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capitano130518Molfetta. Quasi il 30% di share e oltre 7 milioni di spettatori incollati al televisore per seguire le vicende de "Il Capitano Maria" nella nuova, omonima fiction di RaiUno, il cui primo episodio è stato trasmesso lunedì scorso in prima serata. Un risultato eccezionale che ancora una volta vede valorizzata la nostra Puglia, nei cui straordinari scenari il lungometraggio è stato quasi interamente girato. Protagonista della fiction è l'attrice spagnola Vanessa Incontrada; accanto a lei un cast d'eccezione, composto, solo per citare alcuni attori, da Andrea Bosca, Giorgio Pasotti, Carmine Buschini (il "Leo" di "Braccialetti Rossi").

Anche la nostra città è presente ne "Il Capitano Maria", grazie all'attore Marco Amato: molfettese doc, ha interpretato il brigadiere Brunero, un artificiere della squadra capitanata dalla Incontrada. Lo incontriamo, raggiante per lo straordinario successo di pubblico e consensi della fiction, e con lui scambiamo due chiacchiere.

D.: Marco, anzitutto complimenti! Ci racconti com'è cominciata questa tua avventura sul set del "Capitano Maria"?.

R.: La mia avventura è cominciata con un messaggio su whatsapp: "sei stato scelto!". A scrivermelo era la responsabile casting. All'inizio pensavo si trattasse di uno scherzo: mi ero

candidato per un ruolo da militare nella fiction, ma, non essendo un attore professionista, sapevo di avere poche speranze. Quando ho realizzato che avrei fatto parte per davvero della squadra de "Il Capitano Maria", ho provato una soddisfazione immensa! Era il novembre 2016; da allora, e per i successivi quattro mesi, sono diventato Marco Brunero, un personaggio nel quale mi sono immedesimato totalmente, al punto da atteggiarmici anche nella vita privata.

D.: Chi è Brunero?

R.: È un artificiere che, insieme al suo superiore, il M.llo Rabito, ha l'arduo compito di disinnescare due potentissimi ordigni, piazzati da una spietata organizzazione criminale per imporre

il proprio dominio. Brunero è un militare coraggioso, come del resto tutta la sua squadra: eroi pronti a sacrificare la propria vita pur di salvare quelle altrui. Eroi come sono i Carabinieri, quelli veri.

D.: Cos'hai provato a recitare insieme ad attori del calibro di Vanessa Incontrada e Giorgio Pasotti?

R.: Recitare al loro fianco è stato emozionante e mi ha permesso di imparare molte cose: quando sono sul set osservo sempre gli attori principali mentre preparano le scene, cercando di capire come interpretano la sceneggiatura, come si muovono, come si esprimono. Vivo il set come una vera e propria scuola e devo dire che Vanessa e Giorgio sono due grandi professionisti. Condividere ore e ore di riprese con loro mi ha dato anche l'opportunità di conoscerli come persone: Giorgio Pasotti è molto posato, sembra quasi timido, sempre gentile e sorridente; Vanessa Incontrada è dolce, simpatica, allegra, disponibilissima con lo staff e con i tanti fan che in continuazione le chiedono una foto o un autografo; e poi è... bellissima! Grazie a questo film ho conosciuto anche altri attori davvero bravi, come Andrea Bosca, Manuel Zicarelli, Luigi Di Schiena, Ignazio De Ruvo, con alcuni dei quali sono nate belle amicizie fuori dal set; infine, permettimi di spendere qualche parola per il regista, Andrea Porporati: un professionista serio, paziente e preparato come pochi.

D.: Ci racconti qualche episodio simpatico accaduto durante le riprese?

R.: Uno in particolare: in una scena iniziale del film, io e il mio collega Rabito compariamo con un vero "scafandro" da artificieri, pesante oltre trenta chili e completamente ermetico; per riuscire a indossarlo, abbiamo ascoltato i suggerimenti di due militari veri che ci hanno insegnato tecniche di movimento, respirazione e resistenza. Lo abbiamo tenuto addosso per una intera giornata di riprese: una fatica incredibile! Poi, in fase di montaggio, di tutto il girato sono stati inseriti solo pochi secondi. Oggi ripenso a quella giornata sorridendo, ma ricordo che a fine set ero stremato e sono stato pieno di dolori per una settimana!.

D.: Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

R.: Recitare mi piace tantissimo perché mi permette di interpretare ogni volta nuovi personaggi, spesso molto diversi da me, che mi impegno a rendere "veri" e credibili. Per questo spero di tornare presto su qualche nuovo set. Nel frattempo mi dedico con entusiasmo al mio lavoro di responsabile marketing, alla mia bellissima famiglia e alla grande passione per la musica latino-americana "100% made in Molfetta", grazie alla band di cui faccio parte, gli "Hymn Friends".

