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Molfetta. Sempre più iniziative a livello nazionale nel nome di don Tonino Bello. Il Messaggero di Sant’ Antonio di Padova ancora una volta ha dedicato una notizia all’ indimenticato vescovo di Molfetta nella pagina denominata “ Nuova generazione” e quindi riservata ai giovani, da lui tanto amati. Un campo estivo sulle orme di don Tonino è l’ iniziativa itinerante promossa da Pax Christi in Puglia. L’ “ Arca della pace 2013”, questo il nome del progetto promosso” tra i luoghi e i testimoni del sogno di don Tonino di una convivialità delle differenze”. Per ulteriori informazioni si può visitare il sito www.paxchristi.it. Ma ancora una piccola chicca: tra i tanti luoghi, sale , strade, società sportive che continuano ad essere intitolate al vescovo, anche una fraternità dell’ ordine francescano secolare ( il ramo laicale della Famiglia francescana), istituita nella chiesa di San Gaspare del Bufalo a Roma, ha preso il suo nome.

Per quanto poi riguarda il processo di beatificazione, pare che nel dossier spedito a Roma, sono già presenti almeno due racconti di “ guarigioni miracolose”, suffragate da ampi riscontri medico – scientifici, che spetta al dicastero vaticano verificare. Il primo riguarderebbe una suora di clausura dell’ Umbria, guarita da un cancro al cervello, il secondo caso sarebbe quello di una donna di Alessano che, pregando il servo di Dio, avrebbe visto scomparire una grave malattia al cuore. Ma al di là di questi fatti eclatanti, la fase diocesana del processo ha fatto emergere un’ infinita ricchezza di grazie e favori spirituali. Con ansia inoltre si attende l’ 8 dicembre 2013, anniversario dell’ ordinazione sacerdotale di don Tonino quando il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale Italiana verrà in Puglia e celebrerà una messa solenne per sancire la devozione e l’ affetto dell’ intero episcopato italiano verso questa figura di vescovo tanto amato, ma che nello stesso tempo ha suscitato perplessità per il suo modo di comportarsi fuori dagli schemi tradizionali e non sarebbero quindi favorevoli alla sua beatificazione. Nell’ articolo riportato dal“ Messaggero “ di Sant’ Antonio,Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione don tonino Bello, rimarca il suo impegno per la pace, la giustizia e la solidarietà che lo hanno reso uno dei più audaci profeti del nostro tempo. Continua dicendo che era un uomo di speranza, testimone dell’ amore di Cristo,cantore della bellezza, scrittore e poeta ispirato per la freschezza e l’ originalità dello stile. Anche la sofferenza, la malattia diventa un cammino verso la santità testimoniato anche dal viaggio a Sarajevo, nei Balcani tormentati dalla guerra. Sono innumerevoli i gesti di carità compiuti da lui in silenzio, ogni giorno l’ elenco si allunga di episodi e testimonianze che la fondazione raccoglie. Don Tonino quindi simbolo di un vescovo povero, a servizio della gente e dei poveri e oggi, penso senza smentirci possiamo paragonarlo nel suo stile di vita proprio a Papa Francesco. Infatti il Vescovo molfettese ha cercato di essere cerniera fra la fede e il mondo, tra il Vangelo e la vita. La casa di don Tonino era aperta a tutti, soprattutto agli ultimi per mettere in pratica la convivialità delle differenze. Don Tonino conclude Paolo Affattato nel suo articolo “ Il vescovo con il grembiule” riportando le parole del presidente, incarnava la presenza di una Chiesa “ china sui poveri, non dinanzi ai potenti “ e per questo era un personaggio scomodo. La Chiesa di oggi ha decisamente bisogno di persone come lui, come l’ avvento del nuovo Papa sta dimostrando,che lo ricorda molto anche per il sorridere non solo con le labbra, ma anche con gli occhi, quel sorriso che ti nasce da dentro e ti infonde speranza, il valore di cui il mondo ha tanto bisogno.

