Redazione_Online

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celiachia020217Oggi, sappiamo che la Celiachia è una malattia autoimmune, scatenata dall'ingestione di glutine che si manifesta a livello gastrointestinale in soggetti geneticamente predisposti, determinando un processo infiammatorio dell'intestino tenue con conseguente malassorbimento e manifestazioni gastrointestinali.

I celiaci infatti, presentano un'intolleranza alimentare permanente al glutine, un termine utilizzato genericamente per indicare alcune proteine specifiche del grano, dell’orzo e di altri cereali, come la gliadina. Queste proteine causano una risposta immunitaria importante a livello intestinale, determinata dall’incapacità di digerirle e assorbirle.

Tale risposta immunitaria genera un' infiammazione cronica e la regressione dei villi intestinali (atrofia). Infatti la mucosa dell'intestino tenue viene danneggiata con villi quasi completamente assenti, questo comporta l'impossibilità parziale o totale di assorbire nutrienti , quali proteine, grassi, zuccheri, vitamine e minerali nonchè un conseguente stato di malnutrizione e di carenze nutrizionali.

CELIACHIA

Pertanto la Celiachia, se non diagnosticata tempestivamente e trattata in modo adeguato, può comportare conseguenze importanti (anche irreversibili) da non trascurare!

Come si presenta la Celiachia!

Spesso non è facile accorgersi di essere celiaci perchè la Celiachia può manifestarsi con sintomi anche molto diversi tra loro, non sempre tutti riconducibili al tratto gastrointestinale e spesso sovrapponibili a sintomi di altre patologie (vedi: colon irritabile).

Cio' che è chiaro e che i sintomi della Celiachia si sviluppano in fasi diverse della vita!

Ad esempio può capitare che nei bambini, i sintomi non si manifestino a livello del sistema digerente, ma sotto altre forme... l’irritabilità, per esempio, è un sintomo molto comune.
Tuttavia, sia nei bambini che negli adulti, i sintomi più ricorrenti della Celiachia si possono elencare cosi': dolori addominali frequenti, diarrea, perdita di peso, feci chiare, anemia, produzione di gas, dolori articolari, mancanza di appetito, vomito, stanchezza, crescita ritardata, ulcere dolorose nella bocca, irritazioni della pelle (dermatiti herpetiformi), danneggiamento dello smalto e del colore dei denti, irregolarità dei cicli mestruali. Tra questi, l’anemia, la perdita di peso e il ritardo nella crescita (soprattutto nei bambini) sono il risultato di un insufficiente assorbimento di nutrienti, e quindi di una forma di malnutrizione.

Non è mai troppo presto per scoprire di essere celiaci!

La celiachia è una malattia genetica. E se da una parte alcuni studi scientifici ritengono che eventi precisi nel corso della vita possono favorirne lo sviluppo (come ad esempio una gravidanza, un intervento chirurgico, un parto, un’infezione virale o altre occasioni di stress acuto) , dall'altra parte è anche appurato da numerose ricerche che altri fattori relativi al tipo di alimentazione e alla quantità di glutine introdotto nella dieta possono agevolarne lo sviluppo.

Pertanto una diagnosi precoce, seguita da un tempestivo allontanamento di ogni traccia di glutine dalla dieta può evitare complicazioni anche serie e talvolta anche invalidanti.

Infatti, se non trattata adeguatamente la celiachia può portare allo sviluppo di altre patologie come forme di cancro intestinale ma anche ad osteoporosi, aborto e malformazioni congenite, bassa statura ed attacchi epilettici conseguenti al mancato assorbimento di sostanze nutritive necessarie per una buona salute.

La diagnosi
Una diagnosi sintomatologica della celiachia è difficile, perché i sintomi sono troppo simili a quelli di altre malattie; inoltre, in una percentuale non piccola dei casi, la celiachia non sviluppa alcun sintomo evidente ma comporta comunque un danneggiamento dei tessuti intestinali.
Una diagnosi più precisa della malattia quindi passa principalmente per due analisi mirate.

  • Un esame del sangue per ricercare specifici anticorpi antigliadina, IgA e IgG, e anticorpi anti-transglutaminasi (tTG) prodotti in risposta alla presenza di glutine, percepito dall’organismo come sostanza estranea e pericolosa.

  • Un esame istologico che invece consiste in una biopsia intestinale che permette di verificare la presenza di alterazioni della mucosa intestinale e l’atrofia dei villi intestinali.

     

Solo cosi' e solo rivolgendosi al proprio medico sarà possibile escludere o confermare la diagnosi finale di Celiachia.

Come trattare la Celiachia!


L’unico trattamento possibile per la celiachia è una dieta appropriata, priva di glutine (gluten-free), che permette di ridurre ed eventualmente eliminare i sintomi e di ricostituire i tessuti intestinali. (Durante la dieta, infatti, sia i sintomi che il livello degli anticorpi IgA e IgG anti-transglutaminasi tissutale associati alla malattia celiaca diminuiscono.)

