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MOLFETTA - Il Panathlon Club Molfetta, membro con finalità di promozione culturale e sportiva del Panathlon International e del Distretto Italia P.I., Associazione Benemerita riconosciuta dal CONI, indice ed organizza l’edizione 2013 del Premio Giosuè Poli, del Premio Fair Play e del Premio Tonino Gioia. 

falcone morvillo scorta-1MOLFETTA - 23 Maggio 1992 – 23 Maggio 2014, 22 anni dalla strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. 

cantapolMolfetta - Quello che racconto è una mia interpretazione di quanto è accaduto nella politica molfettese nell’ultimo anno, quindi nessuno si affanni a smentire o a confermare quanto scrivo perchè:
“La storia è bella perchè varia.
Vera, falsa triste o gaia. 
Tutto dipende da chi la scrive,
chi la racconta oppure la vive”.

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storie Maggiore Gennaro SallustioMolfetta - Ottobre1940. Mentre l’esercito greco, appoggiato da quello inglese, si trincerava con artiglieria e mitragliatrici sugli altipiani ellenici, le truppe italiane sbarcavano in Grecia per un’azione punitiva voluta da Mussolini. Iniziava un conflitto che vedeva l’impiego di numerose divisioni armate formate da alpini, bersaglieri, legionari. Nel luogo la logistica si mostrò carente: il trasporto delle armi e degli equipaggiamenti avveniva sui muli. Privi dell’appoggio delle artiglierie, impossibilitate a raggiungere le montagne del fronte greco, i soldati italiani, rimasti con poche munizioni, senza rinforzi, tra fango, neve, freddo intenso con temperature inferiori ai 15°, dovettero combattere e affrontare la forte resistenza nemica. In questa campagna vi erano anche giovani molfettesi; tra di loro il Capitano Gennaro Sallustio, il quale, al termine delle operazioni belliche, fu pluridecorato con due medaglie d’Argento e una di Bronzo al Valor Militare, essendosi distinto in combattimento a Golo Epiro il 28 ottobre, a Testa di Ponte Perati il 21 novembre, a Monte Chiarista-Frayarit  l’11 dicembre del 1940.

storia Cristoforo PalmaMolfetta - Cristoforo Palma, nato a Napoli il 21 agosto1892, è vissuto a  Molfetta, in Via Margherita di Savoia 56, dal luglio 1941, quando gli fu assegnato il comando del 226^ Reggimento Fanteria, di stanza presso la struttura di San Domenico. Il Colonnello Palma è stato il più decorato e fregiato tra i  combattenti molfettesi. Lo dimostrano i vari attestati di Benemerenza, le Onorificenze a titolo di Cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto e della Corona d’Italia, oltre alla Medaglia speciale d’onore per i mutilati di guerra e altri titoli connessi. Durante la 1^ Guerra Mondiale, oltre ad essere promosso sul campo come ufficiale, fu decorato cinque volte con una Medaglia di Bronzo e una d’Argento al valor Militare con le seguenti motivazioni: “Sottotenente… di pieno giorno, sotto micidiale fuoco dell’artiglieria avversaria irrompeva arditamente con pochi uomini su due ridottini nemici in cemento armato, evitando abilmente l’ostacolo dei reticolati; faceva saltare con esplosivi il più avanzato dei due ridottini… si manteneva sotto il violento fuoco delle artiglierie, respingendo vari ritorni offensivi del nemico. Già distintosi in precedenti azioni. Val di S-Ledro maggio1916”… “Sebbene immobile per grave ferita al piede e alla gamba destra, volle ritornare al fronte ove in prima linea nei posti più pericolosi fu suscitatore di fede tra i compagni dipendenti; esempio di amor patrio e sprezzo del pericolo. Avanzata su Trento novembre 1916”.