Paola Copertino


capitano130518Molfetta. Quasi il 30% di share e oltre 7 milioni di spettatori incollati al televisore per seguire le vicende de "Il Capitano Maria" nella nuova, omonima fiction di RaiUno, il cui primo episodio è stato trasmesso lunedì scorso in prima serata. Un risultato eccezionale che ancora una volta vede valorizzata la nostra Puglia, nei cui straordinari scenari il lungometraggio è stato quasi interamente girato. Protagonista della fiction è l'attrice spagnola Vanessa Incontrada; accanto a lei un cast d'eccezione, composto, solo per citare alcuni attori, da Andrea Bosca, Giorgio Pasotti, Carmine Buschini (il "Leo" di "Braccialetti Rossi").

Anche la nostra città è presente ne "Il Capitano Maria", grazie all'attore Marco Amato: molfettese doc, ha interpretato il brigadiere Brunero, un artificiere della squadra capitanata dalla Incontrada. Lo incontriamo, raggiante per lo straordinario successo di pubblico e consensi della fiction, e con lui scambiamo due chiacchiere.

D.: Marco, anzitutto complimenti! Ci racconti com'è cominciata questa tua avventura sul set del "Capitano Maria"?.

R.: La mia avventura è cominciata con un messaggio su whatsapp: "sei stato scelto!". A scrivermelo era la responsabile casting. All'inizio pensavo si trattasse di uno scherzo: mi ero

candidato per un ruolo da militare nella fiction, ma, non essendo un attore professionista, sapevo di avere poche speranze. Quando ho realizzato che avrei fatto parte per davvero della squadra de "Il Capitano Maria", ho provato una soddisfazione immensa! Era il novembre 2016; da allora, e per i successivi quattro mesi, sono diventato Marco Brunero, un personaggio nel quale mi sono immedesimato totalmente, al punto da atteggiarmici anche nella vita privata.

D.: Chi è Brunero?

R.: È un artificiere che, insieme al suo superiore, il M.llo Rabito, ha l'arduo compito di disinnescare due potentissimi ordigni, piazzati da una spietata organizzazione criminale per imporre

il proprio dominio. Brunero è un militare coraggioso, come del resto tutta la sua squadra: eroi pronti a sacrificare la propria vita pur di salvare quelle altrui. Eroi come sono i Carabinieri, quelli veri.

D.: Cos'hai provato a recitare insieme ad attori del calibro di Vanessa Incontrada e Giorgio Pasotti?

R.: Recitare al loro fianco è stato emozionante e mi ha permesso di imparare molte cose: quando sono sul set osservo sempre gli attori principali mentre preparano le scene, cercando di capire come interpretano la sceneggiatura, come si muovono, come si esprimono. Vivo il set come una vera e propria scuola e devo dire che Vanessa e Giorgio sono due grandi professionisti. Condividere ore e ore di riprese con loro mi ha dato anche l'opportunità di conoscerli come persone: Giorgio Pasotti è molto posato, sembra quasi timido, sempre gentile e sorridente; Vanessa Incontrada è dolce, simpatica, allegra, disponibilissima con lo staff e con i tanti fan che in continuazione le chiedono una foto o un autografo; e poi è... bellissima! Grazie a questo film ho conosciuto anche altri attori davvero bravi, come Andrea Bosca, Manuel Zicarelli, Luigi Di Schiena, Ignazio De Ruvo, con alcuni dei quali sono nate belle amicizie fuori dal set; infine, permettimi di spendere qualche parola per il regista, Andrea Porporati: un professionista serio, paziente e preparato come pochi.

D.: Ci racconti qualche episodio simpatico accaduto durante le riprese?

R.: Uno in particolare: in una scena iniziale del film, io e il mio collega Rabito compariamo con un vero "scafandro" da artificieri, pesante oltre trenta chili e completamente ermetico; per riuscire a indossarlo, abbiamo ascoltato i suggerimenti di due militari veri che ci hanno insegnato tecniche di movimento, respirazione e resistenza. Lo abbiamo tenuto addosso per una intera giornata di riprese: una fatica incredibile! Poi, in fase di montaggio, di tutto il girato sono stati inseriti solo pochi secondi. Oggi ripenso a quella giornata sorridendo, ma ricordo che a fine set ero stremato e sono stato pieno di dolori per una settimana!.

D.: Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

R.: Recitare mi piace tantissimo perché mi permette di interpretare ogni volta nuovi personaggi, spesso molto diversi da me, che mi impegno a rendere "veri" e credibili. Per questo spero di tornare presto su qualche nuovo set. Nel frattempo mi dedico con entusiasmo al mio lavoro di responsabile marketing, alla mia bellissima famiglia e alla grande passione per la musica latino-americana "100% made in Molfetta", grazie alla band di cui faccio parte, gli "Hymn Friends".

Paola Copertino

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