott.ssa Stoia Antonia Biologa Nutrizionista )

I semi oleosi ( noci, mandorle, nocciole, pistacchi, arachidi, sesamo, pinoli, zucca, girasole, papavero, chia, lino, semi di canapa ) sono alimenti che presentano un elevato contenuto di acidi grassi insaturi, omega 3 e omega 6 che poiché non sono sintetizzabili, devono necessariamente essere introdotti con l’alimentazione. Questi acidi grassi fungono da veri e propri spazzini delle nostre arterie per cui riducono il rischio di malattie cardiovascolari. I semi oleosi contengono anche proteine vegetali, sali minerali e oligoelementi come magnesio, potassio, ferro, selenio, zinco, rame. Sono anche ricchi di vitamine ( A, E e alcune del gruppo B ) e di fibre. Infatti aiutano la regolarità intestinale e in più donano un efficiente senso di sazietà. Tutto ciò li rende un alimento adatto soprattutto a chi intende seguire un’alimentazione vegetariana, vegana e crudista.
Qual è la dose corretta da assumere? In assenza di particolari divieti da parte del medico curante, la dieta mediterranea consiglia di introdurre una piccola manciata di semi oleosi alla dieta di tutti i giorni ( es. 1 cucchiaino per i semi, 2-3 noci, 3-4 mandorle, ecc ). E’ importante, però, utilizzarli a crudo, poiché le alte temperature potrebbero far perdere le proprietà organolettiche e quindi nutrizionali al prodotto. Si consiglia anche di conservare i semi in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce per evitare la formazione di perossidi e radicali liberi dannosi per la salute.
Si consiglia anche di consumarli entro l’anno dalla produzione. I semi oleosi non hanno controindicazioni nel paziente a cui è stato diagnosticato diabete, gotta, ipercolesterolemia, ipertensione, celiachia. Attenzione, però, all’apporto calorico che è considerevole!
Basta consumarne in piccole quantità!!

Dott.ssa Stoia Antonia Biologa Nutrizionista

2nutrizionista

La carne è un alimento fondamentale nella nostra dieta per l’apporto di proteine nobili (circa 20g/100 grammi di carne), di minerali

(1%), vitamine, soprattutto del gruppo B e Ferro eme.

La carne non è cancerogena ma lo può diventare se viene processata con metodi di cottura sbagliati come l’arrosto sui carboni, la frittura con oli inadeguati e l’eccessiva cottura in piastra.

La cottura eccessiva delle carni, denatura gli amminoacidi, formando delle croste scure e carboniose, ricche di composti aromatici potenzialmente cancerogene per le cellule della mucosa dell’apparato digerente.

Attenzione, però, cancerogeno non significa cancro: una sostanza è cancerogena se è in grado di trasformare le cellule. Ma non è detto che questa cellula trasformata evolva in tumore; in genere viene eliminata dal nostro sistema immunitario.

In certe condizioni, però, di stress, carenze vitaminiche, di forte acidosi può evolvere a tumore.

Anche gli insaccati come salami, salsicce, soppressate sono potenzialmente cancerosi per la presenza di Salnitro, una miscela di nitrito e nitrato di sodio impiegato nella produzione dei salumi sia per fissare il colore roseo-rosso del salume e renderlo appetibile all’occhio del consumatore che per inibire la germinazione di spore e quindi prevenire le infezioni alimentari.

Il salnitro, a livello dello stomaco, forma le Nitrosammine che sono delle sostanze che irritano le cellule della parete dello stomaco.

In un soggetto sano le nitrosammine non riescono ad irritare la mucosa gastrica per la presenza sulla parete di un abbondante strato di MUCINA prodotta dallo stomaco e che serve da barriera protettiva.

Invece e’ importante moderare il consumo di salumi soprattutto per quei pazienti deboli di stomaco e sofferenti di gastrite, ulcera, acidità di stomaco… in cui la produzione di mucina è ridotta.

Dott.ssa STOIA ANTONIA

ilfatto

Quella di bere acqua la mattina a stomaco vuoto, appena svegli, è un’abitudine che non tutti hanno, ma che apporta numerosi benefici per la salute delle persone.

Oltre a stimolare la peristalsi intestinale e la disintossicazione dell’organismo, questa pratica è utile a trattare disturbi molto comuni come ad esempio mal di testa, dolori mestruali, gastrite, colesterolo alto, stitichezza.

L’acqua è un elemento essenziale per la vita.

Gli organi hanno bisogno di acqua per funzionare correttamente.

Un corpo ben depurato assorbe meglio i nutrienti e garantisce un’ottima ossigenazione cellulare.

