Banner sfondo 2 I VIAGGI DI AGATA - 060917

leredita070218Molfetta. I semi piantati da don Tonino sono diventati piante bel radicate nel nostro territorio. Ecco il racconto di uno dei suoi figli spirituali, il dott. Felice Spaccavento, da sempre vicino a chi soffre, agli ultimi e a chi ha bisogno.

"Era un freddo pomeriggio di gennaio.

Avevo partecipato, da pochi giorni, alla marcia della pace tenutasi a Molfetta. Lui era malato ma sembrava un leone. Le sue parole, le sue battaglie, la sua forza, tutto in quella sera. Mi capitò tra le mani un suo libro "Parole d'amore ", la prima poesia Un'ala di riserva. Scappai a casa, la musicai in 5 minuti, quelle parole erano già musica.
La feci ascoltare a mio padre. Sorrise.
Lasciai la cassetta con la mia musica e le sue parole a Trifone, suo fratello. "E' stanco oggi, non può vedere nessuno". Gli dissi che volevo solo che la sentisse. A volte, la musica può compiere miracoli. E io volevo un miracolo!!!!
La mattina dopo alle 7 mi chiamò "Sono Don Tonino Bello, potresti venire in episcopio, volevo ringraziarti, è bellissima. Sono sicuro che la suonerai tantissime volte, spero mi perdonerai". Da allora mi lasciò le chiavi per entrare in episcopio, lo andavo a trovare, vedevo la sofferenza che lottava con la sua forza di vivere. Gli stingevo la mano. Odiavo la sua croce, lui invece, quasi, l'amava.
Molto spesso quando tocco i miei pazienti, penso di stringere la sua mano. Chiudo gli occhi e ricordo la sua voce, il suo sorriso, le sue parole con quell'accento salentino che mi piace da morire.
Mi presentò Guglielmo, poi qualche giorno dopo Elvira.
Un pomeriggio Don Beppe mi chiamò "vieni, sta soffrendo troppo, proviamo a distrarlo, suonando e cantando la sua canzone" lo feci. Lui nel suo letto che ascoltava, sorrideva con smorfie di dolore. Andai via piangendo, stava morendo. Lo stavamo perdendo.
20 aprile 1993 mentre lui andava via da Molfetta e veniva salutato da una folla immensa, io ed Elvira lo salutavamo con "Dammi Signore un'ala di riserva", le sue parole, la mia musica.
E la mia vita non fu più la stessa, non sarà mai più la stessa
".


leredita070218Molfetta. I semi piantati da don Tonino sono diventati piante bel radicate nel nostro territorio. Ecco il racconto di uno dei suoi figli spirituali, il dott. Felice Spaccavento, da sempre vicino a chi soffre, agli ultimi e a chi ha bisogno.

"Era un freddo pomeriggio di gennaio.

Avevo partecipato, da pochi giorni, alla marcia della pace tenutasi a Molfetta. Lui era malato ma sembrava un leone. Le sue parole, le sue battaglie, la sua forza, tutto in quella sera. Mi capitò tra le mani un suo libro "Parole d'amore ", la prima poesia Un'ala di riserva. Scappai a casa, la musicai in 5 minuti, quelle parole erano già musica.
La feci ascoltare a mio padre. Sorrise.
Lasciai la cassetta con la mia musica e le sue parole a Trifone, suo fratello. "E' stanco oggi, non può vedere nessuno". Gli dissi che volevo solo che la sentisse. A volte, la musica può compiere miracoli. E io volevo un miracolo!!!!
La mattina dopo alle 7 mi chiamò "Sono Don Tonino Bello, potresti venire in episcopio, volevo ringraziarti, è bellissima. Sono sicuro che la suonerai tantissime volte, spero mi perdonerai". Da allora mi lasciò le chiavi per entrare in episcopio, lo andavo a trovare, vedevo la sofferenza che lottava con la sua forza di vivere. Gli stingevo la mano. Odiavo la sua croce, lui invece, quasi, l'amava.
Molto spesso quando tocco i miei pazienti, penso di stringere la sua mano. Chiudo gli occhi e ricordo la sua voce, il suo sorriso, le sue parole con quell'accento salentino che mi piace da morire.
Mi presentò Guglielmo, poi qualche giorno dopo Elvira.
Un pomeriggio Don Beppe mi chiamò "vieni, sta soffrendo troppo, proviamo a distrarlo, suonando e cantando la sua canzone" lo feci. Lui nel suo letto che ascoltava, sorrideva con smorfie di dolore. Andai via piangendo, stava morendo. Lo stavamo perdendo.
20 aprile 1993 mentre lui andava via da Molfetta e veniva salutato da una folla immensa, io ed Elvira lo salutavamo con "Dammi Signore un'ala di riserva", le sue parole, la mia musica.
E la mia vita non fu più la stessa, non sarà mai più la stessa
".

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