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staminaliMolfetta - Un nostro concittadino, Corrado, ci scrive la seguente lettera che vogliamo rilanciare a tutti i nostri lettori:
"Il mio nipotino Federico è stato colpito da una grave malattia degenerativa del sistema nervoso, esattamente il morbo di Krabb: il bambino perfettamente normale dalla nascita, dai primi di novembre ha avuto inizialmente un recesso nei movimenti motori (praticamente ha iniziato nuovamente a gattonare) e successivamente in rapida sequenza a perdere l'uso di gambe e braccia, a non reggere più dritta la testa e ora non parla più.

Dopo una serie di esamie seguiti dall'ospedale pediatrico Mayer di Firenze siamo riusciti a capire che si trattava di una malattia rara che porta alla morte nel giro di un anno e che per la medicina ufficiale non ci sono cure. Capisce bene il nostro stato d'animo anche se i genitori non si sono arresi e sono arrivati dopo molti tentativi a una conclusione, l'unica prova "forse efficace" è l'impianto di cellule staminali, una cura in via di sperimentazione che essendo preticamente a costo zero, l'associazione del farmaco si ostina a tutti i costi a bloccarla. Comunque dopo aver ottenuto dal Tribunale di Pesaro l'autorizzazione a questo tipo di cura compassionevole e dopo aver prelevato un campione di tessuto osseo da mio fratello (eseguito venerdì 1° marzo) il giudice con un'altra sentenza ha bloccato la cura senza aver nemmeno dato la possibilità di iniziare. Il bambino regredisce giorno dopo giorno e quindi costringe i genitori e i parenti a un serrato tour de force, infatti dopo aver eseguito immediato ricorso è stato chiesta la possibilità al Presidente del Tribunale di Pesaro la possibilità di manifestare davanti al tribunale domani mattina. Ora il tribunale dovrà pronunciarsi e ci dovrà far sapere se ci viene accordata la possibilità di procedere o no. Con questa lettera vi chiedo, visto che comunque si tratta di una famiglia di molfettesi costretta a stare su, di pubblicare questa mia richiesta per cercare di scatenare l'opinione pubblica nella steranza di salvare il bambino che ha solo 26 mesi."


staminaliMolfetta - Un nostro concittadino, Corrado, ci scrive la seguente lettera che vogliamo rilanciare a tutti i nostri lettori:
"Il mio nipotino Federico è stato colpito da una grave malattia degenerativa del sistema nervoso, esattamente il morbo di Krabb: il bambino perfettamente normale dalla nascita, dai primi di novembre ha avuto inizialmente un recesso nei movimenti motori (praticamente ha iniziato nuovamente a gattonare) e successivamente in rapida sequenza a perdere l'uso di gambe e braccia, a non reggere più dritta la testa e ora non parla più.

Dopo una serie di esamie seguiti dall'ospedale pediatrico Mayer di Firenze siamo riusciti a capire che si trattava di una malattia rara che porta alla morte nel giro di un anno e che per la medicina ufficiale non ci sono cure. Capisce bene il nostro stato d'animo anche se i genitori non si sono arresi e sono arrivati dopo molti tentativi a una conclusione, l'unica prova "forse efficace" è l'impianto di cellule staminali, una cura in via di sperimentazione che essendo preticamente a costo zero, l'associazione del farmaco si ostina a tutti i costi a bloccarla. Comunque dopo aver ottenuto dal Tribunale di Pesaro l'autorizzazione a questo tipo di cura compassionevole e dopo aver prelevato un campione di tessuto osseo da mio fratello (eseguito venerdì 1° marzo) il giudice con un'altra sentenza ha bloccato la cura senza aver nemmeno dato la possibilità di iniziare. Il bambino regredisce giorno dopo giorno e quindi costringe i genitori e i parenti a un serrato tour de force, infatti dopo aver eseguito immediato ricorso è stato chiesta la possibilità al Presidente del Tribunale di Pesaro la possibilità di manifestare davanti al tribunale domani mattina. Ora il tribunale dovrà pronunciarsi e ci dovrà far sapere se ci viene accordata la possibilità di procedere o no. Con questa lettera vi chiedo, visto che comunque si tratta di una famiglia di molfettesi costretta a stare su, di pubblicare questa mia richiesta per cercare di scatenare l'opinione pubblica nella steranza di salvare il bambino che ha solo 26 mesi."

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