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ifuochi110218Molfetta. È stata una grande festa diffusa, dal centro alla periferia, così come ci si era auspicato.

Ovunque hanno arso i fuochi dell'amicizia, della fratellanza e della condivisione per diversi motivi: il primo sono stati raccolti fondi da devolvere a Lisa, la giovane molfettese che ha bisogno di cure in Austria; il secondo perché per realizzarli c’è stato un lavoro di squadra condiviso che ha unito diverse generazioni dai più piccoli ai più grandi.

La serata è stata caratterizzata da musica, gastronomia, allegria e calore in tutti i sensi.

L’evento, organizzato dal Comitato Feste Patronali, con il patrocinio del Comune di Molfetta e dell’Assessorato al marketing territoriale, è stato dedicato a San Corrado, Patrono della città e della diocesi, ha visto il coinvolgimento di confraternite, associazioni di volontariato, scout e parrocchie.

Tanti i gruppi di persone, anche con figli piccoli, che hanno sostato nei pressi dei fuochi dell’allegrezza per riscaldare il fisico e lo spirito, perché in questo periodo di incontri virtuali, fa bene fare del bene ed incontrarsi di persona e non solo tramite social.

I falò sono stati accompagnati da musica popolare, declamazioni sulla vita del Santo eremita, gastronomia tipica e attività ludiche per i più piccoli. Visto il ricco programma proposto, ognuno ha scelto una differente offerta gastronomica e di intrattenimento, secondo i gusti e le fasce di età.

L’evento, certamente riuscito, ha recuperato la tradizione dei falò grazie ad una comune sinergia fra tutti i protagonisti e fruitori. Un fuoco grande ha poi brillato e riscaldato più di tutti, quello che ha spinto tanti ad essere vicini all’Associazione “Nothing is impossibile”, nata con l’intento di raccogliere fondi per garantire le cure mediche per la concittadina Pasqua Lisa de Ceglia, colpita da emorragia cerebrale e, attualmente, in stato di coma.

Nei pressi di tutti i falò è stato presente un banchetto con un salvadanaio cui è stato possibile donare, per sostenere la causa a favore della ventottenne  molfettese. La città non è rimasta insensibile all’appello.


ifuochi110218Molfetta. È stata una grande festa diffusa, dal centro alla periferia, così come ci si era auspicato.

Ovunque hanno arso i fuochi dell'amicizia, della fratellanza e della condivisione per diversi motivi: il primo sono stati raccolti fondi da devolvere a Lisa, la giovane molfettese che ha bisogno di cure in Austria; il secondo perché per realizzarli c’è stato un lavoro di squadra condiviso che ha unito diverse generazioni dai più piccoli ai più grandi.

La serata è stata caratterizzata da musica, gastronomia, allegria e calore in tutti i sensi.

L’evento, organizzato dal Comitato Feste Patronali, con il patrocinio del Comune di Molfetta e dell’Assessorato al marketing territoriale, è stato dedicato a San Corrado, Patrono della città e della diocesi, ha visto il coinvolgimento di confraternite, associazioni di volontariato, scout e parrocchie.

Tanti i gruppi di persone, anche con figli piccoli, che hanno sostato nei pressi dei fuochi dell’allegrezza per riscaldare il fisico e lo spirito, perché in questo periodo di incontri virtuali, fa bene fare del bene ed incontrarsi di persona e non solo tramite social.

I falò sono stati accompagnati da musica popolare, declamazioni sulla vita del Santo eremita, gastronomia tipica e attività ludiche per i più piccoli. Visto il ricco programma proposto, ognuno ha scelto una differente offerta gastronomica e di intrattenimento, secondo i gusti e le fasce di età.

L’evento, certamente riuscito, ha recuperato la tradizione dei falò grazie ad una comune sinergia fra tutti i protagonisti e fruitori. Un fuoco grande ha poi brillato e riscaldato più di tutti, quello che ha spinto tanti ad essere vicini all’Associazione “Nothing is impossibile”, nata con l’intento di raccogliere fondi per garantire le cure mediche per la concittadina Pasqua Lisa de Ceglia, colpita da emorragia cerebrale e, attualmente, in stato di coma.

Nei pressi di tutti i falò è stato presente un banchetto con un salvadanaio cui è stato possibile donare, per sostenere la causa a favore della ventottenne  molfettese. La città non è rimasta insensibile all’appello.

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