La capacità di ripresa e di recupero dei tessuti danneggiati, però, dipende anche da molti altri fattori, come ad esempio l’età in cui la malattia viene diagnosticata. In generale, studi scientifici confermano che, se la dieta viene rispettata, e la malattia è solo all’inizio, è possibile restituire un funzionamento normale all’intestino, con riscostituzione dei villi, nel giro di 3-6 mesi.

In adulti malati da tempo, la dieta riesce a eliminare i sintomi in periodi più lunghi, fino a due anni.


Seguire una dieta priva di glutine non significa cambiare stile di vita!

Esistono ormai sul mercato diversi prodotti che portano la specifica dicitura gluten free, che permettono al celiaco di seguire comunque una dieta bilanciata, varia e gustosa sia a casa che fuori casa! In combinazione, è possibile utilizzare farine e altri derivati delle patate, del riso, della soia o di altri legumi nonchè carne e pesce (non impanato) , la maggior parte dei prodotti caseari (se non vi è intolleranza al latte) , frutta e verdura.

E' vero anche che il glutine può essere "nascosto" nei cibi, e perfino in alcuni farmaci, ed è quindi necessario richiedere informazioni dettagliate su ogni singolo prodotto che si desidera acquistare e utilizzare. Grazie ad associazioni e ad alcuni siti di istituzioni sanitarie è possibile avere indicazioni dettagliate su quali siano i prodotti ammissibili e quali quelli vietati nella dieta dei celiaci.

Infine anche da NOI in Farmacia è possibile trovare un test per l’autodiagnosi domiciliare della celiachia.

Questo test (Xeliac® Test PRO ) rappresenta uno strumento di diagnosi iniziale (“screening di primo livello”) che aiuta ad individuare la celiachia e a facilitarne la diagnosi iniziale, misurando la presenza di anticorpi specifici per la celiachia, denominati di classe A (IgA) e di classe G (IgG) anti-transglutaminasi, in una goccia del tuo sangue. Un test che ti porta l’ambulatorio a casa tua e ti aiuta a uscire dal dubbio, senza però mai trascurare il supporto fondamentale del proprio medico di base né tantomeno quello degli specialisti nel giungere – in caso di diagnosi domiciliare positiva - a una diagnosi finale ...perchè "Saperlo prima è meglio"!

Per contatti: Farmacia Eredi de Trizio Snc - Via Terlizzi 2 - Molfetta (Bari) - 080/3389344

https://www.facebook.com/farmaciaErediDeTrizio/

saveriodigioia270117

Siamo Tutti alla ricerca del rendimento ma nessuno vuole sentirsi dire che il capitale è a rischio.

Quindi la prima domanda che ci poniamo è: investire o proteggere?

Sia in uno che nell’altro caso la maggior parte delle persone chiede principalmente una cosa molto semplice: RITROVARE “ALMENO” I PROPRIO SOLDI ! ! !

Siete proprio sicuri che chi gestisce i vostri soldi sia stato abbastanza chiaro e/o onesto nello spiegarvi il contenuto finanziario dei prodotti sottoscritti? E quale sarebbe la garanzia che avete sottoscritto che tutela il vostro risparmio a fronte di semplici fluttuazioni di mercato?

Proverò a semplificare dei concetti che ai più sembrano materia astrale: è ovvio che essere consapevoli è l’unica armatura che possiamo usare contro chi vorrebbe clienti ignoranti.

Nel mondo finanziario esistono due regole che un risparmiatore deve avere sempre a mente:

  1. Rischio e rendimento sono due facce della stessa medaglia;

  2. Sottoscrivi quello che capisci.

A fronte di queste due semplici regole cerchiamo di comprendere al meglio le differenze che esistono tra SICUREZZA ed OPPORTUNITA’!

Quando si decide di investire e/o risparmiare i propri soldi l’offerta è molto ampia e spesso ci si rivolge alla persona che reputiamo più sincera e più semplicemente applichiamo la regola del così fa tutti. Ma dobbiamo avere bene a mente la distinzione che esiste tra la SICUREZZA contrattuale che garantisce la restituzione dei propri capitali e l’OPPORTUNITA’ di godere di rendimenti interessanti.

La SICUREZZA, di ricevere i propri soldi (a scadenza dell’investimento), la troviamo genericamente nelle polizze che investono in GESTIONE SEPARATA.

L’OPPORTUNITA’ la troviamo in tutti quegli strumenti (tra cui anche le polizze) che investono in fondi (monetari obbligazionari e azionari).

Anche la gestione separata è un fondo composto da titoli di stato, obbligazioni e azioni, ma, a differenza di tutte le altre modalità di gestione, vi è una garanzia contrattuale (rendimento minimo garantito) che permette al risparmiatore di dormire notti tranquille e veder incrementare i propri soldi anno dopo anno grazie al meccanismo del consolidamento e della capitalizzazione. Questa caratteristica fa si che la gestione separata sia un fondo ad ESCLUSIVA competenza delle compagnie di assicurazione che, per vocazione, proteggono il patrimonio del cliente.

