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foibe100218Molfetta. Il 10 febbraio è la solennità del Giorno del ricordo, istituita con la legge 30 marzo 2004 al fine di ricordare gli italiani e tutte le vittime delle Foibe, dell’esodo dalle loro terre istriane, fiumane e dalmate nel secondo dopoguerra e della questione del confine orientale italiano. Il nome foibe deriva dalle grandi depressioni carsiche della Venezia Giulia, nelle quali vennero gettati molti corpi delle vittime. Lo scopo era quello di eliminare gli oppositori politici e i cittadini italiani che si opponevano o che avrebbero potuto opporsi alla politiche del Partito Comunista di Jugoslavia di Tito. Tra le vittime si annoverano funzionari, ufficiali, insegnanti, impiegati bancari, sacerdoti. Anche in questa occasione l’associazione Eredi Della Storia-A.N.M.I.G. con la collaborazione delle associazione combattentistiche e l’associazione carabinieri ha organizzato una serie di iniziative volte a mantenere vivo il ricordo di questi uomini scomparsi tragicamente in quelle terre. Infatti domenica 11 febbraio alle ore 11 presso la sede museale di piazza G. Mazzini ci sarà l’alzabandiera con le note dell’inno nazionale, seguirà un minuto di silenzio e raccoglimento. La sede museale resterà aperta fino alle ore 13 al fine di poter dare la possibilità alla cittadinanza di visionare la mostra fotografico-documentaria realizzata dai volontari dell’associazione. Tra gli infoibati ricordiamo i membri della famiglia del maresciallo Bergliaffa, che prestava servizio presso la caserma di Pisino. Un caso ancora oscuro è quello del ragioniere molfettese Binetti, impiegato presso il comune di Trieste, scomparso in circostanze misteriose. Inoltre approfittiamo di questa solennità per ricordare la comunità molfettese residente in Crimea deportata dal regime sovietico in Siberia che non ha fatto più ritorno nella sua terra natia.


foibe100218Molfetta. Il 10 febbraio è la solennità del Giorno del ricordo, istituita con la legge 30 marzo 2004 al fine di ricordare gli italiani e tutte le vittime delle Foibe, dell’esodo dalle loro terre istriane, fiumane e dalmate nel secondo dopoguerra e della questione del confine orientale italiano. Il nome foibe deriva dalle grandi depressioni carsiche della Venezia Giulia, nelle quali vennero gettati molti corpi delle vittime. Lo scopo era quello di eliminare gli oppositori politici e i cittadini italiani che si opponevano o che avrebbero potuto opporsi alla politiche del Partito Comunista di Jugoslavia di Tito. Tra le vittime si annoverano funzionari, ufficiali, insegnanti, impiegati bancari, sacerdoti. Anche in questa occasione l’associazione Eredi Della Storia-A.N.M.I.G. con la collaborazione delle associazione combattentistiche e l’associazione carabinieri ha organizzato una serie di iniziative volte a mantenere vivo il ricordo di questi uomini scomparsi tragicamente in quelle terre. Infatti domenica 11 febbraio alle ore 11 presso la sede museale di piazza G. Mazzini ci sarà l’alzabandiera con le note dell’inno nazionale, seguirà un minuto di silenzio e raccoglimento. La sede museale resterà aperta fino alle ore 13 al fine di poter dare la possibilità alla cittadinanza di visionare la mostra fotografico-documentaria realizzata dai volontari dell’associazione. Tra gli infoibati ricordiamo i membri della famiglia del maresciallo Bergliaffa, che prestava servizio presso la caserma di Pisino. Un caso ancora oscuro è quello del ragioniere molfettese Binetti, impiegato presso il comune di Trieste, scomparso in circostanze misteriose. Inoltre approfittiamo di questa solennità per ricordare la comunità molfettese residente in Crimea deportata dal regime sovietico in Siberia che non ha fatto più ritorno nella sua terra natia.

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