COME BERE

Esiste un metodo particolare per amplificare i benefici del bere l’acqua, la mattina, a stomaco vuoto:

  • appena svegli, bevete subito 2 bicchieri di acqua a temperatura ambiente
  • non mangiate niente per almeno 30minuti, trascorsi i quali potete dedicarvi alla vostra colazione
  • Bevete ai pasti principali ( pranzo e cena ) solo 1 bicchiere d’acqua, non bevete né mangiate altro per almeno 2 ore.
  • Bevete almeno mezzo litro d’acqua nel corso della mattinata e mezzo litro nel corso del pomeriggio.

Per chi non è abituato a bere tanta acqua, è importante iniziare gradualmente, fino a raggiungere la quantità giusta e ingerire l’acqua in maniera tranquilla, lentamente, sorso dopo sorso.

La terapia dell’acqua non ha effetti collaterali, a parte un frequente stimolo ad urinare per chi non è abituato a bere tanto.

In alcuni casi si possono manifestare sintomi tipici della prima fase di disintossicazione come prurito, nausea, mal di stomaco, diarrea.

Sintomi normali che spariranno non appena il vostro organismo si sarà riassestato.

Oltre a bere acqua a stomaco vuoto appena svegli la mattina, potete decidere di bere acqua e succo di limone. Il limone apporta questi benefici:

  • Rafforza il sistema immunitario grazie alla vitamina C e al potassio. Il potassio aiuta anche il controllo della pressione arteriosa
  • Bilancia il PH: IL LIMONE è uno degli alimenti più alcalini
  • Aiuta la perdita di peso: i limoni contengono le fibre di pectina, che aiutano a combattere la fame
  • Aiuta la digestione: stimola il fegato a produrre la bile che è un acido che serve per la digestione
  • E’ diuretico
  • -Rinfresca l’alito ( attenzione però l’acido citrico può erodere lo smalto dei denti, per cui si consiglia di lavarsi i denti subito dopo o sciacquare a fondo con acqua )
  • Aiuta a mantenere la pelle pulita e giovane ( la vit. C riduce rughe e imperfezioni ) . 

Potrebbe essere un’abitudine che vi cambierà la vita!!

                                                                                                         Nutrizionista

                                                                                                 Dott.ssa Stoia Antonella

PEOPLE FROM IBIZA!

Luglio 01, 2019

Ibiza172019L’equazione, normalmente, è: Ibiza = spiagge, sunset bar e discoteche! Dite di no? Beh, chiedetelo a qualsiasi giovane turista in partenza per l’isola! Questo non perché ad Ibiza non ci sia altro da fare, ma perché la sua fama negli anni si è corroborata rispetto alla variegata offerta ludica, alla vita notturna, più che sulle bellezze paesaggistiche.

Recentemente si è sviluppato un rinnovato interesse per il paesaggio e la cultura dell’isola, che oggi attira un variegato mix di turisti.

Da dove cominciamo? Nove volte su dieci la visita dell’isola ha inizio dalla parte vecchia di Eivissa, come gli abitanti chiamano in catalano il capoluogo Ibiza, che dà anche il nome all’isola, la più trasgressiva delle Baleari.

Detta anche Dalt Vila, dal 1999 Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è un grande museo a cielo aperto, testimonianza della diversità di popoli e culture che hanno invaso l’isola nel corso dei secoli: fenici, cartaginesi, romani, musulmani, catalani. Nel periodo estivo viene letteralmente invasa da turisti a passeggio per il dedalo di viuzze strette della zona. Marina Botafoch è, invece, la trendy zona della vita notturna.

È una città unica, capace di accontentare il più scatenato animale notturno tanto quanto gli amanti di storia e cultura. Armatevi di macchina fotografica, gli scorci panoramici sono stupendi!

Tante le cose da vedere, il Castello arabo, la Cattedrale Nostra Senyora De Las Neus, il Museo d’Arte Contemporanea e Placa des Amparats da cui si scorge una bellissima vista del porto cittadino. E poi, non mancano bar, ristoranti, negozi e artisti di strada.

Uno dei resort più popolari dell’isola, San Antoni è anche una delle zone calde della vita notturna di Ibiza. Le sue spiagge sono frequentate per lo più da giovani che trascorrono la loro vacanza tra mare, beach bar, boat party e club.

La zona più cool è il leggendario Sunset Strip, raggiungibile a piedi lungo una passeggiata lungomare dal porto. È sicuramente il miglior punto dell’isola dove ammirare il tramonto sorseggiando un drink al ritmo delle ultime tendenze musicali: i suoi sunset cafès sono ormai una leggenda e dovete visitarne almeno uno durante la vostra vacanza a Ibiza!

Volete ripararvi dagli eccessi di San Antoni? Scegliete Santa Eularia! È il terzo resort turistico dell’isola ed è indicato per famiglie e coppie. Molto romantico, ha una lunga passeggiata lungomare all’ombra di altissime palme, un porto turistico dove ormeggiano eleganti yacht, belle spiagge nei dintorni, gallerie d’arte e una vasta quantità di negozi e boutique.