ATTENZIONE!!! Il prezzo della sicurezza ci costringe però a subire delle penali nel caso i cui decidiamo di riscattare prima della naturale scadenza la polizza oltre che a godere di rendimenti bassi ma sicuri nel tempo. Vanno considerati anche i costi di gestione non proprio economici.

Viceversa ci rimane scegliere polizze o altri strumenti bancari e/o postali nel mondo delle opportunità dove però il rischio finanziario è sulle spalle del cliente, perché, se i mercati vanno male, nessuno garantirà nessuno. Al contrario di quanto accade nella gestione separata nella famiglia delle opportunità il cliente conserva la liberta di prendere i suoi soldi quando vuole senza subire grandi penalizzazioni al netto dei costi e dei caricamenti sostenuti. Il vero rischio è quello di uscire in momenti in cui il mercato è poco favorevole il ché potrebbe produrre delle perdite di capitale: questo potrebbe accadere anche con semplici obbligazioni dove se l’emittente dovesse fallire potremmo rimanere molto delusi: vi ricordate cosa è accaduto a Lehman Brothers? Oppure ai risparmiatori greci che hanno visto dimezzare i loro risparmi causa ritrattazione del debito Greco con l’Europa (cosa che potrebbe accadere anche in ITALIA: vedi DECRETO 7 dicembre 2012 Introduzione di clausole di azione collettiva (CACs) nei titoli di Stato. (GU Serie Generale n.294 del 18-12-2012 di cui parleremo in seguito)? O le ultime cronache italiane che hanno visto le banche truffare i propri clienti con la vendita di servizi non garantiti? La stessa cosa potrebbe accadere a voi!!!

Dovete prestare attenzione alle offerte proposte dalle varie compagnie di assicurazione e/o Banche e/o Poste e/o intermediari del momento, perché non tutti vi offriranno la sicurezza, molti, però, vi diranno di stare tranquilli che non è proprio la stessa cosa!!!

Diffidate da chi vi vende il rendimento ma cercate chi vi offre spiegazioni semplici ma esaustive su ciò che vi viene offerto o che state ricercando.

Tuttavia è sempre utile leggere attentamente il fascicolo informativo e capire fino in fondo cosa state firmando.

Trattate i vostri soldi come se fosse la vostra salute e non fermatevi mai al primo medico/professionista.

 Saverio Claudio Digioia

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vitasana140117Il sistema immunitario è una complessa macchina, considerata uno scudo naturale e fondamentale, capace di proteggere il nostro organismo da agenti estranei come batteri, virus e funghi.

Poichè così complesso da definire ma indispensabile per la difesa dell’organismo, può capitare che il sistema immunitario non funzioni correttamente.

Infatti, cambiamenti stagionali, condizioni atmosferiche sfavorevoli, inquinamento ambientale, stress psicofisico, un lavoro troppo intenso, un'alimentazione squilibrata ed un sonno irregolare possono fortemente indebolire il nostro sistema immunitario predisponendo così l’organismo ad un maggior rischio di attacchi da parte di batteri e virus, causa di fastidiose malattie non solo da raffreddamento.

Numerosi studi confermano che il modo più efficace per potenziare il sisitema immunitario è prendersi cura del proprio organismo in modo da prevenire raffreddore, tosse, mal di gola, dolori articolari e la terribile influenza stagionale cercando di seguire uno stile di vita sano ed evitando l'uso improprio di farmaci!

Scopriamo come!

  • Partiamo da un buon sonno che può potenziare le difese immunitarie ed interagire con esse per garantire il benessere psico-fisico dell’organismo. Durante un’infezione, il nostro sistema immunitario mette in circolo alcune molecole (citochine) che svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione dei processi infiammatori; in passato si credeva che tali molecole fossero prodotte solo dal sistema immunitario e che agissero solo su questo. Invece è dimostrato che queste molecole sono sempre presenti e funzionanti e che in particolare agiscono anche sui neurotrasmettitori che regolano il ritmo sonno-veglia. Pertanto alcune modifiche, presenti nel sonno ed indotte dal sistema immunitario, sono estremamente utili per combattere un’eventuale infezione in corso.

  • Proseguiamo con una buona idratazione. Diversi studi evidenziano come sia fondamentale per l’organismo assumere quotidianamente acqua in quantità regolari. Da sempre l'acqua migliora la salute del cuore, aumenta le nostre energie facendoci percepire meno la stanchezza, aiuta a mantenere idratato l’organismo riducendo la possibilità di disidratazione i cui sintomi principali sono sete e mal di testa. Ma soprattutto è vantaggioso bere acqua in particolare ricca di oligoelementi come zinco e selenio, perché aiutano in modo efficace il nostro sistema immunitario grazie alle loro proprietà antiossidanti. Al contrario riduciamo l’assunzione e soprattutto l’abuso di alcolici che indeboliscono il sistema immunitario ed aumentano il rischio di contrarre infezioni a breve termine; tale rischio può protrarsi fino a quando l’alcool non viene completamente smaltito.