                                     Paola Copertino

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Molfetta. Sempre più iniziative a livello nazionale nel nome di don Tonino Bello. Il Messaggero di Sant’ Antonio di Padova ancora una volta ha dedicato una notizia all’ indimenticato vescovo di Molfetta nella pagina denominata “ Nuova generazione” e quindi riservata ai giovani, da lui tanto amati. Un campo estivo sulle orme di don Tonino è l’ iniziativa itinerante promossa da Pax Christi in Puglia. L’ “ Arca della pace 2013”, questo il nome del progetto promosso” tra i luoghi e i testimoni del sogno di don Tonino di una convivialità delle differenze”. Per ulteriori informazioni si può visitare il sito www.paxchristi.it. Ma ancora una piccola chicca: tra i tanti luoghi, sale , strade, società sportive che continuano ad essere intitolate al vescovo, anche una fraternità dell’ ordine francescano secolare ( il ramo laicale della Famiglia francescana), istituita nella chiesa di San Gaspare del Bufalo a Roma, ha preso il suo nome.

Per quanto poi riguarda il processo di beatificazione, pare che nel dossier spedito a Roma, sono già presenti almeno due racconti di “ guarigioni miracolose”, suffragate da ampi riscontri medico – scientifici, che spetta al dicastero vaticano verificare. Il primo riguarderebbe una suora di clausura dell’ Umbria, guarita da un cancro al cervello, il secondo caso sarebbe quello di una donna di Alessano che, pregando il servo di Dio, avrebbe visto scomparire una grave malattia al cuore. Ma al di là di questi fatti eclatanti, la fase diocesana del processo ha fatto emergere un’ infinita ricchezza di grazie e favori spirituali. Con ansia inoltre si attende l’ 8 dicembre 2013, anniversario dell’ ordinazione sacerdotale di don Tonino quando il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale Italiana verrà in Puglia e celebrerà una messa solenne per sancire la devozione e l’ affetto dell’ intero episcopato italiano verso questa figura di vescovo tanto amato, ma che nello stesso tempo ha suscitato perplessità per il suo modo di comportarsi fuori dagli schemi tradizionali e non sarebbero quindi favorevoli alla sua beatificazione. Nell’ articolo riportato dal“ Messaggero “ di Sant’ Antonio,Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione don tonino Bello, rimarca il suo impegno per la pace, la giustizia e la solidarietà che lo hanno reso uno dei più audaci profeti del nostro tempo. Continua dicendo che era un uomo di speranza, testimone dell’ amore di Cristo,cantore della bellezza, scrittore e poeta ispirato per la freschezza e l’ originalità dello stile. Anche la sofferenza, la malattia diventa un cammino verso la santità testimoniato anche dal viaggio a Sarajevo, nei Balcani tormentati dalla guerra. Sono innumerevoli i gesti di carità compiuti da lui in silenzio, ogni giorno l’ elenco si allunga di episodi e testimonianze che la fondazione raccoglie. Don Tonino quindi simbolo di un vescovo povero, a servizio della gente e dei poveri e oggi, penso senza smentirci possiamo paragonarlo nel suo stile di vita proprio a Papa Francesco. Infatti il Vescovo molfettese ha cercato di essere cerniera fra la fede e il mondo, tra il Vangelo e la vita. La casa di don Tonino era aperta a tutti, soprattutto agli ultimi per mettere in pratica la convivialità delle differenze. Don Tonino conclude Paolo Affattato nel suo articolo “ Il vescovo con il grembiule” riportando le parole del presidente, incarnava la presenza di una Chiesa “ china sui poveri, non dinanzi ai potenti “ e per questo era un personaggio scomodo. La Chiesa di oggi ha decisamente bisogno di persone come lui, come l’ avvento del nuovo Papa sta dimostrando,che lo ricorda molto anche per il sorridere non solo con le labbra, ma anche con gli occhi, quel sorriso che ti nasce da dentro e ti infonde speranza, il valore di cui il mondo ha tanto bisogno.

                                     Paola Copertino

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