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gdf130318Molfetta. I finanzieri della Tenenza di Molfetta hanno dato esecuzione a decreto di sequestro anticipato, emesso dal Tribunale di Bari – Terza Sezione Penale in funzione di Tribunale della prevenzione, nei confronti di un soggetto, socio e rappresentante legale di società molfettese operante nel commercio di autovetture, ritenuto, per le sue condotte, socialmente pericoloso.

Le indagini patrimoniali, avviate dalle Fiamme Gialle nel 2016, avevano permesso di accertare la pericolosità sociale del soggetto, dedito abitualmente a condotte delittuose, con precedenti penali per truffa e falso e condannato con plurime sentenze irrevocabili per ricettazione, falso e furto aggravato in concorso. Proprio grazie al profitto di quei reati, il 41enne bitontino aveva potuto condurre un tenore di vita sproporzionato rispetto agli esigui redditi dichiarati avendo di fatto accumulato ingenti ricchezze, intestate a vari prestanomi, quali il complesso aziendale, inclusi i numerosi autoveicoli del parco auto, immobili, terreni, autovetture private e cospicui saldi attivi in diversi rapporti bancari e postali per un importo complessivo che veniva stimato in circa 1.800.000 euro.

Con l’operazione di servizio di oggi, la Guardia di Finanza conferma ancora una volta come le misure di prevenzione patrimoniali, previste dalla vigente normativa antimafia, siano uno strumento fondamentale per colpire la criminalità e tutti i soggetti dediti alla commissione di illecite attività economiche, privandoli delle risorse economiche che permetterebbero di continuare a delinquere.


gdf130318Molfetta. I finanzieri della Tenenza di Molfetta hanno dato esecuzione a decreto di sequestro anticipato, emesso dal Tribunale di Bari – Terza Sezione Penale in funzione di Tribunale della prevenzione, nei confronti di un soggetto, socio e rappresentante legale di società molfettese operante nel commercio di autovetture, ritenuto, per le sue condotte, socialmente pericoloso.

Le indagini patrimoniali, avviate dalle Fiamme Gialle nel 2016, avevano permesso di accertare la pericolosità sociale del soggetto, dedito abitualmente a condotte delittuose, con precedenti penali per truffa e falso e condannato con plurime sentenze irrevocabili per ricettazione, falso e furto aggravato in concorso. Proprio grazie al profitto di quei reati, il 41enne bitontino aveva potuto condurre un tenore di vita sproporzionato rispetto agli esigui redditi dichiarati avendo di fatto accumulato ingenti ricchezze, intestate a vari prestanomi, quali il complesso aziendale, inclusi i numerosi autoveicoli del parco auto, immobili, terreni, autovetture private e cospicui saldi attivi in diversi rapporti bancari e postali per un importo complessivo che veniva stimato in circa 1.800.000 euro.

Con l’operazione di servizio di oggi, la Guardia di Finanza conferma ancora una volta come le misure di prevenzione patrimoniali, previste dalla vigente normativa antimafia, siano uno strumento fondamentale per colpire la criminalità e tutti i soggetti dediti alla commissione di illecite attività economiche, privandoli delle risorse economiche che permetterebbero di continuare a delinquere.

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