  • Non ci resta che mangiare bene! Scegliamo un’alimentazione varia e naturale e quindi cibi di stagione, possibilmente freschi, ricchi di antiossidanti, vitamine e sali minerali che garantiscono un adeguato apporto calorico. E’ opportuno, infatti, non eccedere nell’assunzione di alimenti ricchi di grassi e carboidrati poiché influiscono negativamente sull’efficienza del nostro sistema immunitario. Consumiamo frutta fresca come agrumi, kiwi, frutti di bosco e fragole ricchi di vitamina C , di antiossidanti e sali minerali che proteggono l’apparato respiratorio e riducono l’entità e la durata delle malattie da raffreddamento. Portiamo in tavola broccoli, cavolfiori e spinaci ricchi di vitamina C (ed in particolare di ferro, potassio, calcio e fosforo per i broccoli) che prevengono ed aiutano a combattere le infezioni stagionali. Carote e zucchine ricche di antiossidanti e betacarotene (un precursore della vitamina A) , stimolano l’efficienza del sistema immunitario e lo aiutano a contrastare le infezioni. Cereali e legumi ricchi di vitamina B, hanno azione depurativa e riducono la possibilità di infezioni respiratorie. Pesce azzurro e frutta secca ricchi di acidi grassi polinsaturi come omega-3 e omega-6, potenziano il sistema immunitario. Infine yogurt e fermenti lattici vivi, ricchi di sostanze prebiotiche e probiotiche, riducono il rischio di infezioni gastrointestinali e respiratorie.

  • E non dimentichiamo di seguire un'adeguata attività fisica! Numerose ricerche confermano infatti che un esercizio fisico moderato e quotidiano può ridurre notevolmente la possibilità di contrarre infezioni intervenendo in prima linea nella lotta contro le infezioni respiaratorie acute virali. Al contrario un allenamento fisico intenso e prolungato può causare stress fisico ed un deficit a livello del sistema immunitario rendendo il nostro organismo più suscettibile a contrarre le stesse infezioni.

Infine ricordiamo di integrare la nostra dieta ed il nostro stile di vita con integratori che contengano immunostimolanti naturali (come Acerola, Eleuterococco, Echinacea, Rosa canina, Ribes Nero o Aloe) , i cui principi attivi uniti a sali minerali e vitamine contribuiscono al buon funzionamento del sistema immunitario ed alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

E' sempre opportuno ricordare che gli integratori non vanno intesi come un sostituto di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano e che è sempre preferibile, prima dell'assunzione, chiederne consiglio al proprio Medico o Farmacista di fiducia...come da Noi!!!

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pensioneape120117A cura di: Gianluca Silvestri

Responsabile sede zonale Patronato Enapa

P.zza Garibaldi 79 Molfetta

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Sportello On-Line:

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Buon anno e benvenuti carissimi lettori.

Parte oggi la rubrica dedicata alle novità e agli approfondimenti che mese per mese, vi accompagnerà alla scoperta di tutte le novità in materia di previdenza, prestazioni a sostegno del reddito.. insomma di tutti i servizi di Patronato e Caf.

Partiamo da una delle principali novità della legge di bilancio 2017: l’ APE.

Per quanto il titolo di questo articolo possa far pensare ad uno slogan del famoso veicolo a tre ruote, APE è invece acronimo di "Anticipo PEnsionistico".

Sarà operativo dal 1° maggio 2017 fino al 31 dicembre 2018.

Ma vediamo di cosa si tratta.

In sostanza si potrà smettere di lavorare a 63 anni di età anagrafica, a patto che nei successivi 3 ANNI E 7 MESI maturi il diritto alla pensione di vecchiaia. Il richiedente potrà accedere all’APE massimo sei mesi prima della maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia.

L’APE corrisposta mensilmente, è esente da IRPEF.

Due le tipologie previste:

APE VOLONTARIA

Il costo di questa operazione è totalmente a carico del richiedente.

E' rivolta ai lavoratori pubblici e privati iscritti a tutte le gestioni INPS.

Per potervi accedere è necessario possedere i seguenti requisiti:

- Età anagrafica non inferiore a 63 anni;

- Almeno 20 anni di contributi;

- Maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi;

- Importo della pensione di vecchiaia al netto della rata di ammortamento non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell'INPS.

Contestualmente alla richiesta, che sarà inviata previo rilascio da parte dell'INPS di una "certificazione di diritto all'APE", dovrà essere presentata anche domanda per la pensione di vecchiaia che partirà dalla scadenza dell'APE stessa. Non è necessario cessare l'attività lavorativa eventualmente svolta.