È anche considerata la capitale enogastronomica dell’isola, con alcuni tra i migliori ristoranti di Ibiza.

A soli 15 km dalla capitale, troverete il comune di Sant Josep, un mix di montagna e mare, ma è noto per avere il maggior numero di spiagge e calette dell’isola.

Molto interessante dal punto di vista artistico e culturale: nel villaggio e nei suoi dintorni potrete visitare le rovine di un insediamento fenicio e di uno punico-romano, torri difensive risalenti ai secoli XVII e XVIII, il Museo Etnologico di Ibiza e Formentera e il Puig de Missa, una collina che domina una valle attraversata dall’unico fiume dell’isola alla cui sommità sorge una chiesetta del Seicento.

Le spiagge! La più famosa spiaggia dell’isola nonché la più lunga, è Playa d’en Bossa, top per i giovani in cerca di divertimento. Da vivere da mattina a sera: di giorno potrete rilassarvi prendendo il sole sdraiati su sontuosi Bali beach beds oppure praticare sport acquatici; la sera potrete prendere un aperitivo chillout in uno dei numerosissimi beach bar o in uno dei megaclub della zona.

Acque trasparenti, alte scogliere ricoperte di vegetazione che la riparano dai venti e creano un drammatico contrasto con il mare azzurro, un aspetto selvaggio e seducente: è Aguas Blancas, la preferita dai residenti di Ibiza

Racchiusa tra scogliere di roccia rossa e bagnata da un mare cristallino, Sa Caleta (chiamata anche Es Bou Nol) è una piccola gemma assolutamente da non perdere. Le capanne dei pescatori sui lati della spiaggia aggiungono un tocco poetico, quasi nostalgico. Non aspettatevi per questo di trovarla deserta perché la sua bellezze mozzafiato attira molti visitatori; famoso è anche l’omonimo ristorante di pesce sulla spiaggia.

Avete voglia di fare shopping? Il più famoso mercatino è quello hippy di Es Canar. Potrete acquistare un po’ di tutto, tra gioielli e borse fatte a mano, abiti, prelibatezze locali e persino birre artigianali.

Ses Salines è un’area protetta che comprende parte del sud di Ibiza e del nord di Formentera, creata per proteggere una grande varietà di ambienti con caratteristiche ecologiche differenti. Un parco naturale, insomma. Qui potrete fare bellissime escursioni a piedi o in bicicletta; il paesaggio degli stagni delle saline, i selvaggi cordoni dunosi con ginepri centenari, le scogliere e le coste rocciose rendono l’atmosfera molto romantica. Il parco comprende anche una zona marina, con spiagge incantevoli come Ses Salinas, Sa Caleta e Es Cavallet, e gli isolotti des Freus (s’Espalmador, s’Espardell, l’isolotto des Penjats).

Dove mangiare bene? Ci sono molti ristoranti locali in cui è possibile gustare piatti tradizionali spagnoli, (Paella, per esempio) o pietanze tipiche del posto, come le fritture, i Raò, il Guisat de peix ed il Peix sec: tutte specialità che faranno impazzire gli amanti del pesce.

Se volete risparmiare qualcosina, il nostro consiglio è quello di allontanarvi leggermente dalle zone turistiche. Se invece siete in cerca di ristoranti italiani, trovate i migliori nei pressi di Marina de Botaoch.

 

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I Viaggi di Agata
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3341758150 (solo WhatsApp)
via G.Marconi, 26 - Molfetta (BA)
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cina2642019La Cina è uno dei paesi più visitati del mondo e non è difficile immaginare il perché. Combina luoghi naturali di impressionante bellezza ad una cultura ancestrale, una delle più affascinanti, con le sue leggende, le sue storie meravigliose e i suoi luoghi magici. È una di quelle mete che vi lasceranno a bocca aperta. Garantito!

Pechino, la capitale della Cina è una città grandiosa non solo per la sua incredibile densità di popolazione (più di 22 milioni di abitanti) ma soprattutto per la grandissima quantità di posti interessanti da visitare. Modernità e tradizione si mescolano in modo così naturale che sarà difficile rendersene conto, e ogni giorno vi troverete faccia a faccia con meraviglie architettoniche come il Tempio del Cielo o la Città Proibita, con luoghi carichi di storia come Piazza Tienanmen o il Mausoleo di Mao Tze Tung di fianco a grattacieli, negozi e ristoranti all’avanguardia.

La skyline di Shanghai è tra le più impressionanti del mondo, soprattutto se si contempla dal Bund, il lungofiume in stile coloniale della città. Nella seconda capitale della Cina non si può mancare una passeggiata per l’animatissima e moderna Nanjing Road (l’arteria commerciale di Shanghai) ma anche una visita alla Città Antica e l’esplorazione dei Giardini di Yuyuang, bellissimi e privati risalenti al XVI secolo.

