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MOLFETTA.- L’accordo raggiunto con l’acquedotto pugliese dopo anni permetterà di rendere funzionale un impianto al collasso

Il 15 luglio i tecnici dell’acquedotto pugliese avvieranno i lavori di manutenzione straordinaria dell’impianto di depurazione di Molfetta, finito sotto sequestro a luglio del 2012, e attualmente al collasso. Una storia iniziata nel 2001 e ripercorsa tappa dopo tappa stamattina in conferenza stampa dal sindaco Paola Natalicchio e dagli assessori all’ambiente Rosalba Gadaleta e ai lavori pubblici Giovanni Abbattista.
“Eredito una situazione pesantissima – ha spiegato ai giornalisti il sindaco – vogliamo stare nelle regole e fare tutto nella norma. In soli venti giorni siamo riusciti a ottenere quello che in questi anni non è stato possibile. L’Acquedotto Pugliese, che ringrazio per la collaborazione, ha assunto l’impegno di iniziare la prossima settimana i lavori di manutenzione straordinaria urgente che dureranno tre mesi e permetteranno una prima funzionalizzazione degli impianti con interventi urgenti sulle pompe e i compressori legati al trattamento dei fanghi che produrranno un abbattimento del 70% della carica inquinante. Successivamente, se come auspico, la Regione darà l’autorizzazione allo scarico delle acque, la gestione dell’impianto potrà tornare all’acquedotto come avviene per 185 dei 187 depuratori presenti in Puglia”.

 


Negli ultimi 11 anni, infatti, lavori per oltre 4 milioni di euro non sono mai stati completati, l’impresa che avrebbe dovuto effettuarli è in liquidazione e nel 2009 ha ottenuto dal Comune di Molfetta una transazione di 750.000 euro. Complessivamente, il depuratore di Largo Tammone in questi anni, ancora malfunzionante e non a norma, ha “inghiottito” circa 8 milioni di euro tra stanziamento iniziale regionale, contenzioso comunale e canone che l’acquedotto ha bimestralmente trasferito per il pagamento di Eurodepuratori.
“Il contenzioso – ha rilevato l’assessore alle opere pubbliche Giovanni Abbattista – è una delle gravi anomalie che abbiamo riscontrato. Il Comune ha finora versato 500 mila euro ma le opere, che dovevano essere ultimate a settembre del 2009, non sono state eseguite ed è da valutare se non sia il Comune ad essere nelle condizioni di rivalersi”.
Il 25 giugno l’assessore all’ambiente Gadaleta, insieme all’assessore Abbattista, ha partecipato al tavolo tecnico Autorità idrica pugliese, evidenziando l'urgenza che AQP riprenda l'impianto, per quel che riguarda lavori e gestione. “La nostra priorità è la qualità delle acque e la fruizione delle spiagge, soprattutto quelle del litorale di ponente. Le analisi dell’Arpa ci hanno restituito valori sopra la norma nella zona di Torre Calderina, ma la balneabilità in località Cala San Giacomo. I prelievi saranno effettuati ogni 15 giorni e continueremo a verificare anche dopo l’avvio dei lavori al depuratore”.
“Stiamo lavorando – conclude Paola Natalicchio – per la risoluzione strutturale del problema con la presa in carico dell’impianto da parte di Aqp. Ora speriamo in una risposta della Regione. A quel punto potrà partire l’appalto per i lavori di adeguamento già finanziati e progettati che potranno esaurirsi in un paio d’anni”.

 

 


MOLFETTA.- L’accordo raggiunto con l’acquedotto pugliese dopo anni permetterà di rendere funzionale un impianto al collasso

Il 15 luglio i tecnici dell’acquedotto pugliese avvieranno i lavori di manutenzione straordinaria dell’impianto di depurazione di Molfetta, finito sotto sequestro a luglio del 2012, e attualmente al collasso. Una storia iniziata nel 2001 e ripercorsa tappa dopo tappa stamattina in conferenza stampa dal sindaco Paola Natalicchio e dagli assessori all’ambiente Rosalba Gadaleta e ai lavori pubblici Giovanni Abbattista.
“Eredito una situazione pesantissima – ha spiegato ai giornalisti il sindaco – vogliamo stare nelle regole e fare tutto nella norma. In soli venti giorni siamo riusciti a ottenere quello che in questi anni non è stato possibile. L’Acquedotto Pugliese, che ringrazio per la collaborazione, ha assunto l’impegno di iniziare la prossima settimana i lavori di manutenzione straordinaria urgente che dureranno tre mesi e permetteranno una prima funzionalizzazione degli impianti con interventi urgenti sulle pompe e i compressori legati al trattamento dei fanghi che produrranno un abbattimento del 70% della carica inquinante. Successivamente, se come auspico, la Regione darà l’autorizzazione allo scarico delle acque, la gestione dell’impianto potrà tornare all’acquedotto come avviene per 185 dei 187 depuratori presenti in Puglia”.

 


Negli ultimi 11 anni, infatti, lavori per oltre 4 milioni di euro non sono mai stati completati, l’impresa che avrebbe dovuto effettuarli è in liquidazione e nel 2009 ha ottenuto dal Comune di Molfetta una transazione di 750.000 euro. Complessivamente, il depuratore di Largo Tammone in questi anni, ancora malfunzionante e non a norma, ha “inghiottito” circa 8 milioni di euro tra stanziamento iniziale regionale, contenzioso comunale e canone che l’acquedotto ha bimestralmente trasferito per il pagamento di Eurodepuratori.
“Il contenzioso – ha rilevato l’assessore alle opere pubbliche Giovanni Abbattista – è una delle gravi anomalie che abbiamo riscontrato. Il Comune ha finora versato 500 mila euro ma le opere, che dovevano essere ultimate a settembre del 2009, non sono state eseguite ed è da valutare se non sia il Comune ad essere nelle condizioni di rivalersi”.
Il 25 giugno l’assessore all’ambiente Gadaleta, insieme all’assessore Abbattista, ha partecipato al tavolo tecnico Autorità idrica pugliese, evidenziando l'urgenza che AQP riprenda l'impianto, per quel che riguarda lavori e gestione. “La nostra priorità è la qualità delle acque e la fruizione delle spiagge, soprattutto quelle del litorale di ponente. Le analisi dell’Arpa ci hanno restituito valori sopra la norma nella zona di Torre Calderina, ma la balneabilità in località Cala San Giacomo. I prelievi saranno effettuati ogni 15 giorni e continueremo a verificare anche dopo l’avvio dei lavori al depuratore”.
“Stiamo lavorando – conclude Paola Natalicchio – per la risoluzione strutturale del problema con la presa in carico dell’impianto da parte di Aqp. Ora speriamo in una risposta della Regione. A quel punto potrà partire l’appalto per i lavori di adeguamento già finanziati e progettati che potranno esaurirsi in un paio d’anni”.

 

 

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