Non è previsto alcun ripensamento. Una volta presentata, la richiesta diventa irrevocabile. Resta comunque valido il diritto di recesso entro e non oltre i 14 giorni dalla presentazione della richiesta stessa.

Non possono richiedere l'Ape i percettori di pensione diretta; sono invece ammessi i titolari di pensioni indirette.

APE SOCIALE:

Il costo della indennità è a carico dello Stato.

Funziona fondamentalmente come l'Ape volontaria; il diritto alla pensione infatti deve maturare sempre entro 3 anni e 7 mesi dalla richiesta.

Cambiano però alcuni requisiti.

L'Ape sociale è infatti rivolta ai soggetti che al compimento dei 63 anni di età:

- hanno almeno 30 anni di contributi e si trovano in stato di disoccupazione. La prestazione per la disoccupazione (Es. Naspi) deve essere conclusa da almeno 3 mesi;

- al momento della richiesta assistono (ex.art. 3 legge 104/1992) da almeno sei mesi, coniuge o parente di primo grado in situazione di handicap grave;

- hanno riduzione della capacità lavorativa del 74%;

- svolgono una delle professioni gravose (operai industria estrattiva, conduttori di gru, conciatori di pelli e pellicce, conduttori di convogli ferroviari e di mezzi pesanti, professioni sanitarie infermieristiche con lavoro organizzato in turni, addetti alla assistenza personale di persone non autosufficienti, professori di scuola pre-primaria, facchini o addetti allo spostamento merci, personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia, operatori ecologici) da almeno sei anni in via continuativa. Anzianità contributiva richiesta di almeno 36 anni.

E' necessario cessare l'attività lavorativa svolta.

Non è compatibile con pensioni dirette o altri redditi da lavoro dipendente o parasubordinato nei limiti di 8.000 euro annui (4.800 euro annui per lavoro autonomo) e con eventuali prestazioni di disoccupazione.

L'APE sociale è concessa in base alle risorse annualmente stanziate: 300 milioni per il 2017.

In caso di insufficienza dei fondi, la decorrenza sarà differita.

Prima di concludere, una doverosa osservazione.

Nell'articolo si è fatto riferimento al "costo" della indennità.

L'APE VOLONTARIA infatti non è un pre-pensionamento con requisiti ridotti, ma un "anticipo finanziario";una sorta di prestito al consumo.

Il prestito, in quanto tale, sarà restituito nei successivi 20 anni, a partire dal momento in cui scatterà la pensione vera e propria.

La rata di ammortamento (per la restituzione del prestito) comprenderà oltre all'APE corrisposta, anche gli interessi (da restituire come costo del finanziamento) e il premio per la polizza assicurativa in caso di premorienza la cui sottoscrizione è obbligatoria. Ciò al fine di non incidere in caso di morte prima della scadenza dei 20 anni del prestito, su eventuali reversibilità.

Sugli interessi e sull’importo del premio assicurativo è riconosciuto un credito di imposta che l'INPS applicherà sulle rate di pensione, da recuperare sull’IRPEF dovuta dal pensionato.

Per tutte le informazioni e per pratiche di patronato e caf, vieni a trovarmi in ufficio!

Ti aspetto!

Gianluca Silvestri

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uscitadicembredigioiaCaro Lettore,

da oggi parte la redazione di questa rubrica incentrata sulle tematiche previdenziali e di protezione del risparmio per conoscere meglio argomenti che interessano la vita di ognuno di noi.

A me il compito di provare a fare sintesi, facendo luce su tutte quelle aree grigie che il mondo Bancario ed Assicurativo, ma anche il Welfare State, con regole non sempre molto chiare, influenzano la nostra quotidianità e determinano gli effetti nel nostro futuro.

Sono Saverio Claudio Digioia, ho 33 anni e opero nel settore assicurativo/finanziario da circa 10 anni. Le mie esperienze Lavorative mi hanno portato ad operare sia nel settore del credito che in quello assicurativo (con particolare attenzione al ramo Vita oltre che ai rami Danni) con operatori bancari ed assicurativi di primo rilievo. A tutt'oggi mi occupo di Consulenza Assicurativa Personalizzata in ambito di EDUCAZIONE Finanziaria (con prevalenza nella gestione del risparmio). Sono un appassionato di sociologia e demografia, oltre che uno Sportivo. E' proprio grazie allo studio della Demografia che ho cominciato a vedere con maggiore rispetto il futuro che ci attende analizzandone gli aspetti economici/finanziari influenzati da politiche del passato, presente e futuro.

Spero di potervi offrire un valido contributo per accrescere la conoscenza di un settore particolare troppo spesso governato dal "fai da te" o dalla fiducia incondizionata verso” l'intermediario del caso” che in maniera molto superficiale propone servizi Finanziari e/o Assicurativi generando aspettative che puntualmente verranno deluse (semplicemente perché tra un "venditore" ed un "professionista" c'è tanta differenza e bisogna avere gli strumenti per coglierla). 