Gli amanti della vita urbana impazziranno per Hong Kong, una delle città più moderne del mondo e ricchissima di contrasti. Oltre a contemplare gli affascinanti grattacieli illuminati da uno spettacolo di luci dalla Avenue delle Stelle, non potrete lasciare Hong Kong senza essere saliti al Victoria Peak, il monte più alto della città, possibilmente all’ora del tramonto.

Dedicate qualche giorno del vostro viaggio a vivere come un autentico abitante di Hong Kong, scoprite la cucina cantonese nei mercatini notturni, uscite per le strade goliardiche in Lan Kwai Fong o avventuratevi per le scale più lunghe del mondo, le Central-Mid-Level escalators.

“In cielo c’è il paradiso, sulla terra ci sono Suzhou e Hangzhou”. Così recita un antico proverbio locale per descrivere la Venezia cinese, la bellissima Suzhou. A 30 minuti scarsi da Shanghai si trova questa città piena di canali, giardini e pagode perfettamente mantenuti, in netto contrasto con la giungla di grattacieli della metropoli vicina.

Yangshuo è natura. Le curiose formazioni montagnose ricoperte di vegetazione sulle rive del fiume Li attraggono ogni anno migliaia di escursionisti, che accorrono incantati dal paesaggio e dalle tante attività che è possibile fare. Dal rafting nelle imbarcazioni di bambù, ad un giro in bicicletta tra le risaie, dalle scalate alle visite alle grotte nelle montagne.

Ma non è, forse, questo l’habitat dei panda?

Sì! A Chengdu abbondano i centri di conservazione e cura di questi animali in pericolo di estinzione, e in molti di essi potrete vedere i panda in semi-libertà circondati da delizioso bambù.

Vi ricordiamo che qui (nei pressi di Sichuan) potrete sperimentare una delle cucine più interessanti (e piccanti!) di tutta la Cina! Approfittatene!

Inoltre, a qualche ora di distanza da Chengdu, troverete la statua di pietra di Buddha più alta del mondo (71 m di altezza) e il tempio di Dafo annesso, il famoso Buddha di Leshan, scolpito nell’VIII secolo per vigilare le sponde dei fiumi Dadu, Jianng e Qingyi.

Se, poi, siete appassionati di arti marziali orientali (ma anche se non lo siete), dovete includere nel vostro viaggio la visita al Monastero buddista di Shaolin e assistere alle stupefacenti esibizioni di kung fu dei leggendari monaci guerrieri famosi in tutto il mondo.

Di Xi’an avrete sicuramente sentito parlare. Perché è qui che si trova l’esercito di 8.000 statue di terracotta a grandezza naturale, risalente al III secolo a.C.

Inoltre questa città è considerata il punto più orientale della Via della Seta, percorsa per secoli da carovane cariche di merci preziose e famosa per le sue storie affascinanti e misteriose. A ricordarlo, nel centro, la statua di Marco Polo.

A Xi’an potrete scoprire la Cina più tradizionale, rappresentata dalla bellissima muraglia cinese e dalle torri imponenti della Campana e del Tamburo.

La Grande Muraglia è davvero spettacolare, non a caso è una delle attrazioni principali della Cina, nonostante molte zone siano state fortemente danneggiate: opera ciclopica innalzata più di 2000 anni fa, più di 21.000 chilometri di lunghezza, nata per proteggere l’impero dalle costanti minacce di invasione mongola.

Il tratto meglio conservato, quello più turistico, è a 80 chilometri dalla capitale,  Badaling, ma se avete voglia di più avventura potete visitare la zona di Simatai e Jinshanling, dove ci sono aree ancora non restaurate.

Al ritorno da Badaling potreste visitare la collina dove sono disseminate le sfarzose tombe degli imperatori Ming perché si tratta comunque di un'esperienza altamente suggestiva, lungo la Via degli Spiriti, fiancheggiata da imponenti statue di animali e figure mitologiche.

Infine, le antiche città di Dali, Shaxi, Lijiang o Shangri-La sono alcuni dei regali che la regione dello Yunnan vi riserverà se deciderete di spingervi nel sud-est della Cina.

Qui troverete anche le terrazze di riso di Yuangyang, tra le più belle di tutta l’Asia, e la Gola del Salto della Tigre, il canyon fluviale più profondo del mondo.

La vicinanza di questa zona della Cina al sud-est asiatico e alle montagne del Tibet è percepibile nella combinazione affascinante di minoranze etniche che popolano le sue valli e città, dando allegria e colore e riempiendo di entusiasmo ogni viaggiatore con i tanti usi e costumi tradizionali.

 

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