Banner sfondo 2 I VIAGGI DI AGATA - 060917
Spade e cipolle manifesto

MOLFETTA - Sabato 30 aprile, alle 21, al Teatro del Carro di Molfetta (via Giovene 23, Infotel: 349.23.80.823) prosegue la rassegna di prosa «Il fuoco centrale», con lo spettacolo Spade e cipolle, di e con Angela Iurilli, attrice, regista, autrice teatrale. Il suo è un racconto diretto che scavalca i secoli e pone al centro la relazione tra padrona e serva, qui legate da una morsa che fa di due anime un corpo e di due personaggi una sola interprete.

La signora Sofronia cerca Nina e la trova lì, dove un pubblico aspetta un inizio, e l'inizio...ha inizio. Sofronia, feroce padrona che si nutre di potere, è l'odio. Nina, la serva che non piange mai. Nina la nera, Nina l'amore.
Ognuna attraverso il proprio sguardo evocherà fatti umani e storici (la vicenda risale all'epoca di Carlo Magno), ma per quanto la loro diversità/conflitto sia una questione antica, lo spettacolo non vuole essere storico. La memoria gioca brutti scherzi ad autori e personaggi; ognuno aggiunge, distorce, annebbia per poter sopra-vivere la verità. La storia diventa quindi una traccia, un pretesto per attraversare temi attualissimi, come i conflitti religiosi, la violenza della guerra e la corruzione del potere (uniche condizioni per una vita "privilegiata"), la vanità, la solitudine e il ricordo-incombenza della morte che attanaglia e spinge ad allontanare qualsiasi fragilità umana.

Il pubblico entrerà nella vicenda non solo in quanto testimone; a volte desiderato, altre respinto, sarà oggetto di un palleggio continuo e ironico tra la dimensione del presente reale e quella del passato ideale, scomparso con i Fiori di Francia.

 
 

Spade e cipolle manifesto

MOLFETTA - Sabato 30 aprile, alle 21, al Teatro del Carro di Molfetta (via Giovene 23, Infotel: 349.23.80.823) prosegue la rassegna di prosa «Il fuoco centrale», con lo spettacolo Spade e cipolle, di e con Angela Iurilli, attrice, regista, autrice teatrale. Il suo è un racconto diretto che scavalca i secoli e pone al centro la relazione tra padrona e serva, qui legate da una morsa che fa di due anime un corpo e di due personaggi una sola interprete.

La signora Sofronia cerca Nina e la trova lì, dove un pubblico aspetta un inizio, e l'inizio...ha inizio. Sofronia, feroce padrona che si nutre di potere, è l'odio. Nina, la serva che non piange mai. Nina la nera, Nina l'amore.
Ognuna attraverso il proprio sguardo evocherà fatti umani e storici (la vicenda risale all'epoca di Carlo Magno), ma per quanto la loro diversità/conflitto sia una questione antica, lo spettacolo non vuole essere storico. La memoria gioca brutti scherzi ad autori e personaggi; ognuno aggiunge, distorce, annebbia per poter sopra-vivere la verità. La storia diventa quindi una traccia, un pretesto per attraversare temi attualissimi, come i conflitti religiosi, la violenza della guerra e la corruzione del potere (uniche condizioni per una vita "privilegiata"), la vanità, la solitudine e il ricordo-incombenza della morte che attanaglia e spinge ad allontanare qualsiasi fragilità umana.

Il pubblico entrerà nella vicenda non solo in quanto testimone; a volte desiderato, altre respinto, sarà oggetto di un palleggio continuo e ironico tra la dimensione del presente reale e quella del passato ideale, scomparso con i Fiori di Francia.

 
 

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