Prima di entrare nel merito delle tematiche è opportuno condividere una lettura dei giorni nostri, base di partenza di tutti gli approfondimenti che andrò ad analizzare:

"A metà del XX secolo le basi del Welfare erano solide e semplici: tanti ragazzi, pochi anziani e piena occupazione. Si trattava, in sintesi, di re-distribuire sui bisognosi ricchezza in avanzo. Oggi, con scarsa occupazione e invecchiamento della popolazione, non c'è più nulla da distribuire. E' dunque bene che ognuno cominci a pensar per sé, al netto di gravi emergenze..."

Indipendente da quanto si possa essere d’accordo con l'affermazione qui sopra descritta (che io non condivido) dobbiamo prendere atto che gli Stati (tramite i loro governi) stanno operando politiche che tendono a rivedere al ribasso le politiche di  WELFARE DISTIBUTIVO a causa della crisi economica che sta diventando la scusa per adottare determinate azioni a discapito della collettività. 

Il caso Italiano è particolarmente interessate se notiamo l'andamento demografico degli ultimi anni che ci consegna un saldo della popolazione in negativo: nascono 1,35 figli per donna e l'età delle madre al primo parto supera i 31 anni. Ci si sposa sempre più tardi (circa 36 anni per i maschi e 33 anni per le femmine) e la maggioranza della popolazione tra i 55 e i 64 anni di età non lavora. Inoltre la longevità della popolazione è di gran lunga migliorata: un sessantacinquenne nel 2015 poteva aspettarsi di vivere altri 19 anni se uomo, 22 anni se donna. 

La longevità è una buona notizia, ma ci impone delle profonde revisioni dei sistemi pensionistici e di assistenza che il Paese deve poter offrire ai propri cittadini. 

Non sta a me giudicare le politiche in tal senso ma di sicuro dobbiamo prendere atto che in un momento di crisi economica, dove la longevità della popolazione è in forte crescita (e sembrerebbe non voler arrestare la sua corsa) viviamo una riduzione di sussidi statali a discapito della collettività e viviamo un incessante conflitto tra passato e futuro, dove le nuove generazioni sono chiamate a sostenere quelle precedenti (con l'aggravante che nessun penserà a loro).

Questa situazione sviluppa nella società una grande confusione tra "incertezza" ed "insicurezza":

- l'incertezza è data dalla incapacità della politica di dare risposte in grado di generare speranza nel futuro;

- l'Insicurezza è frutto della mancanza di autostima che non permette al cittadino di auto-motivarsi nel perseguire innovazione, sviluppo e nuove opportunità per se e per gli altri. 

Oggi, quindi, il cittadino è chiamato ad accrescere le proprie competenze e rivedere le proprie modalità di spesa dando grande importanza alla PIANIFICAZIONE FINANZIARIA delle proprie economie comprendendo al meglio i cicli di vita economica che lo attendono.

Ecco nascere una miriade di servizi Assicurativi e Previdenziali che hanno lo scopo di donare protezione a tutti coloro i quali aderiscono a forme di tutela delle propria persona e/o del proprio reddito personale.

In questo percorso affronteremo tutte le tematiche attinenti alle varie forme di risparmio, sia ad architettura aperta sia ad architettura chiusa; vedremo quali sono i principali strumenti in circolazione con una attenzione a quelli con vocazione di protezione del risparmio (tra cui piani d'accumulo, Piani Integrativi Pensionistici, Premi Unici, Buoni fruttiferi...); cercheremo di conoscere i principali motori finanziari e quali scegliere secondo le proprie attitudini; conosceremo la fiscalità di questi servizi e quali vantaggi (se ci sono) per i cittadini. E ancora: proverò a spiegare cosa offre il sistema di Welfare e quali soluzioni il mercato propone a protezione di tutte quelle aree di carenza alle quali ormai lo Stato espone Noi Cittadini.

Il tutto partendo però da un dato esclusivamente oggettivo che ho provato in sintesi a narrare in questa mia prima uscita: le dinamiche, giuste o sbagliate che siano, sono frutto di una conseguenza dettata da fattori demografici a cui i Governi stanno cercando di rispondere e di cui noi cittadini dobbiamo comprenderne al meglio lo scenario, difendendoci a dovere da tempeste burrascose che possono complicare ulteriormente il nostro Futuro.

Questo e tanto altro …

Saverio Claudio Digioia

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LE MELE( risponde l’esperto dott.ssa  Stoia  Antonia- Biologa Nutrizionista )

E’ noto da secoli un proverbio che dice “ Mangiare una mela al giorno, toglie il medico di torno”.

Questo proverbio si basava sull’evidenza del passato, che chi consumava abitualmente le mele riscontrava numerosi benefici sulla salute, in modo particolare sulla salute del cuore e dei vasi sanguigni.

