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atupertu140418Molfetta. La primavera ormai giunta, fermento della natura e delle idee. Intervistiamo la Dottoressa forestale Antonella Puddu, esperta del Paesaggio e Curatrice di parchi, giardini ed orti botanici: “mi hai chiesto di parlarti di questa storia; è la storia del recupero di un giardino botanico, abbandonato fino a poco tempo fa, un giardino storico che i Veneziani, aristocratici in Bisceglie, vollero per soddisfare la loro passione per le collezioni di esemplari botanici esotici, indice, all'epoca, di elevazione ed apertura culturale delle famiglie nobiliari che ne perseguivano l'obiettivo.

E' la storia di un'associazione molto attiva sul territorio, Mosquito Aps con Marzia Papagna, Domenico Pizzi, Vincenzo Dinisi e tanti altri soci che dallo scorso anno si stanno adoprando, instancabilmente, nel progetto del recupero di questo piccolo gioiello verde immerso nel tessuto urbano biscegliese. E' la storia di un gruppo di ragazzi di colore, provenienti da Bangladesh, Guinea Bissau, Libia, Costa d'avorio, Mali, Senegal, chi laureato, chi diplomato, chi con famiglia che si sono ritrovati a fuggire, come tanti di loro, dalle guerre o da situazioni di estremo pericolo dalla loro terra di origine e che, grazie a Mosquito ed al progetto 'Il Giardino vicino', vincitore di 'Orizzonti solidali' Ed. 2017 promosso da Fondazione Megamark, hanno potuto frequentare una scuola di giardinaggio.

Un arduo, ma gratificante e bellissimo progetto, in collaborazione con Teatro Garibaldi ed ENAP, per la complessità propria dei processi di integrazione che hanno la finalità di formare, come operatori del verde, i ragazzi di colore e di coinvolgere gli stessi nel recupero del giardino Veneziani”.

Chiediamo alla Dottoressa Puddu, qual è il suo ruolo in questa storia: “E' un gioco di squadra per avverare un sogno; socia, esperta del Comitato tecnico-scientifico ed, in questo caso, docente nell'ambito del progetto, insieme ad altri soci ed esperti come il botanico Angelo Porcelli, Francesco Minervini e Cristina Todisco, entrambe giovani docenti di italiano per stranieri, Daniela Todisco, tutor d'aula, tutti dotati di grande volontà, disponibilità e professionalità”.

Qual è lo scopo chiediamo: “non posso che rispondere con le parole di Vincenzo Dinisi, coordinatore del progetto che vede la scuola del Giardino Vicino come un luogo dove si possa restituire speranze e prospettive a chi non ne ha più o forse le ha perse in mare.... Le attività si sviluppano seguendo un percorso laboratoriale molto preciso, attraverso la formazione di addetti alla manutenzione del verde in uno spazio pubblico, figura per nulla scontata visto la poca cura e cultura del Verde alla quale siamo spesso mal abituati”.

Consuntivo esperenziale?: “Io personalmente tengo docenze per diverse utenze e, correndo il rischio di digredire in pareri personali sul fenomeno delle migrazioni umane, oggi come oggi visto come un grosso problema data la sua imponenza, posso asserire che ho trovato questi ragazzi coraggiosi, interessati, attenti e pronti a rimettersi in gioco, a cominciare da zero pur di avere un'opportunità di inserimento lavorativo e di integrazione sociale, attitudini perse, in molti casi, dall'utenza indigena. Spero che il progetto di recupero del giardino ed il luogo stesso possa rappresentare a pieno un'occasione ed uno spazio di aggregazione umana (associazioni, enti di studio e ricerca, cittadini indigeni ed extracomunitari) e di integrazione. Che questa primavera sia 'colorata' in tutti i sensi”.

Che questa primavera sia 'più colorata' in tutti i sensi

Paola Copertino


atupertu140418Molfetta. La primavera ormai giunta, fermento della natura e delle idee. Intervistiamo la Dottoressa forestale Antonella Puddu, esperta del Paesaggio e Curatrice di parchi, giardini ed orti botanici: “mi hai chiesto di parlarti di questa storia; è la storia del recupero di un giardino botanico, abbandonato fino a poco tempo fa, un giardino storico che i Veneziani, aristocratici in Bisceglie, vollero per soddisfare la loro passione per le collezioni di esemplari botanici esotici, indice, all'epoca, di elevazione ed apertura culturale delle famiglie nobiliari che ne perseguivano l'obiettivo.

E' la storia di un'associazione molto attiva sul territorio, Mosquito Aps con Marzia Papagna, Domenico Pizzi, Vincenzo Dinisi e tanti altri soci che dallo scorso anno si stanno adoprando, instancabilmente, nel progetto del recupero di questo piccolo gioiello verde immerso nel tessuto urbano biscegliese. E' la storia di un gruppo di ragazzi di colore, provenienti da Bangladesh, Guinea Bissau, Libia, Costa d'avorio, Mali, Senegal, chi laureato, chi diplomato, chi con famiglia che si sono ritrovati a fuggire, come tanti di loro, dalle guerre o da situazioni di estremo pericolo dalla loro terra di origine e che, grazie a Mosquito ed al progetto 'Il Giardino vicino', vincitore di 'Orizzonti solidali' Ed. 2017 promosso da Fondazione Megamark, hanno potuto frequentare una scuola di giardinaggio.

Un arduo, ma gratificante e bellissimo progetto, in collaborazione con Teatro Garibaldi ed ENAP, per la complessità propria dei processi di integrazione che hanno la finalità di formare, come operatori del verde, i ragazzi di colore e di coinvolgere gli stessi nel recupero del giardino Veneziani”.

Chiediamo alla Dottoressa Puddu, qual è il suo ruolo in questa storia: “E' un gioco di squadra per avverare un sogno; socia, esperta del Comitato tecnico-scientifico ed, in questo caso, docente nell'ambito del progetto, insieme ad altri soci ed esperti come il botanico Angelo Porcelli, Francesco Minervini e Cristina Todisco, entrambe giovani docenti di italiano per stranieri, Daniela Todisco, tutor d'aula, tutti dotati di grande volontà, disponibilità e professionalità”.

Qual è lo scopo chiediamo: “non posso che rispondere con le parole di Vincenzo Dinisi, coordinatore del progetto che vede la scuola del Giardino Vicino come un luogo dove si possa restituire speranze e prospettive a chi non ne ha più o forse le ha perse in mare.... Le attività si sviluppano seguendo un percorso laboratoriale molto preciso, attraverso la formazione di addetti alla manutenzione del verde in uno spazio pubblico, figura per nulla scontata visto la poca cura e cultura del Verde alla quale siamo spesso mal abituati”.

Consuntivo esperenziale?: “Io personalmente tengo docenze per diverse utenze e, correndo il rischio di digredire in pareri personali sul fenomeno delle migrazioni umane, oggi come oggi visto come un grosso problema data la sua imponenza, posso asserire che ho trovato questi ragazzi coraggiosi, interessati, attenti e pronti a rimettersi in gioco, a cominciare da zero pur di avere un'opportunità di inserimento lavorativo e di integrazione sociale, attitudini perse, in molti casi, dall'utenza indigena. Spero che il progetto di recupero del giardino ed il luogo stesso possa rappresentare a pieno un'occasione ed uno spazio di aggregazione umana (associazioni, enti di studio e ricerca, cittadini indigeni ed extracomunitari) e di integrazione. Che questa primavera sia 'colorata' in tutti i sensi”.

Che questa primavera sia 'più colorata' in tutti i sensi

Paola Copertino

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