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documentoviolenzadonne27112019Molfetta. Compatti nel condannare la violenza sulle donne. La massima assise cittadina, con voto unanime, ha votato il documento presentato dalla Consulta comunale femminile in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere contro le donne.

Nella città che, l’estate scorsa, si è dotata di un centro antiviolenza a cui hanno già avuto accesso decine di donne maltrattate; che ha attivato percorsi nelle scuole; che, di recente, ha istituito la commissione pari opportunità del Comune, aperta anche agli uomini; che da decenni si è dotata della Consulta femminile, il 25 novembre è stato occasione di riflessione comune per porre le basi per un approccio condiviso nel contrasto alla violenza sulle donne. E in Consiglio comunale, con sindaco, assessori, consiglieri e ospiti muniti di coccarda rossa sul petto, si sono susseguiti gli interventi dell’assessore alle pari opportunità, Angela Panunzio, della presidente della Consulta femminile, Sara Pisani, della presidente della commissione pari opportunità, Giovanna Vista, ma anche delle consigliere comunali, Silvia Rana, Rosalba Secchi, Carmela Minuto, e, pure se fisicamente assente, della consigliera Isa de Bari.

«Il contrasto alla violenza di genere non può che partire dall’educazione dei più giovani a sane relazioni ed affettività», si legge in un passaggio del documento della Consulta approvato dal Consiglio, «riteniamo fondamentale il progetto che il Comune di Molfetta ha avviato con il Dipartimento di psicologia dell’Università di Bari nelle scuole». E ancora. «Ribadiamo la necessità di attivare una stanza dedicata alle vittime di violenza presso il Pronto soccorso del Presidio ospedaliero di Molfetta».

«Per contrastare e prevenire in modo efficace un problema complesso e multiforme come questo – ha sottolineato l’assessore Panunzio - è importante riuscire a lavorare in modo multidisciplinare e su più livelli. Le donne vittime di violenza sono portatrici di bisogni complessi che nessun operatore può riuscire a soddisfare lavorando singolarmente. Il lavoro di rete diventa quindi una necessità perché rappresenta lo strumento che consente la costruzione di un percorso integrato contro la violenza sulle donne e questo significa che bisogna creare sinergie tra istituzioni, forze dell’ordine, centri anti violenza».

Le conclusioni, prima del voto, sono state affidate al sindaco, Tommaso Minervini.
«Stasera abbiamo registrato un passo culturale in avanti - ha detto - per la presenza di giovani tra il pubblico ma anche per il contenuto degli interventi. La violenza è figlia di una condizione, di una violenza più generale, che deve essere chiamata con il suo nome, queste sono patologie del comportamento. Stiamo parlando di una vera e propria emergenza culturale, relazionare. C’è una emergenza educativa complessiva che ha concluso il sindaco - bisogna contrastare a cominciare dalle scuole e dalle famiglie».

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Nella città che, l’estate scorsa, si è dotata di un centro antiviolenza a cui hanno già avuto accesso decine di donne maltrattate; che ha attivato percorsi nelle scuole; che, di recente, ha istituito la commissione pari opportunità del Comune, aperta anche agli uomini; che da decenni si è dotata della Consulta femminile, il 25 novembre è stato occasione di riflessione comune per porre le basi per un approccio condiviso nel contrasto alla violenza sulle donne. E in Consiglio comunale, con sindaco, assessori, consiglieri e ospiti muniti di coccarda rossa sul petto, si sono susseguiti gli interventi dell’assessore alle pari opportunità, Angela Panunzio, della presidente della Consulta femminile, Sara Pisani, della presidente della commissione pari opportunità, Giovanna Vista, ma anche delle consigliere comunali, Silvia Rana, Rosalba Secchi, Carmela Minuto, e, pure se fisicamente assente, della consigliera Isa de Bari.

«Il contrasto alla violenza di genere non può che partire dall’educazione dei più giovani a sane relazioni ed affettività», si legge in un passaggio del documento della Consulta approvato dal Consiglio, «riteniamo fondamentale il progetto che il Comune di Molfetta ha avviato con il Dipartimento di psicologia dell’Università di Bari nelle scuole». E ancora. «Ribadiamo la necessità di attivare una stanza dedicata alle vittime di violenza presso il Pronto soccorso del Presidio ospedaliero di Molfetta».

«Per contrastare e prevenire in modo efficace un problema complesso e multiforme come questo – ha sottolineato l’assessore Panunzio - è importante riuscire a lavorare in modo multidisciplinare e su più livelli. Le donne vittime di violenza sono portatrici di bisogni complessi che nessun operatore può riuscire a soddisfare lavorando singolarmente. Il lavoro di rete diventa quindi una necessità perché rappresenta lo strumento che consente la costruzione di un percorso integrato contro la violenza sulle donne e questo significa che bisogna creare sinergie tra istituzioni, forze dell’ordine, centri anti violenza».

Le conclusioni, prima del voto, sono state affidate al sindaco, Tommaso Minervini.
«Stasera abbiamo registrato un passo culturale in avanti - ha detto - per la presenza di giovani tra il pubblico ma anche per il contenuto degli interventi. La violenza è figlia di una condizione, di una violenza più generale, che deve essere chiamata con il suo nome, queste sono patologie del comportamento. Stiamo parlando di una vera e propria emergenza culturale, relazionare. C’è una emergenza educativa complessiva che ha concluso il sindaco - bisogna contrastare a cominciare dalle scuole e dalle famiglie».

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