Tutti questi benefici dipendono dai polifenoli ( la Rutina, la Floridzina, la Quercetina, le Catechine….)  contenuti nella mela ed in particolare concentrati nella buccia e nei semini del frutto.

Le varietà più antiche, come le mele renetta, sono quelle a maggior concentrazione di polifenoli.

Una recente ricerca scientifica, ha dimostrato che i polifenoli contenuti nella mela, sono in grado di:

-Ridurre la formazione delle placche ateromasiche nelle arterie

-Ridurre la sintesi epatica di trigliceridi e colesterolo

-Prevenire la steatosi epatica non alcolica

-Abbassare il colesterolo cattivo LDL

-Aumentare il colesterolo buono HDL

-Aumentare la capacità antiossidante delle cellule epatiche

-Inibire l’infiammazione dell’endotelio

Quindi il consumo di mele contribuisce  a migliorare lo stato di salute delle persone, attraverso il miglioramento dei parametri ematici e la prevenzione dell’aterosclerosi.

Aggiungo, anche, che la mela è un frutto che non rallenta i processi digestivi per cui può essere assunta anche a fine pasto.

Infine, per poter sfruttare le proprietà salutistiche della mela, è consigliabile

assumerla con tutta la buccia ed i semini; i semini sforzatevi di masticarli.

frutta( risponde l’esperto dott.ssa Stoia Antonia Biologa Nutrizionista )

Mangiare frutta nel modo corretto aiuta la detossificazione del nostro organismo e ci fornisce una enorme quantità di energia utile a livello fisico e mentale.

Per evitare che la frutta crei gas e rigonfiamenti intestinali, è importante che non incontri sul suo cammino cibo indigerito e residui putrefattivi di pasti precedenti e di digestioni prolungate.

La frutta è pronta per andare direttamente nell’intestino tenue, ma viene trattenuta nello stomaco se è presente altro cibo, andando così in fermentazione.

Ciò provoca, specie in assenza di combinazioni alimentari corrette, una digestione lenta e difficoltosa che a sua volta potrebbe portare a:

-sonnolenza post-prandiale

-bruciore gastrico

-senso di pesantezza

-gonfiore e meteorismo

-maggiore produzione di scorie tossiche.

Quale è allora il modo corretto per mangiare la frutta?

Sicuramente il modo migliore è allontanarla dai pasti.

L’unica eccezione è l’ananas, mela, kiwi e papaya che hanno degli enzimi digestivi che facilitano la digestione e che gli permettono di essere mangiati a fine pasto favorendo l’assimilazione del pasto. L’ananas è il migliore a fine pasto.

Possiamo mangiare diversi tipi di frutta insieme, rispettando però le giuste combinazioni.

Ad esempio non bisogna mai mescolare frutta acida ( ananas, arance, mandarini, melagrane, pompelmi ) con frutta dolce ( banana, fichi, mele dolci, uva dolce ).

Invece è preferibile mangiare da soli melone e anguria altrimenti fermentano.

Se impariamo ad alimentarci nel modo corretto, avremo a disposizione il segreto della salute, dell’energia e del peso-forma costante e senza sbalzi.

 

Dott.ssa Stoia Antonia

header erbe officinali( Risponde l’esperto dott.ssa Stoia Antonia Biologa Nutrizionista )

Esistono delle erbe officinali che possono aiutare il nostro metabolismo durante il processo di dimagrimento. Ovviamente per perdere peso con successo è importante seguire un’alimentazione sana e fare attività fisica. Occorre mangiare regolarmente e assumere carboidrati, proteine, vitamine, fibre… necessari per l’organismo.

Ma quali sono alcune di queste erbe officinali?

-ALOE VERA

L’aloe vera è una preziosa erba dalle mille proprietà benefiche. Questa pianta è ricca di fibre e proprietà naturali utili in molti ambiti. Infatti contiene enzimi, aminoacidi, minerali e vitamine.

-ALISMATACEAE

E’ una pianta largamente usata come infuso. Ha un’azione diuretica, brucia grassi, accelera il metabolismo e aiuta ad eliminare tossine, grassi e acqua in eccesso.

-GUARANA’

E’ un’erba considerata un’ottima alternativa al caffè. Questa pianta si trova, soprattutto, in Brasile e ha foglie larghe, fiori e frutti simili ai chicchi di caffè. Anche il guaranà vanta un’azione brucia grassi.

-TARASSACO

E’ una pianta erbacea contenente inulina, vitamine, carotenoidi, sali minerali.. Vanta proprietà diuretiche, disintossicanti. E’ di grande aiuto per fegato, reni, intestino e per il metabolismo dei grassi. Il tarassaco è un potente anti-fame e rappresenta un’ottima soluzione per il drenaggio dei liquidi e la depurazione dell’organismo.

-TE’ VERDE

Il tè verde ha mille proprietà benefiche. Le sue foglie contengono, infatti, tannini,flavonoidi, polifenoli, catechine, zinco, fluoro e tantissime vitamine. In particolare i polifenoli permettono di ridurre l’assimilazione degli zuccheri e dei grassi alimentari e questo permette di limitare il numero delle calorie assorbite.