storie Carlo NatalicchioMolfetta - Spagna, luglio1936. Scoppia la guerra civile. Nazionalisti anticomunisti-marxisti contro il Fronte Popolare filo-marxista, appoggiati dalla Russia. Una guerra cruenta, persecutoria contro i cristiani da parte  delle Milizie volontarie formate da comunisti e anarchici. Si scatenano con violenza contro la popolazione civile. Nei primi giorni di guerra massacrano e giustiziano senza causa istruttoria oltre 50 mila persone inermi, tra cui vescovi, sacerdoti, seminaristi, religiosi, contadini, operai che si trovavano per caso nella zona  “sbagliata” del fronte. Occupano, saccheggiano chiese e altri edifici religiosi per adibirli a depositi di ogni genere: negozi, stalle, caserme, rifugi. Una situazione intollerante e drammatica che portò Papa Pio XI a manifestare al mondo il suo dolore. L’Italia rispose all’appello e intervenne sia per questioni politiche che umanitarie inviando truppe volontarie armate.

storie Vincenzo Rutigliano 1Molfetta - Vincenzo Rutigliano, nato a Molfetta l’11 gennaio 1905, ha collaborato con Gugliemo Marconi, in qualità di radiotecnico, sulla nave Elettra. Nel 1922 acquisito il diploma di licenza tecnica rilasciato dal Regno d’Italia, Vincenzo si iscrisse al corso di specializzazione organizzato dall’Istituto Macchia di Bari, ottenendo prima il diploma di dattilografo e in seguito il diploma di maneggio dell’apparato Morse, rilasciato dall’Istituto professionale di Telegrafia Telefonia e Radiotelegrafia “Alessandro Volta” di Palermo. Nel 1925 superò col massimo dei voti l’esame per il conseguimento del brevetto di radiotelegrafista, che gli consentiva di entrare a far parte col grado di ufficiale radiotelegrafista nella Compagnia Marconi, nel Regio Esercito e nella Marina militare. Vincenzo Rutigliano è stato dunque il primo radiotelegrafista molfettese.

storie Giuseppe Altamura 1Molfetta - Fino ad oggi Molfetta non ha mai pensato di elevare un monumento commemorativo in ricordo dei Caduti della seconda Guerra Mondiale. Non hanno vinto la guerra, è vero, ma a loro “mancò la fortuna e non il valore”. Il 4 novembre è stata la festa delle Forze Armate e il nostro giornale si è proposto di raccontare la storia di un soldato semplice, Giuseppe Altamura, caduto in combattimento sul fronte Greco-Albanese. Giuseppe nacque a Molfetta nel 1915. I suoi nipoti lo ricordano tuttora con commozione e tenerezza. Era un bel ragazzo, di statura media e corporatura robusta. Il padre Tommaso e i suoi due fratelli maggiori Antonio e Domenico erano stati militari, reduci vittoriosi nelle battaglie precedenti. Per Giuseppe indossare il cappello piumato era un onore, così come lo era per la mamma Gaetana,  le quattro sorelle e la fidanzata.

molfettabnoldMolfetta - Stavolta, noi de “Il Fatto”, per ricordare le antiche tradizioni natalizie, siamo andati a far visita al Centro Anziani della Cooperativa Gea. Abbiamo scoperto che tutti rimpiangono i bel tempi passati, quelli in cui lo stesso Natale, ormai alle porte, assumeva un aspetto “ più romantico”, come affermano diversi intervistati. Il Natale, così come tutte le festività, in passato venivano vissute e assaporate in famiglia. Detto così sembra poco, ma stare in famiglia voleva dire essere circondati da una trentina di parenti e soprattutto cucinare tutto in casa. “I prodotti che avevamo a disposizione - commenta una signora del centro - erano pochi e poveri; si mangiavano i fichi, r pstazz, r pettl,si facevano le caramelle con lo zucchero sciolto, u calzaun d sen Leonerd, le mandorle che spesso venivano aggiunte al latte in modo da dar vita a quella che era una colazione deliziosa."

lavoro storiaMolfetta - Avrei voluto raccontarvi alcune storie relative alla Pasqua ma, dopo la manifestazione di sabato 3 marzo in ricordo degli operai morti nella tragedia del Truck Center, ritengo sia più doveroso, anche in omaggio a loro, raccontarvi cosa avvenne a Molfetta il 1° maggio del 1898.

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