-PILOSELLA

E’ una pianta che ha una potente azione drenante per cui viene usata  nel trattamento degli inestetismi della cellulite, gonfiore alla caviglie, edemi degli arti inferiori . Poiché favorisce l’eliminazione delle tossine è utile anche in caso di ipertensione, azotemia alta, iperuricemia e reumatismi.

Attenzione! Nonostante la fitoterapia sia considerata da alcuni innocua, bisogna sempre tenere in considerazione  delle precauzioni sul loro uso. Ci sono anche dei casi in cui è necessaria una certa cautela nel loro utilizzo come ad esempio in gravidanza, in allattamento o in relazione a determinate patologie e all’uso concomitante di farmaci.

Dott.ssa Stoia Antonia

SEMI OLEOSI

( Risponde l’esperto Dott.ssa Stoia Antonia Biologa Nutrizionista )

I semi oleosi ( noci, mandorle, nocciole, pistacchi, arachidi, sesamo, pinoli, zucca, girasole, papavero, chia, lino, semi di canapa ) sono alimenti che presentano un elevato contenuto di acidi grassi insaturi, omega 3 e omega 6 che poiché non sono sintetizzabili, devono necessariamente essere introdotti con l’alimentazione. Questi acidi grassi fungono da veri e propri spazzini delle nostre arterie per cui riducono il rischio di malattie cardiovascolari. I semi oleosi contengono anche proteine vegetali, sali minerali e oligoelementi come magnesio, potassio, ferro, selenio, zinco, rame. Sono anche ricchi di vitamine ( A, E e alcune del gruppo B ) e di fibre. Infatti aiutano la regolarità intestinale e in più donano un efficiente senso di sazietà. Tutto ciò li rende un alimento adatto soprattutto a chi intende seguire un’alimentazione vegetariana, vegana e crudista.
Qual è la dose corretta da assumere? In assenza di particolari divieti da parte del medico curante, la dieta mediterranea consiglia di introdurre una piccola manciata di semi oleosi alla dieta di tutti i giorni ( es. 1 cucchiaino per i semi, 2-3 noci, 3-4 mandorle, ecc ). E’ importante, però, utilizzarli a crudo, poiché le alte temperature potrebbero far perdere le proprietà organolettiche e quindi nutrizionali al prodotto. Si consiglia anche di conservare i semi in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce per evitare la formazione di perossidi e radicali liberi dannosi per la salute.
Si consiglia anche di consumarli entro l’anno dalla produzione. I semi oleosi non hanno controindicazioni nel paziente a cui è stato diagnosticato diabete, gotta, ipercolesterolemia, ipertensione, celiachia. Attenzione, però, all’apporto calorico che è considerevole!
Basta consumarne in piccole quantità!!

Dott.ssa Stoia Antonia Biologa Nutrizionista

2nutrizionista

La carne è un alimento fondamentale nella nostra dieta per l’apporto di proteine nobili (circa 20g/100 grammi di carne), di minerali

(1%), vitamine, soprattutto del gruppo B e Ferro eme.

La carne non è cancerogena ma lo può diventare se viene processata con metodi di cottura sbagliati come l’arrosto sui carboni, la frittura con oli inadeguati e l’eccessiva cottura in piastra.

La cottura eccessiva delle carni, denatura gli amminoacidi, formando delle croste scure e carboniose, ricche di composti aromatici potenzialmente cancerogene per le cellule della mucosa dell’apparato digerente.

Attenzione, però, cancerogeno non significa cancro: una sostanza è cancerogena se è in grado di trasformare le cellule. Ma non è detto che questa cellula trasformata evolva in tumore; in genere viene eliminata dal nostro sistema immunitario.

In certe condizioni, però, di stress, carenze vitaminiche, di forte acidosi può evolvere a tumore.

Anche gli insaccati come salami, salsicce, soppressate sono potenzialmente cancerosi per la presenza di Salnitro, una miscela di nitrito e nitrato di sodio impiegato nella produzione dei salumi sia per fissare il colore roseo-rosso del salume e renderlo appetibile all’occhio del consumatore che per inibire la germinazione di spore e quindi prevenire le infezioni alimentari.

Il salnitro, a livello dello stomaco, forma le Nitrosammine che sono delle sostanze che irritano le cellule della parete dello stomaco.

In un soggetto sano le nitrosammine non riescono ad irritare la mucosa gastrica per la presenza sulla parete di un abbondante strato di MUCINA prodotta dallo stomaco e che serve da barriera protettiva.

Invece e’ importante moderare il consumo di salumi soprattutto per quei pazienti deboli di stomaco e sofferenti di gastrite, ulcera, acidità di stomaco… in cui la produzione di mucina è ridotta.

Dott.ssa STOIA ANTONIA

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